Yorkshire Terrier
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Lo Yorkshire Terrier in breve
Lo Yorkshire Terrier è un terrier da compagnia inglese: lo standard non indica un’altezza ma un solo numero, il peso fino a 3,2 chili. Ha un pelo lungo, diritto e serico con una scriminatura dal tartufo alla coda, e un unico colore ammesso, blu acciaio scuro e fuoco. Lo standard lo descrive in una riga: sveglio, intelligente cane terrier da compagnia. Vivace e di umore costante. Vive 12-15 anni.
Sotto tutto quel pelo c’è un terrier

Cominciamo dalla parola che quasi tutti dimenticano guardando due chili di pelo lucido: terrier. È la prima cosa che dice lo standard, ed è quella che spiega tutto il resto.
Lo Yorkshire nasce nell’Inghilterra della rivoluzione industriale come cane da operai: cacciava i ratti nelle miniere e nei cotonifici dello Yorkshire. Non è un cane da salotto che è stato reso vivace: è un cane da lavoro che è finito in salotto.
In pratica significa un cane coraggioso oltre ogni ragionevolezza, che segnala tutto, che insegue quello che si muove e che ha molta più energia di quanto la taglia lasci pensare. Lo standard aggiunge però anche di umore costante, e questo è il tratto che lo rende piacevolissimo in casa: non è un cane lunatico né nevrile.
L’errore più comune è trattarlo come un peluche. Prenderlo in braccio a ogni spavento, lasciar correre l’abbaio e il tirare al guinzaglio perché tanto pesa tre chili, evitargli le esperienze che si farebbero fare a un cane grande: il risultato è un cane insicuro e maleducato, e non è colpa della razza.
Due cose vanno sapute prima di scegliere. La prima è che i cani venduti come «toy», «nano» o «teacup» non esistono come varietà: lo standard prevede già un tetto molto basso, 3,2 chili, e sotto quella soglia si trovano soggetti sottotaglia con ossa fragili, ipoglicemia e una vita media più corta.
La seconda è una regola pratica che vale per tutta la vita del cane: pettorina, mai collare. La razza è geneticamente predisposta al collasso tracheale, e un cane che tira contro un collare si comprime la trachea a ogni passeggiata. È la cosa più semplice e più utile che puoi fare per lui.
Storia ed origine dello Yorkshire Terrier

L’origine è la contea inglese che gli dà il nome, lo Yorkshire, nella prima metà dell’Ottocento, e il contesto è quello della rivoluzione industriale: nelle miniere e nei cotonifici serviva un cane piccolo e determinato per cacciare i ratti. Lo portarono gli operai scozzesi emigrati in cerca di lavoro. Lo Yorkshire non nasce come cane da salotto: nasce come cane da operai.
Il passaggio ai salotti è rapidissimo: il nome ufficiale arriva attorno al 1870, il riconoscimento del Kennel Club nel 1886, e un cane in particolare, Huddersfield Ben, nato nel 1865, è considerato il capostipite della razza moderna. Pesava attorno ai cinque chili, cioè più del limite di oggi.
È da lì che comincia la selezione verso la taglia ridotta e il mantello serico, e il tetto dei 3,2 chili è l’esito di quel percorso. In Italia oggi è una razza stabile: 6.230 cuccioli iscritti in dieci anni e 46 allevamenti con affisso, ma con una popolazione reale molto più ampia di quella registrata.
Carattere e descrizione dello Yorkshire Terrier

Lo standard non indica nessuna altezza e sul peso dà un solo numero: fino a 3,2 chili. È un tetto, non un intervallo. L’aspetto è descritto con cura: pelo lungo che cade diritto sui due lati con una scriminatura che si estende dal tartufo alla fine della coda, e un portamento eretto che gli dà un’aria importante.
Il colore ammesso è uno solo: blu acciaio scuro (non blu argento) e fuoco, coi peli fulvi più scuri alla radice che alle punte. E c’è una cosa che sorprende chi prende un cucciolo: i piccoli nascono neri e focati, e il blu arriva col tempo. I mantelli «golden», «chocolate» o «parti» non sono varietà rare: sono fuori standard.
Sul carattere lo standard sta in una riga, ma la parola che conta è in mezzo: sveglio, intelligente cane terrier da compagnia. Vivace e di umore costante. Nella pagina trovi anche la risposta sullo «yorkshire toy» e i tre temi di salute della razza, fra cui il collasso tracheale, da cui discende una regola semplice: pettorina, mai collare.
Addestramento ed educazione dello Yorkshire Terrier

È sveglio e impara in fretta, e col rinforzo positivo si ottiene tutto, purché i premi siano briciole: il suo stomaco è minuscolo. Il rischio vero è che non venga educato affatto, perché tre chili di cane maleducato non fanno danni. La regola è una sola: le regole sono quelle di un cane grande.
I due capitoli concreti sono l’abbaio, che è nella razza e si contiene invece di eliminarlo, lavorando soprattutto sulla noia che lo alimenta, e la pulizia in casa, che richiede più pazienza perché una vescica da tre chili si riempie in fretta.
E poi c’è la regola pratica che in questa razza vale più di ogni consiglio sportivo: pettorina, mai collare, per via del collasso tracheale. Sulle attività, l’agility per cani piccoli gli si addice, ma la cosa più utile in appartamento sono i giochi di ricerca: dieci minuti di naso stancano più di mezz’ora di passeggiata.
Allevamento dello Yorkshire Terrier

In Italia lo Yorkshire è una razza stabile e molto diffusa: 6.230 cuccioli iscritti in dieci anni, col picco di 775 nel 2021 e 537 nel 2024, e 46 allevamenti con affisso ENCI. La popolazione reale è però molto più grande di quella registrata, perché è una delle razze con più cani ceduti senza pedigree.
Un cucciolo con pedigree costa fra gli 800 e i 1.600 euro. Ma la trappola di questa razza sono gli annunci di «toy» e «teacup», che costano di più e valgono meno: sono soggetti sottotaglia con ossa fragili, ipoglicemia e una vita media più corta. Lo standard prevede un tetto di 3,2 chili e nessuna varietà sotto.
I controlli da chiedere sono un’occhiata ortopedica alle rotule dei riproduttori e una conversazione sullo shunt portosistemico, che in questa razza è particolarmente frequente. E una regola sulla cessione: un cucciolo di Yorkshire non va preso via prima delle otto-dieci settimane, perché i piccolissimi vanno in ipoglicemia con facilità.


