Briquet Griffon Vendéen
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Briquet Griffon Vendéen in breve
Il Briquet Griffon Vendéen è un segugio francese di taglia media, alto 50-55 centimetri nei maschi e 48-53 nelle femmine. Il pelo è lungo e rude, con sottopelo fitto, in otto mantelli ammessi. Lo standard lo dice recettivo e molto determinato, con olfatto fine e voce piacevole. In Italia si usa soprattutto per il cinghiale: 6.324 cuccioli iscritti in dieci anni.
Che cane è il Briquet Griffon Vendéen

È il segugio di taglia media della Vandea: un cane barbuto dal pelo rude, cinquanta centimetri al garrese, che lo standard descrive recettivo e molto determinato.
Il nome dice la taglia: briquet, nel francese dei cacciatori, significa cane di taglia media, e questa è la sola razza che lo ha conservato. È nato come riduzione del Grand Griffon Vendéen, per opera del conte d’Elva prima della Prima Guerra Mondiale.
Il mantello è la sua firma: pelo lungo senza esagerazione, rude al tatto, con sottopelo fitto, baffi abbondanti e sopracciglia folte. I colori ammessi sono otto, e la tradizione francese li chiama pelo di lepre, di lupo, di tasso e di cinghiale.
Sul lavoro lo standard è preciso: olfatto fine, voce piacevole, caccia col naso al vento, non rifiuta i terreni cespugliosi ed è abilissimo su quelli accidentati. Deve saper seguire una pista, scovare e inseguire.
Sul carattere aggiunge l’avvertenza che conta: è un cacciatore appassionato e il conduttore deve saper farsi obbedire. Non è un cane per chi improvvisa, ed è socievole con gli altri cani perché lavora in muta.
Una cosa che sorprende: in Italia non è affatto raro. L’ENCI ha registrato 6.324 cuccioli fra il 2015 e il 2024, e gli allevamenti stanno in Toscana, Lazio, Sardegna e Liguria, cioè dove si caccia il cinghiale.
Storia ed origine del Briquet Griffon Vendéen

Lo standard apre con il nome: è la sola razza che abbia conservato il nome di briquet, che in francese antico indicava un cane di taglia media. Un tempo era una categoria, oggi è un nome proprio. La razza nasce prima della Grande Guerra, quando il conte d’Elva seleziona il tipo riducendo la taglia del Grand Griffon Vendéen.
Poi arrivano le due guerre, che la decimano più volte, e il ritorno documentato nel 1946 a Fontenay-le-Comte. La pagina ricostruisce il percorso con la tabella delle tappe. C’è un dettaglio raro: gli standard FCI quasi mai citano risultati sportivi, e quello del Briquet lo fa, ricordando la coppa di Francia del 1995. La scelta dice molto su come questa razza viene giudicata, cioè sul campo. C’è la spiegazione del mestiere, la caccia in muta, e del perché la taglia media fosse un vantaggio sui terreni della Vandea. E poi c’è la sorpresa italiana: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato migliaia di cuccioli, il che fa del Briquet una delle razze straniere più allevate fra i cani da caccia, pur restando sconosciuta a chi non frequenta quel mondo. Se pensavi fosse una rarità, i numeri dicono il contrario. È una razza viva, solo che vive lontano dalle esposizioni.
Carattere e descrizione del Briquet Griffon Vendéen

Lo standard lo descrive recettivo e molto determinato, con olfatto fine, voce piacevole e la capacità di cacciare col naso al vento. È pieno d’iniziativa e deve saper seguire una pista da solo. È un segugio francese alto 50-55 centimetri nei maschi e 48-53 nelle femmine, per 18-24 chili, e in Italia lavora soprattutto sul cinghiale.
Il pelo è la firma dei griffoni vandeani: lungo senza esagerazione, a volte cespuglioso, rude al tatto, con un sottopelo che protegge dai rovi. La pagina mostra gli otto mantelli ammessi, perché in questa razza la tavolozza è larga. C’è la famiglia dei Griffoni Vandeani, quattro razze che vengono dallo stesso territorio e dallo stesso pelo, distinte soprattutto dalla taglia, dai 38 centimetri del Petit Basset ai 65 del Grand. È il modo migliore per capire dove si colloca il Briquet. C’è il carattere, che lo standard divide in comportamento e temperamento, entrambi descritti in modo concreto. C’è la salute, con una stima di 12-14 anni e nessuno studio di razza. E c’è a chi è adatto, cioè a chi caccia o a chi fa molta attività all’aperto. Se cerchi un segugio di taglia media con carattere, qui trovi il ritratto completo.
Addestramento ed educazione del Briquet Griffon Vendéen

La frase da cui partire è dello standard: il conduttore deve saper farsi obbedire. È un cane recettivo ma pieno d’iniziativa, e sono le due facce della stessa medaglia: impara volentieri, ma ha sempre un’idea sua. Funzionano rinforzo positivo, premi alti e coerenza, mentre la durezza produce un cane timoroso. La pagina costruisce tutto attorno a questo equilibrio.
Con un segugio ci sono due argomenti che decidono la convivenza, e sono la voce e il naso. La voce non è un difetto da correggere: lo standard parla di voce piacevole e ben portata, perché serve a chi caccia. In un condominio, però, è un tema, e la pagina dice come contenerla senza spegnere il cane. Il naso è l’altro capitolo: una pista trovata vince su qualsiasi richiamo, quindi il guinzaglio lungo resta un compagno di lavoro per anni. C’è il mestiere vero, riconosciuto dalla FCI con prova di lavoro: caccia a tiro alla grossa selvaggina, più lepre e volpe. Ci sono le attività per chi non caccia, dal mantrailing alle tracce artificiali. C’è quanto movimento serve, che è parecchio e deve comprendere terreno vario. Ci sono gli errori dei primi mesi, dalla socializzazione saltata alle uscite sempre uguali. E c’è la parte sulla vita in famiglia, dove questa razza è allegra e poco conflittuale. Se prendi un segugio per farne un cane di casa, questa è la pagina da leggere.
Allevamento del Briquet Griffon Vendéen

In Italia il Briquet Griffon Vendéen non è una rarità: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato 6.324 cuccioli, più di seicento all’anno, e quasi nessuno lo sa. Gli affissi dedicati sono sei, fra Toscana e Lazio, ma la maggior parte dei cuccioli nasce in ambiente venatorio. Un cucciolo con pedigree costa fra i 500 e i 900 euro, e si arriva ai 1.200 per le linee di lavoro collaudate.
La prima domanda riguarda il lavoro: cosa cacciano i genitori, in che muta e con quali risultati. La FCI classifica il Briquet con prova di lavoro, quindi la selezione passa dal campo e un allevatore serio risponde con i dettagli. Nella pagina ci sono i numeri italiani anno per anno, che sorprendono chiunque non frequenti il mondo della caccia. C’è il mantenimento di un cane da venti chili. Ci sono le domande sulle cucciolate cresciute in canile rispetto a quelle cresciute in casa, che cambiano parecchio se il cane vivrà in famiglia. C’è la parte sulle linee selezionate su cinghiale o capriolo, con i prezzi che salgono. E c’è l’avvertimento per chi lo vuole come cane di casa: è un segugio da muta, con voce e naso che non si spengono. Se cacci, qui trovi come scegliere il cucciolo giusto. Se non cacci, la pagina ti dice cosa comporta.


