Nel Regno Unito si può aprire un negozio che fa inseminare le cagne, misura il momento giusto dell’ovulazione, raccoglie e spedisce il seme dei maschi e segue il parto, senza chiedere nessuna licenza a nessuno. Il 28 settembre il ministero dell’agricoltura dell’Irlanda del Nord ha pubblicato il rapporto di un gruppo di esperti che chiede di cambiare le cose. Secondo i dati raccolti nel rapporto, questi negozi, che in inglese si chiamano cliniche della fertilità canina, erano circa 37 nel 2020 e sono oltre 466 nel 2026. Molti lavorano senza un veterinario. Una parte sproporzionata del loro lavoro riguarda bouledogue francesi, bulldog inglesi e carlini, cani che spesso non riescono ad accoppiarsi e a partorire da soli.
Cosa fanno le cliniche della fertilità per cani?
Un allevatore che vuole una cucciolata da una cagna di razza ha bisogno di sapere quando è fertile, di un maschio e, se la monta naturale non va, di qualcuno che faccia l’inseminazione. Le cliniche vendono tutto questo in un posto solo: il test del progesterone con un prelievo di sangue per capire il giorno giusto, l’esame delle cellule vaginali, l’inseminazione, l’ecografia per la gravidanza, la raccolta del seme con la conservazione e la spedizione. Molte offrono anche l’assistenza al parto, il microchip, i vaccini e il test del DNA. Alcune tengono maschi da monta per conto dei proprietari. Alcune, senza scriverlo nella pubblicità, fanno anche il cesareo.
Il problema, per il gruppo di esperti, è chi fa queste cose. Nel Regno Unito l’inseminazione di un cane e il prelievo di sangue per il progesterone sono atti veterinari. Li può fare solo un veterinario iscritto all’ordine. L’ecografia invece la può fare chiunque. Intorno alle cliniche si è formato un mercato di corsi di poche ore o pochi giorni, che rilasciano un attestato senza nessun valore legale. Il rapporto racconta che almeno due aziende che vendono questi corsi offrono anche il corso ufficiale per mettere il microchip. Li pubblicizzano uno accanto all’altro, in modo che il cliente creda che abbiano lo stesso riconoscimento pubblico.
Perché sono un rischio per i cani?
Il rapporto mette in fila i rischi procedura per procedura. Il cesareo comporta l’anestesia generale, emorragie, infezioni e dolore. Dopo l’intervento la cagna può accudire peggio i cuccioli e avere meno latte. Sono rischi seri anche quando lo fa un veterinario. Alle associazioni sono arrivate segnalazioni di cesarei fatti da operatori senza nessuna laurea. Il seme raccolto e spedito senza controlli può portare la brucellosi canina, una malattia che il maschio può avere senza sintomi e che si trasmette anche all’uomo.
Poi c’è il danno che si vede nelle generazioni dopo. Con l’inseminazione e il cesareo programmato si possono far nascere cuccioli da cani che per la forma del corpo non riescono ad accoppiarsi né a partorire, come succede a molti bouledogue francesi, con il bacino stretto e la testa larga. I cuccioli ereditano la stessa forma. Il problema passa alla generazione successiva. Il seme congelato di un solo maschio molto richiesto può arrivare a centinaia o migliaia di cuccioli: se quel maschio porta una malattia ereditaria, la malattia si diffonde in tutta la razza prima che qualcuno se ne accorga.
Il rapporto parla anche di soldi e di criminalità. I cuccioli di queste razze si vendono a prezzi alti. Secondo il materiale ricevuto dal gruppo in alcune zone del settore è entrata la criminalità organizzata: chi lavora in regola e ha provato a denunciare gli altri ha ricevuto minacce contro la famiglia.
Cosa chiedono gli esperti?
Le raccomandazioni sono dodici. Il rapporto completo le spiega una per una. Queste sono le principali.
La regola più netta è la quarta. Non l’hanno inventata a Belfast. Il gruppo la presenta come la stessa posizione dei veterinari europei e della Federazione cinologica internazionale: se un cane non può fare i cuccioli da solo per come è fatto, non deve farli. In Germania e in Austria il principio è già scritto nella legge sul benessere animale, che vieta di allevare cani destinati a soffrire per la forma che hanno ereditato.
Il rapporto non è una legge. Il ministro Andrew Muir ha detto che il dipartimento valuterà le raccomandazioni insieme ai consigli locali, alla polizia, all’ordine dei veterinari e agli altri governi del Regno Unito e che prima di qualsiasi decisione ci saranno consultazioni e valutazioni. In Scozia una bozza di regolamento sulle cliniche è già pronta, in Inghilterra il governo ha messo in programma di portarle sotto licenza, con il 2030 come scadenza.
Cosa dice la regola europea sui cesarei?
Nell’Unione europea le cliniche della fertilità non hanno una regola propria. Il rapporto nordirlandese lo fa notare. Il regolamento europeo sul benessere di cani e gatti, quello che vieta il collare a strozzo con le punte negli allevamenti, arriva però allo stesso punto da un’altra parte. Nell’allegato scrive che una cagna che ha avuto due tagli cesarei non si usa più per la riproduzione e chiede agli allevatori di escludere i cani con tratti del corpo così spinti da farli star male. Le regole sulle fattrici valgono dal 2029 e riguardano gli allevamenti e i negozi, non chi fa una cucciolata in casa.
Chi compra un cucciolo di una razza a muso schiacciato può già fare una domanda semplice: com’è nato, e da una madre che ha avuto quanti cesarei. Dal 27 settembre, poi, il cucciolo venduto da un allevatore è un bene per il Codice del consumo. Quello che sta scritto nell’annuncio vale come una promessa. Negli Stati Uniti la stessa domanda sulle fattrici l’ha appena fatta il governo, con regole ferme al 1991.
Fonti: DAERA, comunicato del 28 settembre 2026; Expert Advisory Group, Canine Fertility Services in Northern Ireland, settembre 2026, con i dati della Naturewatch Foundation sul numero delle cliniche; regolamento (UE) 2026/1818, allegato, punto 3.5. Cambio della sterlina BCE del 29 settembre 2026.





