Allevamento dell’Amstaff

Quanto costa un cucciolo, il test dell’atassia e i 78 allevamenti italiani

Comprare un Amstaff nel dopo-boom è più facile e più sicuro di dieci anni fa: la moda è passata, i 78 allevamenti con affisso sono in gran parte mani serie e i prezzi sono tornati onesti. Resta una regola sopra tutte, e questa pagina la ripete fino alla noia: il test dell’atassia su entrambi i genitori non è un dettaglio da esperti, è la differenza tra un compagno di quindici anni e una tragedia annunciata a quattro. Qui trovi prezzi, esami, numeri ENCI e la mappa regione per regione.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Amstaff

Cucciolo di American Staffordshire Terrier sul prato

Un cucciolo con pedigree ENCI da un allevamento che testa sta tra gli 800 e i 1.500 euro, con le linee da esposizione che salgono verso i 2.000-3.000. Gli annunci a 300-400 euro esistono e sono il peggior affare della categoria: senza test dell’atassia stai comprando una lotteria neurologica con estrazione a quattro anni, e senza selezione sul carattere stai comprando l’ignoto con la mascella buona.

Tipo di acquistoPrezzo indicativo in ItaliaCosa comprende
Cucciolo con pedigree ENCI da allevamento serio800-1.500 euroPedigree, TEST DELL’ATASSIA su entrambi i genitori, lastre delle anche, cuccioli socializzati e un allevatore che risponde negli anni
Linee da esposizione1.500-3.000 euroPer chi punta al ring: campioni in pedigree e selezione morfologica
Annuncio a 300-400 euroIl rischio più caroSenza test dell’atassia stai comprando una lotteria neurologica con esito a 4 anni: su questa razza il risparmio è il peggiore investimento possibile
AdozioneContributo del rifugioIl dopo-boom ha riempito i canili di Amstaff e simil-Amstaff: un adulto valutato dagli operatori è una scelta seria e spesso già collaudata

Regione per regione

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Gli esami dei genitori: il test dell’atassia prima di tutto

La gerarchia degli esami in questa razza è chiarissima. Al primo posto, staccato, il test genetico per l’atassia cerebellare NCL-A: mutazione recessiva, test da circa ottanta euro, esiti esente, portatore o affetto. La regola d’oro: mai un accoppiamento in cui entrambi i genitori siano portatori, e l’allevatore serio ti mostra i certificati di entrambi senza che tu debba chiedere. Se alla parola atassia vedi occhi vuoti o senti minimizzare, la visita è finita: è il test che separa gli allevatori dai moltiplicatori.

A seguire il resto della lista: lastre delle anche con lettura ufficiale, trasparenza su cute e allergie nelle linee, controlli cardiaci. E le domande di sempre: dove crescono i cuccioli, la madre visibile ed equilibrata, quante cucciolate all’anno, cosa succede se le cose vanno male. Con 78 allevamenti tra cui scegliere, accontentarsi non ha scuse.

Le iscrizioni ENCI anno per anno

La curva dell’Amstaff italiano è il manuale definitivo del boom cinofilo: la corsa fino alle 5.063 iscrizioni del 2016, quando la razza giocava il campionato delle prime cinque d’Italia, il plateau, e la discesa fino alle 1.574 del 2024. Un terzo del picco in otto anni: la moda ha cambiato cane, e per chi compra oggi è la migliore notizia possibile.

AnnoAmstaff iscritti ENCICome leggerlo
20154.610Il boom è già in corso
20165.063Il picco: tra le razze più iscritte d’Italia in assoluto
20193.268Prima frenata
20213.520Il rimbalzo del lockdown
20232.047La discesa si fa ripida
20241.574Un terzo del picco: il mercato dell’impulso è passato oltre, e per la selezione è una buona notizia

Dove sono gli allevamenti in Italia

Il parco allevatori resta tra i più ampi del sito: 78 affissi in 16 regioni, con la Lombardia in testa a quota 15, il Piemonte a 11 e il Lazio a 9. Tradotto: l’Amstaff con pedigree si trova in mezza Italia senza viaggi della speranza, e la selezione vera si fa sui test, non sulla distanza.

RegioneAffissi che allevano AmstaffNota
Lombardia15Il polo principale
Piemonte11Secondo polo storico
Lazio9Il centro è coperto
Campania e Toscana6 ciascunaPresenza solida
Emilia Romagna e Veneto5 ciascunaPiù Sicilia a 4
In totale78 affissi in 16 regioniUno dei parchi allevatori più ampi del sito: la scelta non manca, i test vanno pretesi comunque

Il consiglio operativo di sempre: raduni ed esposizioni per vedere i cani dal vivo e parlare con più allevatori nello stesso giorno, più la controprova del dopo-boom: chiedi da quanti anni allevano. Chi c’era prima del 2015 e c’è ancora, di solito, c’è per la razza e non per il mercato.