Stress, Morfeo, Dafne, Zelda e Bruno sono entrati nel canile di Firenze come tutti gli altri, dal box. Ne sono usciti con un lavoro: oggi quattro di loro cercano droga e telefoni nascosti nelle carceri, a Paola in Calabria, in Puglia e a Sollicciano, dentro i nuclei cinofili della Polizia penitenziaria. La loro storia l’ha raccontata il Comune di Firenze il primo ottobre, al Parco degli Animali, il canile comunale, con tre dimostrazioni degli agenti e dei loro cani davanti al pubblico, dice il comunicato. Nello stesso canile ci sono altri 44 cani che aspettano una casa.

Come è andata, cane per cane

Tutto comincia nel giugno 2022. Gli istruttori del Centro di addestramento della Polizia penitenziaria di Asti, che da tempo cercano cani adatti anche nei canili, passano da Firenze e scelgono quattro cuccioli: Stress, Morfeo, Dafne e Zelda. I quattro partono per Asti e cominciano il corso. Tre di loro, Stress, Morfeo e Dafne, insieme ad Arturo ed Ettore arrivati da altre strade, formano il primo nucleo cinofilo antidroga della Polizia penitenziaria in Calabria, al carcere di Paola. Zelda, finito il corso, prende servizio in Puglia.

Il lavoro è impedire che la droga entri e giri dentro gli istituti. Stress e Morfeo si sono fatti notare anche per un’altra cosa: trovano i telefoni cellulari, anche quelli piccolissimi murati nelle pareti delle celle, che in carcere valgono quanto la droga. I nuclei lavorano anche fuori, nelle operazioni insieme alle altre forze di polizia. Dafne invece, con il tempo, ha mostrato di non essere fatta per il servizio operativo: troppo dolce e remissiva, scrive il Comune. Oggi vive con un altro agente e non fa più il lavoro per cui era stata formata.

L’ultimo è Bruno, un meticcio di circa un anno e mezzo, socievole, curioso e giocherellone. È partito da Firenze per Asti lo scorso ottobre, ha finito il corso a fine maggio ed è stato assegnato al nucleo cinofilo del carcere di Sollicciano, che il Comune presenta come il primo e unico nucleo cinofilo penitenziario della Toscana. Alla fine è tornato a lavorare a pochi chilometri dal box in cui era arrivato.

Stress e Morfeocarcere di Paola (CS), droga e telefoni
Dafneformata a Paola, poi adottata da un agente: troppo dolce
Zeldain servizio in Puglia
Brunocarcere di Sollicciano (FI), dall’estate 2026

Come si sceglie in canile un cane che cercherà la droga

Si guarda il carattere, non la razza. Gli istruttori di Asti selezionano i cani sulla base di cinque cose: la voglia di giocare, la capacità di cercare, la curiosità, la socializzazione e la disponibilità al rapporto con una persona. Il percorso, scrive il Comune, «punta sulle motivazioni naturali del cane e sul rapporto con il proprio conduttore, senza ricorrere alla coercizione». È lo stesso principio con cui lavora la Guardia di Finanza, dove un cane antidroga si forma in sei mesi con un conduttore solo: la droga per il cane è il pretesto, il premio è il gioco che arriva quando la trova.

È anche il motivo per cui i corpi di polizia si sono messi a guardare nei canili. Un cane che in un box non sta fermo un secondo, che vuole giocare con chiunque passi e che annusa tutto è un cane difficile da piazzare in famiglia e perfetto per questo lavoro. Il nome di Stress dice tutto. Il Comune di Firenze ha tenuto i contatti con il Centro di Asti e con i nuclei per quattro anni. Questo ha permesso di sapere com’è andata a ciascuno dei suoi cani.

Cosa succede al cane che non è adatto

Viene adottato, di solito da chi lo ha addestrato. La storia di Dafne è la più normale delle cinque: la selezione in canile guarda un cucciolo. Un cucciolo cambia. Un cane che a sei mesi cercava tutto può diventare a due anni un cane che preferisce stare tranquillo. Un cane antidroga che non ha fame di ricerca non serve a nessuno, prima di tutto a se stesso. In quel caso il cane non torna in canile: resta con l’agente che lo ha seguito, o passa a un collega, come è successo a lei. Nel bilancio del progetto Dafne conta come un cane uscito dal canile con una famiglia, che è l’altro modo di uscirne bene.

Come si adotta uno dei 44 cani rimasti

Il Parco degli Animali è il canile comunale di Firenze, nel Quartiere 4, dove oggi 44 cani aspettano una famiglia. «Questa collaborazione è motivo di grande orgoglio e dimostra come tutela del benessere animale, sicurezza e servizio alla comunità possano convivere», ha detto la vicesindaca e assessora all’ambiente Paola Galgani. «Le storie di Stress, Morfeo, Dafne, Zelda e Bruno dimostrano come ogni cane, se adeguatamente valorizzato, possa trovare la propria strada.» Il canile apre le porte a famiglie e scuole. L’evento del primo ottobre serviva anche a questo: far entrare chi non ci è mai stato. Chi cerca un cane può chiedere un appuntamento al Parco e passare un pomeriggio con quello che gli piace. Non diventerà un cane antidroga. Ma nemmeno Dafne lo è diventata e sta benissimo lo stesso.

Perché i cani antidroga di solito sono labrador e golden lo abbiamo spiegato in un pezzo a parte: non è il naso, che hanno tutti, ma il carattere. E il carattere, come dimostrano i cinque di Firenze, non ha pedigree.

Fonti: comunicato del Comune di Firenze del 2 ottobre 2026; La Nazione e Nove da Firenze del 2 ottobre 2026.

Anton, autore di dogseteraScritto daAnton S.Pubblicato il 7 ottobre 2026Vivo coi cani da sempre e su Dogsetera racconto razze, sport cinofili e vita quotidiana a sei zampe, senza fuffa.