Schnauzer
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Lo Schnauzer in breve
Lo Schnauzer è un cane tedesco di taglia media: 45-50 centimetri per 14-20 chili, uguali per maschi e femmine, inscrivibile in un quadrato. I colori ammessi sono solo due, nero e pepe e sale. Lo standard descrive il carattere con una ricchezza rara: temperamento vivace unito a calma cautela, proverbiale devozione al padrone, ama molto i bambini, è incorruttibile, sveglio, però non abbaia senza motivo. Vive 12-15 anni, ed è una delle razze più sane che si possano scegliere.
Nano, medio e gigante: sono tre razze diverse

Cominciamo dalla confusione più diffusa, perché riguarda quasi tutti quelli che cercano questa razza.
Schnauzer nano, medio e gigante non sono tre taglie della stessa razza: sono tre razze FCI distinte, ciascuna con il suo standard e il suo numero. Questa pagina parla dello Schnauzer medio, che nello standard si chiama semplicemente Schnauzer e porta il numero 182. È il capostipite: le altre due sono state costruite a partire da lui.
Il nano misura 30-35 centimetri e ammette quattro colori invece di due, perché aggiunge il nero argentato e il bianco. Il gigante misura 60-70 centimetri e arriva a 47 chili. Condividono il tipo e il temperamento di fondo, ma non le esigenze.
Conviene aggiungere una cosa: in Italia, quando si dice «schnauzer», nella maggior parte dei casi si sta parlando del nano, che è molto più diffuso. Il medio è diventato una razza rara, con appena 153 cuccioli iscritti nel 2024 e 23 allevamenti con affisso in tutto il paese.
È un peccato, perché il medio è probabilmente il più equilibrato dei tre: abbastanza piccolo da stare ovunque, abbastanza grande da fare qualcosa, e con una salute che lo standard stesso definisce robusta citando la resistenza alle intemperie e alle malattie.
L’altra cosa che quasi nessuno dice prima dell’acquisto riguarda il pelo: è un pelo duro, e va spelato a mano due volte l’anno. Se lo si tosa a macchina ricresce più morbido e più chiaro e perde la tessitura, e dopo qualche tosatura è difficile tornare indietro.
Storia ed origine dello Schnauzer

Originariamente lo Schnauzer era usato nella Germania del Sud come cane da scuderia, che si sentiva perfettamente a suo agio in compagnia dei cavalli. Ma il suo mestiere vero era un altro, e lo standard lo racconta così: pieno di zelo, spiava i roditori e li uccideva in un batter d’occhio, il che gli valse il soprannome di cane da topi.
Il nome è arrivato tardi: all’epoca della fondazione del club del Pinscher e Schnauzer nel 1895, portava ancora il nome di Pinscher a pelo duro. Fino a poco più di un secolo fa, cioè, era la varietà a pelo duro del Pinscher, e nelle stesse cucciolate potevano nascere entrambi i mantelli.
Nello stesso periodo sono nate le altre due taglie, e oggi gigante, medio e nano sono tre razze FCI distinte. Il medio è il capostipite. In Italia è però una razza rara e in calo: 2.082 cani in dieci anni, dai 232 del 2017 ai 153 del 2024, con appena 23 allevamenti con affisso.
Carattere e descrizione dello Schnauzer

È un cane di taglia media: 45-50 centimetri per 14-20 chili, e le misure sono identiche per maschi e femmine. È inscrivibile in un quadrato. Attenzione a non confonderlo con le altre due taglie: nano, medio e gigante sono tre razze FCI diverse, con standard e numeri propri.
I colori ammessi nel medio sono due soltanto: nero monocolore con sottopelo nero e pepe e sale, quest’ultimo sempre con una maschera scura. In Italia si dividono la razza quasi a metà: 1.175 pepe e sale contro 907 neri negli ultimi dieci anni. E c’è un capitolo che quasi nessuno racconta prima: il pelo duro non si tosa, si spela, altrimenti perde tessitura e colore.
Sul carattere lo standard è ricchissimo: temperamento vivace unito a calma cautela, buona indole, allegria e proverbiale devozione al padrone. Ama molto i bambini, è incorruttibile, sveglio, però non abbaia senza motivo. E gli riconosce persino una resistenza alle intemperie e alle malattie, che i 12-15 anni di vita media confermano.
Addestramento ed educazione dello Schnauzer

È facile da educare: lo standard elenca l’intelligenza e l’adattabilità all’addestramento fra le sue doti. Ma va tenuta a mente un’altra parola dello stesso testo, incorruttibile: non è un cane che esegue per un premio, è un cane che collabora con chi ha costruito un rapporto. Servono rinforzo positivo e molta coerenza.
Va messo in conto l’istinto da cane da topi, che non è sparito: attenzione ai piccoli animali di casa e al richiamo quando avvista qualcosa che scappa. La socializzazione è facile, perché lo standard chiede calma cautela e non diffidenza.
È un cane da lavoro nel corpo di un cane da famiglia, quindi ha bisogno di un mestiere: obedience e rally obedience gli calzano perfettamente, la nose work sfrutta quegli organi di senso molto sviluppati, e per la taglia l’agility e il dog trekking sono ideali. Serve almeno un’ora di movimento vero al giorno più qualcosa per la testa.
Allevamento dello Schnauzer

In Italia lo Schnauzer medio è raro: 153 cuccioli iscritti nel 2024 e 2.082 in dieci anni, in calo del 27%. Gli allevamenti con affisso ENCI sono appena 23, con la Lombardia in testa: per un cucciolo si mette in conto un’attesa e un viaggio. Quando in Italia si dice «schnauzer», nella maggior parte dei casi si parla del nano, che è molto più diffuso.
Un cucciolo iscritto al libro genealogico costa da 1.000 a 1.800 euro. Va messa in conto anche la toelettatura: due stripping all’anno, perché il pelo duro tosato a macchina perde tessitura e colore.
I controlli da chiedere sono il test del DNA per la malattia di von Willebrand, un difetto della coagulazione segnalato nel medio, le radiografie dell’anca dei genitori e una visita oculistica. È una razza sana: lo standard stesso cita fra le sue doti la resistenza alle malattie.


