Dobermann

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Il Dobermann in breve

Il Dobermann è nato ad Apolda, in Turingia, alla fine dell’Ottocento, per accompagnare un esattore d’imposte che aveva bisogno di un cane risoluto: in pochi decenni è diventato il cane della polizia, il portaordini delle trincee e il cane dei Marines nel Pacifico. È anche la razza più fraintesa che ci sia, perché l’immagine che quasi tutti hanno in testa, orecchie a punta e coda corta, oggi è fuori standard: dal 2015 la FCI chiede di lasciarle naturali, e in Italia tagliarle è reato. Il cane vero è un atleta asciutto da quaranta chili, amabile e pacifico come dice lo standard, appiccicoso in famiglia fino a essere ingombrante, e con una testa che ha bisogno di un lavoro da fare. Ha un punto debole grosso e onesto da conoscere prima di innamorarsi: il cuore. Qui sotto la carta d’identità in dieci secondi, poi tutto il resto.

TagliaMedia secondo lo standard, grande per come la intendiamo noi: un maschio adulto sta intorno ai 70 cm al garrese
Altezza al garreseMaschi 68-72 cm, femmine 63-68 cm
PesoMaschi circa 40-45 kg, femmine circa 32-35 kg
Vita mediaMediana di 11,2 anni nello studio britannico più ampio disponibile, con il cuore come principale motivo di perdita anticipata
MantoCorto, rude e fitto, aderente, senza sottopelo. Perde pelo tutto l’anno, poco per volta
ColoriSolo due: nero focato e marrone focato, con focature rosso ruggine ben delimitate
Livello di energiaAlto, con la testa che lavora più delle zampe: serve movimento vero e un lavoro da fare
Adatto aChi c’è, chi si fa seguire e chi ha voglia di fare qualcosa insieme al cane, non a chi cerca un guardiano da giardino

Storia ed origine del Dobermann

Dobermann in movimento sul ring verde di una esposizione canina internazionale

Il Dobermann è l’unica razza tedesca che porta il nome del suo primo allevatore, e quell’uomo non allevava cani per passione. Karl Friedrich Louis Dobermann, nato nel 1834 ad Apolda in Turingia, era esattore d’imposte, gestore di un mattatoio e accalappiacani autorizzato dal comune. I cani che catturava erano la sua materia prima: teneva i soggetti più decisi e li faceva riprodurre. Nella pagina trovi da dove arriva questo cane, cioè i cani da macellaio in parte antenati del Rottweiler incrociati con un cane da pastore nero focato della zona. C’è il passaggio da allevamento privato a razza vera, con Otto Goeller che fonda il primo club nel 1899 e il riconoscimento tedesco del 1900.

Trovi anche la spiegazione delle due grafie che girano, perché la parola pinscher cade dal nome nel 1949 in Germania e in Gran Bretagna mentre in America resta. Poi comincia la carriera di cane di servizio, con il soprannome di cane poliziotto e il riconoscimento ufficiale in quel ruolo già all’inizio del Novecento.

Nella Prima guerra mondiale finisce nelle squadre di portaordini e sanitari, e c’è la foto d’epoca di uno di quei cani. Nella Seconda cambia bandiera e diventa il cane dei Marines nel Pacifico, i Devil Dogs. Trovi la storia di Kurt, il Dobermann che il 22 luglio 1944 a Guam segnalò un’imboscata e ci rimise la vita, e il monumento che porta i venticinque nomi dei cani caduti. C’è il capitolo scomodo degli anni Settanta e Ottanta, quando la razza di moda veniva riprodotta senza selezione sul carattere e addestrata con metodi brutali: da lì arrivano tutte le leggende. E c’è la data che cambia il modo di guardarlo oggi, il 2015 dello standard che chiede orecchie e coda naturali, insieme ai numeri italiani, dai 1.752 iscritti del 2015 ai 971 del 2024.

Carattere e descrizione del Dobermann

Primo piano di un Dobermann nero focato con le orecchie naturali portate aderenti alle guance

Un maschio adulto sta intorno ai 70 centimetri al garrese e ai 40 chili: lo standard lo chiama di media taglia, ma di media ha poco. Nella pagina trovi la tabella delle misure con la tolleranza vera, perché oltre due centimetri fuori standard è difetto eliminatorio e il Dobermann gigante degli annunci non è un pregio, è un cane sbagliato. C’è il capitolo su orecchie e coda, quello che sorprende tutti: lo standard FCI dal 2015 le vuole lasciate naturali, e in Italia tagliarle per ragioni estetiche è reato dalla legge 201 del 2010. Trovi come sono fatti i cuccioli, con le orecchie che pendono e una crescita che finisce solo verso i due anni.

Ci sono i due soli colori ammessi, nero focato e marrone focato, con il dato italiano del 2024: 717 neri e 254 marroni. E c’è cosa stai comprando quando ti propongono bianco, blu o isabella: il bianco è albinismo, con fotofobia e un rischio di tumori cutanei molto più alto, mentre blu e isabella sono diluizioni che nella maggior parte dei casi portano perdita di pelo.

C’è il capitolo sul Dobermann nano, che non esiste, con le misure delle due razze che vengono confuse con lui. C’è la differenza fra linea europea e americana, spiegata senza farne due razze diverse. Sul carattere si parte dalla frase dello standard, amabile e pacifico, e si racconta com’è in casa: appiccicoso in senso letterale, un cane che ti segue anche in bagno. Trovi perché non è un cane da lasciare in giardino a fare la guardia e cosa succede quando lo fai. Sull’aggressività ci sono i numeri di uno studio su 144 Dobermann, con il confronto con bassotto, chihuahua, pastore tedesco e labrador, e la leggenda del cervello che cresce smontata per quello che è. Il capitolo salute chiude con la mediana di 11,2 anni, la cardiomiopatia dilatativa al 58,2% in Europa e il protocollo di controlli che serve dai tre anni.

Addestramento ed educazione del Dobermann

Dobermann nero focato che corre e fruga nella neve in un giardino

Lo standard dice che è facile da educare, e la frase inganna: impara in fretta anche quello che non vuoi. Nella pagina trovi perché un Dobermann ti studia e come si decidono le regole prima che le decida lui. C’è la parte sui metodi, con una posizione netta: su un cane sensibile da quaranta chili selezionato per la protezione, le maniere forti non producono obbedienza, producono un cane chiuso o rigido. Trovi i primi diciotto mesi divisi per fasi: socializzazione fino ai quattro mesi, denti e morso da gioco fino ai sette, la fase in cui sembra aver dimenticato tutto, il riempimento del corpo fino ai due anni.

C’è il limite fisico da rispettare, cioè niente corse lunghe e salti ripetuti prima dei dodici mesi. Poi il movimento in numeri, circa un’ora al giorno di uscite vere più tre o quattro corse libere a settimana, e la parte che quasi tutti sottovalutano, il lavoro di testa, che in questa razza stanca più delle zampe. C’è la tabella della settimana tipo da usare come promemoria.

Trovi gli errori che vediamo fare più spesso: il cane parcheggiato in giardino a fare la guardia, la difesa fai da te per gioco, il guinzaglio lasciato al caso finché non pesa quanto un motorino. C’è cos’è l’IGP e perché la difesa sportiva, al contrario di quello che si crede, insegna soprattutto a lasciare. C’è la ZTP spiegata per intero, con l’età minima di quindici mesi, la parte morfologica e la prova di carattere con spari, ombrello e isolamento al paletto. E c’è il capitolo per chi non farà mai sport, con le alternative che funzionano: varietà e presenza, non necessariamente un campo di addestramento.

Allevamento del Dobermann

Dobermann nero focato adulto seduto in un prato accanto al suo cucciolo

Sul Dobermann l’allevamento pesa più che in quasi ogni altra razza, e il motivo è il cuore. Nella pagina trovi i prezzi reali in Italia, con la fascia tra 1.500 e 2.200 euro per un cucciolo con pedigree da chi fa gli esami cardiaci sui genitori, e cosa comprano gli annunci da settecento o da quattrocento euro. C’è il conto vero, perché al prezzo di acquisto va aggiunto il controllo cardiologico annuale dai tre anni. C’è la lista degli esami da farsi mostrare, con i due che contano più di tutti: ecocardiografia con metodo di Simpson e Holter delle 24 ore, rifatti ogni anno.

Trovi la spiegazione di perché l’Holter intercetta la malattia prima dell’ecografia, e il test del DNA per la malattia di von Willebrand, che serve anche a te il giorno in cui il cane va in chirurgia. C’è cosa chiede l’AIAD per la Riproduzione Regolamentata, da usare come lista della spesa durante la visita. Ci sono le cinque domande da fare, compresa quella che nessuno fa: quanti anni hanno vissuto i nonni e di cosa sono morti. C’è l’elenco dei segnali per salutare e andare via, dalla consegna a quaranta giorni ai colori rari presentati come pregio. Trovi i numeri ENCI, con la razza quasi dimezzata in dieci anni, e la mappa dei 109 affissi in 17 regioni, con tre regioni a quota zero. E si chiude con l’adozione di un adulto, che in questa razza finisce in canile quasi sempre per noia e solitudine, non per cattiveria.

Alimentazione

Dobermann marrone focato addormentato acciambellato su un letto

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Attività di un Dobermann

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IGP

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Mondioring

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Rally Obedience

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Mantrailing

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Unità da soccorso

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Dog Trekking