Addestramento ed educazione del Cane da Pastore della Russia Meridionale

Un guardiano indipendente sotto dieci centimetri di pelo

Lo standard lo definisce ben equilibrato, sicuro di sé ed indipendente, e aggiunge che non ci si dovrebbe aspettare che sia amichevole con gli estranei. Sono le due informazioni da cui parte tutto il lavoro con questo cane.

In questa pagina: le priorità dei primi mesi, come si gestiscono territorio e visite, quanto movimento serve e come si tiene quel mantello.

Sommario

Le priorità dei primi mesi

Testa di profilo di cane da pastore della Russia meridionale con barba e baffi

La prima priorità è la socializzazione, e in un guardiano è la differenza fra un cane diffidente ma gestibile e un cane che non si può portare da nessuna parte.

L’obiettivo, va detto con chiarezza, non è farne un cane socievole: quello non succederà, e lo standard stesso lo mette in conto. L’obiettivo è farne un cane che tollera il mondo e sa stare al guinzaglio in mezzo alla gente senza mettersi in allarme.

La seconda priorità è il maneggiamento, e in questa razza ha un motivo specifico: dovrà farsi spazzolare per tutta la vita, due o tre volte a settimana. Un cane da cinquanta chili che non si lascia pettinare è un problema quotidiano.

Si comincia da cucciolo, con sessioni brevissime e piacevoli, quando il pelo è ancora corto e non serve.

La terza è il guinzaglio. Vale la regola di tutti i cani grandi: la condotta si insegna finché il cane pesa meno di te.

La quarta è la crescita: fino ai diciotto mesi niente salti, niente scale a ripetizione, niente corse forzate.

Sul metodo: rinforzo positivo, sempre. Un cane sicuro di sé non si lascia intimidire, e la durezza qui ottiene solo di rompere il rapporto.

E una regola di realismo sul richiamo: in un guardiano indipendente non sarà mai perfetto. Si costruisce, si mantiene, e si sta attenti a dove lo si lascia libero.

Territorio, estranei e vita quotidiana

Questo cane considera suo lo spazio in cui vive, e la guardia per lui non è un compito: è quello che è.

La prima regola è la recinzione: alta, solida, con un cancello che non si apre da fuori. È l’investimento numero uno, non un dettaglio.

La seconda riguarda le visite: le persone nuove non entrano a sorpresa. Si esce con il cane, si fa l’incontro in zona neutra e si rientra insieme. Con metodo, funziona.

La terza è il cancello. Corriere, postino, tecnici: serve una procedura fissa che tutta la famiglia rispetti allo stesso modo.

La quarta è la notte. Un guardiano lavora al buio e abbaia: chi ha vicini vicini deve saperlo prima di prendere il cucciolo.

La quinta è la coerenza. Con un cane indipendente le regole devono essere sempre le stesse per tutti: un’eccezione ogni tanto, qui, si paga.

La sesta riguarda il bestiame, se ne hai: questo è il suo mestiere vero, e l’inserimento con pecore o capre va fatto da giovane e con gradualità, meglio se accanto a un cane adulto che già lavora.

E l’ultima riguarda voi: un educatore esperto di cani da guardia, seguito nei primi mesi, evita i problemi invece di doverli risolvere dopo.

Quanto movimento serve

Cane da pastore della Russia meridionale bianco in piedi su un prato

Meno di quello che serve a un cane da pastore da conduzione, più di quanto pensi chi lo prende solo per il giardino. La misura giusta è un’ora e mezza al giorno fra passeggiate e lavoro di testa.

Attenzione però a non sottovalutarlo: l’aspetto inganna, e lo standard lo dice apertamente. Quel pelo crea un’impressione ingannevole di goffaggine e pesantezza ma in realtà è un cane veloce ed agile.

Le passeggiate servono soprattutto alla testa: cambiare ambiente, vedere gente, ricordarsi che il mondo non finisce al cancello. Un guardiano che esce solo dal cancello alla macchina diventa un guardiano intrattabile.

La ricerca olfattiva è l’attività che rende di più: stanca senza caricare le articolazioni e si fa anche in giardino.

Il dog trekking gli calza a pennello, con due condizioni: cane adulto e stagione fresca. In salita con dieci centimetri di pelo, ad agosto, non si va da nessuna parte.

Le attività di attivazione mentale sono l’alternativa buona per i mesi caldi, che in Italia sono tanti.

Quello che non funziona sono gli sport di velocità e di salto: su un cane grande e pesante sono un danno articolare annunciato.

Il pelo: come si tiene un mantello da dieci centimetri

Cane da pastore della Russia meridionale pettinato dalle mani di due persone

Serve una routine, e va presa sul serio: due o tre spazzolate a settimana per tutta la vita del cane, che diventano quasi quotidiane durante le mute.

Gli strumenti sono due: un pettine a denti larghi per aprire il pelo fino alla pelle e una cardatrice per il resto. La regola è spazzolare a strati, sollevando il pelo, non passare la spazzola in superficie.

I punti dove si formano i nodi sono sempre gli stessi: dietro le orecchie, sotto le ascelle, dietro le cosce e sulla barba.

La barba e i baffi vanno puliti spesso: raccolgono acqua e cibo a ogni pasto, e se restano umidi la pelle sotto si irrita.

Gli occhi vanno cercati sotto la frangia almeno una volta a settimana. Su un cane con la faccia coperta è l’unico modo per accorgersi in tempo di un problema.

Non si tosa. Quel mantello isola dal freddo e anche dal sole, e tosarlo peggiora la situazione estiva invece di risolverla. Lo standard, del resto, considera le modifiche estetiche motivo di squalifica.

Il bagno serve raramente ed è un’impresa lunga: l’asciugatura di un mantello così richiede tempo, e un cane messo via umido è un cane con la pelle in guai.

I piedi vanno controllati dopo le uscite in campagna: il pelo cresce anche fra i cuscinetti e da aprile a luglio i forasacchi ci si infilano volentieri.

Gli errori tipici con un Cane da Pastore della Russia Meridionale

Sottovalutare il pelo. Dieci centimetri di mantello sono un impegno di dieci anni, non una cosa da fare quando capita.

Aspettarsi che sia socievole. Lo standard dice il contrario, per iscritto.

Saltare la socializzazione. Non lo renderà amichevole, ma lo renderà gestibile.

Usare le maniere forti. Un cane sicuro di sé non si intimidisce: si perde solo la sua fiducia.

Tosarlo d’estate. Serve ombra e acqua, non le forbici.

Lasciarlo solo in giardino. Un guardiano che non vede nessuno non impara a distinguere niente.

Improvvisare le visite. Le persone che entrano in casa vanno gestite con un metodo fisso.

Prenderlo per l’aspetto. È un guardiano vero, non un peluche grande.