Negli Stati Uniti le regole su come si tiene un cane in un allevamento con licenza federale sono in gran parte quelle scritte nel febbraio 1991. Il 21 settembre il ministero dell’agricoltura ha annunciato che nel 2027 ne proporrà di nuove, sulla base di 7.522 commenti arrivati dal pubblico, e che nel frattempo stringerà i controlli: un ufficio nuovo dedicato alla protezione degli animali, più investigatori, e il riesame entro sei mesi di tutti gli allevatori che negli ultimi due anni hanno restituito la licenza. Le domande su cui il governo ha chiesto il parere sono molto concrete: a che età una cagna può cominciare a fare cuccioli, quante cucciolate può avere in una vita, quanto deve riposare fra una e l’altra. In Europa le risposte sono già scritte. Per gli allevatori entreranno in vigore nel 2029.
Cosa ha annunciato il governo americano?
L’annuncio lo ha fatto la ministra Brooke Rollins in una riunione con i ministeri della sanità e della giustizia e con gli ispettori interni dei due dipartimenti. Il comunicato ha il tono di un bilancio di governo. I numeri che contiene conviene leggerli uno per uno.
Il nuovo ufficio si chiama Animal Protection Bureau e serve, dice il ministero, a fare controlli mirati, coordinare le indagini e trovare chi lavora senza licenza. L’ultima misura è quella con l’obiettivo più preciso. Chi restituisce la licenza federale esce dai controlli. Il sospetto è che qualcuno lo faccia per continuare a vendere cani senza ispezioni: entro sei mesi il ministero riguarderà uno per uno gli allevatori che lo hanno fatto negli ultimi due anni, anche con licenze degli Stati, e agirà contro chi sta aggirando la legge.
Perché le regole sono ancora quelle del 1991?
La legge federale sul benessere degli animali dà al ministero il compito di fissare le regole minime per chi alleva, vende o usa cani nella ricerca, e fra queste quelle sul movimento, che deve stabilire il veterinario della struttura. Le regole su alloggio, movimento, cibo, acqua e pulizia risalgono a un regolamento del 15 febbraio 1991; quelle sulle cure veterinarie sono state aggiunte nel maggio 2020. Nel febbraio 2026 il ministero ha aperto una richiesta di informazioni sul Federal Register, la gazzetta ufficiale americana. Ha scritto lui stesso perché: diversi Stati hanno già regole più avanzate sulle cagne da riproduzione, con riposo fra un parto e l’altro, età minime e massime, visite prima dell’accoppiamento e un tetto alle cucciolate in una vita. Altri hanno imposto il movimento quotidiano e il contatto con persone e altri cani. Una scuola di veterinaria, quella della Purdue University, ha costruito su questi temi un programma di certificazione volontaria per gli allevatori.
Le domande che il governo ha messo nero su bianco sono di due tipi. Per le cagne da riproduzione: se hanno bisogno di cure diverse dalle altre, quali malattie si vedono più spesso, che effetto hanno l’età e il numero di cucciolate sulla loro salute, quanto conviene fare i test genetici. Per tutti i cani: quanta socializzazione serve, con le persone e con gli altri cani, come stanno i cani tenuti da soli, quanto e che tipo di movimento serve a seconda di età, razza e salute. Il termine per rispondere era il 19 marzo, poi prorogato al 20 aprile. Il ministero dice di aver ricevuto 7.522 commenti diversi e che quasi tutti chiedono regole più severe.
Quante cucciolate può fare una cagna in Europa?
Messe accanto alle regole europee, quelle domande hanno già una risposta scritta. Il regolamento europeo sul benessere di cani e gatti, pubblicato quest’estate, fissa nell’allegato I i limiti per le fattrici, cioè le cagne usate per la riproduzione. L’articolo che li rende obbligatori si applica dal 31 agosto 2029.
Il regolamento europeo non risolve tutto e ha tempi lunghi: le regole generali partono nel 2028, quelle sulle fattrici nel 2029, l’ora quotidiana all’aperto nel 2031, il riconoscimento obbligatorio degli allevamenti sopra le cinque cucciolate l’anno solo nel 2034. Negli Stati Uniti invece la proposta arriverà nel 2027. Da lì comincerà un altro giro di commenti prima di diventare una regola. Fino ad allora, come ha notato RFD-TV, una rete televisiva che segue l’agricoltura, gli allevatori americani non sanno cosa cambierà né quando.
Nell’annuncio c’è anche la ricerca, che la legge americana tratta insieme agli allevamenti: il ministero della sanità dice di aver avviato più di venti azioni per ridurre gli esperimenti sugli animali. È la stessa materia che abbiamo seguito in Oklahoma, dove il canile ha ancora il dovere di consegnare ai laboratori i cani che nessuno reclama. Il numero che resta, alla fine, è la data: 1991. Per trentacinque anni la regola federale sul movimento di un cane d’allevamento è rimasta affidata in gran parte al veterinario della struttura. Adesso il governo chiede al pubblico quanto movimento serva.
Fonti: comunicato del ministero dell’agricoltura degli Stati Uniti del 21 settembre 2026, letto per intero su Oklahoma Farm Report; Federal Register del 17 febbraio 2026, richiesta di informazioni APHIS-2025-1000; RFD-TV; regolamento (UE) 2026/1818, articolo 16 e allegato I, punto 3.





