Storia ed origine del Bobtail
Dai pastori europei al cane Dulux, storia dell’Old English Sheepdog
Il Bobtail è considerato una razza britannica autoctona, ma il suo stesso standard ammette che gli antenati venivano da fuori. È una storia fatta di pastori europei, di una prima esposizione andata male e di una pubblicità di vernici che ha reso questo cane famoso in tutto il mondo.
In questa pagina: da dove viene, perché si chiama Bobtail, come è diventato una star e perché oggi nel Regno Unito è una razza a rischio.
Sommario
Da dove viene il Bobtail

Il cenno storico dello standard è insolitamente onesto: anche se l’Old English Sheepdog è stato registrato come britannico, si pensa che i suoi antenati effettivi provengano da pastori europei di tipo Owtcharka e Bergamasco, incrociati con pastori locali.
Detto in altre parole: i grandi cani da pastore dell’Europa continentale, compreso il nostro Pastore Bergamasco, stanno alla base di quello che oggi è il cane inglese per eccellenza. Lo standard chiude la questione con eleganza: la razza è ora considerata autoctona, spesso chiamata Bob-Tail.
Fra i ceppi britannici usati nello sviluppo della razza moderna viene indicato il Bearded Collie, che con il Bobtail condivide il pelo lungo e il mestiere.
Un dipinto di Gainsborough del 1771 viene indicato da alcuni come una raffigurazione del tipo antico. È un’attribuzione discussa, e va presa per quello che è: un indizio, non una prova.
Il nome viene dalla coda: bob-tail, in inglese, vuol dire coda mozza. Lo standard registra la tradizione con una riga: anticamente tagliata secondo l’usanza, o coda naturalmente corta.
Il mestiere, invece, è scritto nella riga dell’utilizzazione e nel cenno storico: cane da pastore e fondamentalmente un cane di campagna, con un mantello resistente alle intemperie e una voce che bastava a far scappare chiunque.
Il 1873 a Birmingham e la conquista dell’America

La prima apparizione in esposizione, nel 1873 a Birmingham, è un piccolo disastro: si presentano tre cani in tutto, e il giudice trova la qualità così scarsa da assegnare solo un secondo premio.
Da lì, però, la razza prende quota in fretta. Negli anni Ottanta dell’Ottocento arriva negli Stati Uniti, e lì succede una cosa curiosa: intorno al 1900, cinque delle dieci famiglie più ricche d’America allevano ed espongono Old English Sheepdog.
È il momento in cui il Bobtail smette di essere un cane da fattoria e diventa uno status symbol. E si vede anche nella toelettatura: già nel 1907 è documentata la preparazione da ring con cotonatura e cipria.
Il salto definitivo nell’immaginario arriva nel 1961, quando un Bobtail diventa la mascotte pubblicitaria di un marchio di vernici. Il cane Dulux è probabilmente il cane più riconoscibile della pubblicità del Novecento, e per due generazioni questa razza è stata semplicemente quello della pubblicità.
La popolarità arriva al massimo nel 1979: in quell’anno il Bobtail è la nona razza più popolare del Regno Unito, con quasi 6.000 cuccioli registrati in dodici mesi.
Perché oggi il Bobtail è una razza a rischio

Poi è successo qualcosa. Dal picco di quasi seimila cuccioli l’anno del 1979, il Bobtail nel Regno Unito è sceso fino a 227 cuccioli registrati nel 2020: il numero annuo più basso mai registrato per la razza dal 1961, l’anno del debutto del cane Dulux.
Il Kennel Club definisce vulnerable native breed una razza autoctona britannica che scende sotto le 300 iscrizioni l’anno. Il Bobtail era nella lista at watch dal 2009 ed è entrato in quella delle razze vulnerabili nel 2021. Nella scheda ufficiale del Kennel Club figura ancora oggi come razza vulnerabile.
Le ragioni sono le stesse che valgono per tanti cani grandi e pelosi: case più piccole, meno tempo libero, e soprattutto la toelettatura quotidiana, che è un impegno che poche famiglie moderne si prendono.
Il paradosso è che è successo alla razza più famosa d’Inghilterra: un cane che tutti riconoscono, che quasi nessuno prende più.
In Italia, per fortuna, la situazione è diversa e più solida di quanto ci si aspetterebbe. Ne parliamo nel prossimo capitolo.
Il Bobtail oggi in Italia
Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 586 cuccioli di Bobtail: una media di quasi 59 all’anno, che per una razza in difficoltà a casa sua è un numero notevole.
L’andamento è variabile ma senza crolli: si parte da 29 nel 2015, si sale a 77 nel 2016 e 73 nel 2017, si tocca il massimo del decennio nel 2021 con 86, e si chiude con 58 nel 2024.
Per dare la misura: nel 2020 in Italia sono nati 46 cuccioli di Bobtail, in un anno in cui nel Regno Unito, la sua patria, ne sono stati registrati 227. Con una popolazione canina molto più piccola, l’Italia tiene il passo meglio di quanto sembri.
Gli affissi attivi sono otto, distribuiti in quattro regioni: tre in Emilia Romagna (Ferrara e due in provincia di Ravenna), due in Toscana (Pistoia e Livorno), due in Lombardia (Monza Brianza e Bergamo) e uno in Calabria (Cosenza).
Con questi numeri, chi cerca un cucciolo di Bobtail in Italia lo trova. Serve solo la pazienza di mettersi in lista e le domande giuste da fare.

