Shiba Inu
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Lo Shiba Inu in breve
Lo Shiba Inu è il piccolo spitz giapponese che in dieci anni è diventato popolarissimo. Misura 39,5 centimetri nei maschi e 36,5 nelle femmine, per 8-11 chili, e il suo nome vuol dire letteralmente cane piccolo. Il carattere sta in tre parole dello standard, fedele, acuto e molto sveglio, ma la parola che serve è un’altra: è un cane primitivo, indipendente, che decide. I colori ammessi sono cinque e devono tutti avere l’urajiro. Vive 13-16 anni, ed è una delle razze più longeve che raccontiamo.
Lo Shiba Inu è il cane che stai cercando?

Mettiamo questo capitolo per primo perché è la cosa più utile che possiamo scrivere su questa razza. Lo Shiba è diventato popolarissimo per l’aspetto e per i meme, e moltissime persone lo prendono aspettandosi un cane che non è.
Quello che è: un cane primitivo, autonomo, pulito quasi come un gatto, poco invadente, molto intelligente e molto longevo. Uno Shiba sta bene con sé stesso, non ti chiede attenzioni continue e in casa è discreto e pratico. Chi ama questo tipo di cane ne prende uno e poi non cambia più razza.
Quello che non è, e conviene saperlo prima: non è un cane ubbidiente a comando, perché esegue se gli conviene. Non ha un richiamo affidabile, e questo non si corregge con l’addestramento: è un cane da caccia con l’istinto di inseguimento intatto. Non è un cane socievole con tutti: con gli estranei è riservato e con gli altri cani è selettivo. Non è un cane che ama essere manipolato, e il famoso shiba scream lo scoprirai dal veterinario.
E c’è una cosa molto concreta che sorprende chi prende un cane da dieci chili: lo Shiba perde tantissimo pelo. Il doppio mantello si rinnova due volte l’anno e in quei periodi la casa ne è piena.
Nessuna di queste è una critica alla razza: è semplicemente il cane che è. Il problema nasce solo quando qualcuno se ne aspetta un altro.
Storia ed origine dello Shiba Inu

Il nome è la cosa più semplice e più bella: la parola shiba si riferisce originariamente a qualcosa di piccolo, a un cane piccolo. L’habitat era la zona montuosa affacciata sul Mar del Giappone, il mestiere la caccia a piccoli animali e uccelli, e lo standard precisa che vi erano leggere differenze a seconda delle aree.
Poi arriva il passaggio che quasi nessuno racconta. Fra il 1868 e il 1912, con l’arrivo di Setter e Pointer inglesi, in Giappone la caccia diventò uno sport e si diffuse l’uso di incrociare gli Shiba con quei cani. Risultato: fra il 1912 e il 1926 gli Shiba puri erano diventati estremamente scarsi.
Il salvataggio comincia dal 1928, con cacciatori e appassionati che tutelano i pochi ceppi rimasti. Lo standard viene unificato nel 1934 e nel 1937 lo Shiba è dichiarato monumento naturale del Giappone. Da lì a oggi, fino al boom degli ultimi quindici anni che in Italia ha portato le iscrizioni da 759 a quasi 1.800 all’anno.
Carattere e descrizione dello Shiba Inu

Lo standard indica una misura sola invece di un intervallo, cosa rarissima: 39,5 centimetri per i maschi e 36,5 per le femmine, con un centimetro e mezzo di tolleranza, per 8-11 chili. Il rapporto fra altezza e lunghezza è di dieci a undici, e la descrizione insiste su buona ossatura e muscoli ben sviluppati: non è un cagnolino delicato.
I colori ammessi sono cinque, rosso, nero focato, sesamo, sesamo nero e sesamo rosso, e c’è una regola che vale per tutti: devono tutti avere l’urajiro, lo schema biancastro su muso, guance, gola, petto, ventre e interno degli arti. Nella pagina spieghiamo anche perché il crema non è un colore raro ma un colore fuori standard, e perché su un mantello crema l’urajiro semplicemente non si vede.
Sul carattere lo standard usa tre parole soltanto, fedele, acuto e molto sveglio, e il resto lo raccontiamo guardando i cani veri: un cane primitivo, indipendente, pulito quasi come un gatto, con un richiamo che non è affidabile e una certa selettività con gli altri cani. Vive 13-16 anni, ed è una delle razze più longeve del sito.
Addestramento ed educazione dello Shiba Inu

Il primo passo dell’educazione è mentale ed è di chi lo prende: bisogna accettare che questo non è un cane da riporto. È acuto e molto sveglio, capisce tutto in fretta, ma esegue solo se gli conviene. Funzionano premi di alto valore e sessioni brevissime; non funzionano la ripetizione e i metodi coercitivi.
La cosa da costruire fin da cucciolo, più importante di qualsiasi comando, è la manipolazione: farsi toccare zampe, unghie e orecchie. Un adulto non abituato trasforma ogni visita dal veterinario in un’impresa, shiba scream compreso.
E poi c’è il richiamo, che va detto senza addolcirlo: non è affidabile e non lo diventerà. Guinzaglio negli spazi non recintati e libertà solo dove non può allontanarsi. Lo Shiba è anche un artista della fuga: recinzioni serie e pettorina antifuga non sono eccessi di prudenza. Fra le attività la migliore è la nose work, dove la sua indipendenza diventa un vantaggio.
Allevamento dello Shiba Inu

In Italia lo Shiba è esploso: dai 759 cuccioli del 2015 ai 1.798 del 2021, con un rientro a 1.130 nel 2024 e un totale di 12.282 cani in dieci anni. Gli allevamenti con affisso ENCI sono 87, quindi si può scegliere. Un cucciolo con pedigree e genitori controllati costa fra i 1.200 e i 2.000 euro.
La lista sanitaria è corta perché lo Shiba è una razza sana: un controllo delle rotule e una visita oculistica dei riproduttori. Nella pagina c’è però un capitolo importante sui colori: il crema non è un colore raro, è un colore fuori standard, e chi te lo vende a prezzo maggiorato sta gonfiando il prezzo di un difetto. Ci sono le iscrizioni ENCI anno per anno, che raccontano un fenomeno più che una razza: più 137% fra il 2015 e il 2021 e poi il rientro. C’è l’avvertimento sugli annunci senza pedigree, che in una razza di moda si moltiplicano. C’è il mantenimento, contenuto. Ci sono le domande sulla socializzazione, che in un primitivo come questo contano più dei test. E c’è la parte sul carattere, perché lo Shiba non è un cane facile come la faccia da volpe lascia pensare: è indipendente, pulito e distante. Se lo vuoi, la pagina ti dice cosa chiedere e cosa aspettarti.


