Nel Maceratese è entrata in servizio Elly, giovane pastore tedesco assegnata alla Compagnia della Guardia di Finanza di Civitanova come nuova unità cinofila antidroga. Affianca Hanima, che lavora sullo stesso territorio da anni e ha all’attivo sequestri, arresti e la segnalazione alle prefetture di oltre cento persone.

Otto giorni dopo, al casello di San Michele all’Adige sull’A22, un controllo dei Carabinieri con unità cinofila si è chiuso con un arresto: nell’auto c’era un panetto da circa un chilo di cocaina, che il cane ha segnalato. Sono due notizie minime, di quelle da poche righe in cronaca. Dietro c’è un lavoro lungo.

Dove si addestrano i cani della Guardia di Finanza?

La Guardia di Finanza ha un solo centro di allevamento e addestramento cinofilo, a Castiglione del Lago, in provincia di Perugia, nella caserma intitolata al finanziere cinofilo Dario Cinus. Da lì passano tutti: i cani antidroga, quelli addestrati alla ricerca di valuta, quelli del tabacco lavorato estero e i binomi destinati al soccorso in valanga e in superficie. Ci vengono formate anche polizie e dogane straniere.

Fino agli 8 mesiSocializzazione: il cucciolo impara ad essere a suo agio in mezzo a rumori, superfici, persone e mezzi. Nessuna ricerca, nessuna sostanza
Dagli 8 ai 12 mesiAttività propedeutiche alla specializzazione: il gioco viene trasformato nella ricerca di un oggetto nascosto
Il corsoSei mesi dopo la selezione, con un cane assegnato a ciascun conduttore
Le specializzazioniAntidroga, valuta, tabacco lavorato estero, ricerca in valanga e in superficie

Perché il conduttore è uno solo?

Prima che il binomio entri in servizio c’è una fase che si chiama affezionamento: il cane e il suo militare passano insieme settimane, imparano i tempi l’uno dell’altro, costruiscono il modo di comunicare che useranno in mezzo al traffico di un casello.

Un cane antidroga non lavora per chiunque tenga il guinzaglio. Segnala perché quel gesto, fatto da quella persona, apre un gioco che conosce; e chi lo conduce riconosce differenze minime nel modo in cui il cane cambia passo, alza la testa o rallenta, che un estraneo non vedrebbe nemmeno.

Il cane sa di cercare la droga?

No: il cane non ha idea di cosa sia la cocaina. Non gli interessa. Ha imparato che a un certo odore corrisponde il suo gioco, di solito un rotolo di stoffa o una pallina, e cerca quello. Per questo, quando trova, non aggredisce e non distrugge: si ferma, segnala e aspetta il premio.

È la stessa logica di quello che nella cinofilia sportiva si chiama nose work, dove i cani di casa cercano essenze innocue dentro scatole e stanze. Cambia il bersaglio e cambia il contesto, ma il meccanismo mentale è quello: un odore, una risposta, una ricompensa. Ed è anche il motivo per cui questi cani, finito il turno, sono cani normali.

Fonti: Guardia di Finanza, pagine ufficiali del Servizio cinofili e della Scuola di addestramento di Castiglione del Lago; Cronache Maceratesi del 10 agosto 2026; il Dolomiti del 18 agosto 2026.

Anton, autore di dogseteraScritto daAnton S.Pubblicato il 29 agosto 2026Vivo coi cani da sempre e su Dogsetera racconto razze, sport cinofili e vita quotidiana a sei zampe, senza fuffa.