Allevamento del Pastore Australiano

Quanto costa un cucciolo, i test da pretendere e la regola del merle

Il Pastore Australiano è diventato di moda in pochissimi anni, e questo ha portato due cose: molti allevatori seri e molti annunci che sfruttano l’onda. In questa pagina trovi quanto costa un cucciolo con la tabella dei prezzi reali, la lista completa dei test genetici da pretendere, la regola d’oro sul merle che salva i cuccioli da sordità e cecità, e i segnali pratici per capire con chi stai parlando.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Pastore Australiano

Rispondiamo subito: in Italia un cucciolo di Pastore Australiano con pedigree ENCI, da un allevamento che fa i test, costa tra i 1.200 e i 1.800 euro. Si sale verso i 2.000-2.500 per soggetti da linee titolate in esposizione o selezionate sul lavoro. Una cosa da mettere in chiaro subito: il colore non è un listino. Chi ti chiede un sovrapprezzo perché il cucciolo è blue merle con gli occhi azzurri sta vendendo estetica, non qualità: per lo standard i quattro colori sono equivalenti, senza ordine di preferenza.

Tipo di acquistoPrezzo indicativo in ItaliaCosa comprende
Cucciolo con pedigree ENCI da allevamento serio1.200-1.800 euroPedigree, test genetici dei genitori, lastre di anca e gomito, cucciolo socializzato in casa
Alta genealogia da esposizione o da lavoro2.000-2.500 euroGenitori titolati o selezionati sul lavoro, follow up dell’allevatore per tutta la vita del cane
Annuncio senza pedigree400-800 euroNessuna garanzia su razza, salute e carattere: il risparmio te lo riprende il veterinario
Adulto da riadozioneContributo spese associativeSpesso Aussie restituiti a un anno e mezzo, quando l’energia ha superato le buone intenzioni

Il pedigree costa all’allevatore una trentina di euro e di norma è compreso: non serve per le esposizioni, serve a te per sapere da chi viene il tuo cane e cosa hanno testato i suoi genitori. Cucciolo di razza senza pedigree è un ossimoro. E attenzione al conto vero: un Aussie sono tredici o quattordici anni di cibo, veterinario, campo e tempo, il che rende il prezzo iniziale la parte meno importante della decisione.

Il prezzo del pastore australiano nano (che si chiama in un altro modo)

Chi cerca il prezzo del pastore australiano nano di solito sta cercando un’altra razza senza saperlo: il Miniature American Shepherd, riconosciuto dalla FCI nel 2019, che dell’Aussie è il parente piccolo ma con standard e pedigree propri. Nella pagina sul carattere trovi la tabella per distinguerli. La conseguenza pratica per il portafoglio: se l’annuncio dice aussie nano o mini ma sul pedigree non c’è scritto Miniature American Shepherd, non stai comprando una razza in miniatura, stai comprando una parola.

Per il Mini American vero valgono le stesse regole di questa pagina: allevatore con affisso, genitori testati (la genetica del merle è la stessa), prezzo nella stessa fascia dell’Australiano. Diffida soprattutto del toy: sotto le misure del Mini American non c’è nessun registro, solo cuccioli minuscoli venduti a caro prezzo.

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La regola del merle: mai due merle insieme

Questo è il capitolo che vale il prezzo del biglietto. Il gene merle è quello che crea il manto screziato di blue merle e red merle. Un cane con una copia sta benissimo. Il problema nasce quando si accoppiano due soggetti merle: statisticamente un quarto dei cuccioli riceve due copie e diventa un doppio merle, con manto in gran parte bianco e, molto spesso, sordità, difetti oculari gravi o cecità.

È una cosa che si evita al 100% semplicemente non facendo quell’accoppiamento, e nessun allevatore serio lo fa. Le domande da fare, senza timidezza: di che colore sono i genitori, e posso vedere entrambi? Se ti dicono che sono due merle e ti propongono un cucciolo molto bianco, con l’occhio senza pigmento intorno o con l’aria di non sentire i richiami, gira i tacchi. Ricorda anche che lo standard considera squalificanti le macchie bianche sul tronco: non è una questione di bellezza, è il segnale che qualcosa nella coppia non andava.

I test genetici e i controlli da pretendere

La lista della spesa, nero su bianco. In cima c’è l’MDR1, che in questa razza è quasi un obbligo morale: circa metà dei soggetti porta la mutazione, e un cane positivo può reagire male a farmaci banali come il loperamide. Poi vengono gli occhi, che nella razza sono il capitolo genetico più affollato: CEA, cataratta ereditaria HSF4, PRA-prcd, CMR1, tutti con test del DNA disponibili e a costo contenuto. Aggiungi la mielopatia degenerativa SOD1 e le lastre ufficiali di anca e gomito.

MDR1Il test più importante della razza: dice se il cane può ricevere certi farmaci comuni. Chiedilo su entrambi i genitori e fallo fare anche al tuo cucciolo
CEA / NHEJ1Anomalia dell’occhio del collie, malformazione oculare ereditaria: test del DNA
HSF4Cataratta ereditaria: test del DNA, portatori frequenti nella razza
PRA-prcdDegenerazione progressiva della retina: test del DNA
CMR1Retinopatia multifocale: test del DNA
SOD1 (DM)Mielopatia degenerativa, malattia neurologica dell’anziano: test del DNA
Lastre di anca e gomitoValutazione ufficiale della displasia sui riproduttori, con referto che puoi leggere
Visita oculisticaEsame ufficiale dei riproduttori, che vede anche quello che il DNA non dice

Come si usa questa lista: non serve che tutti i test siano negativi su tutto, serve che l’allevatore li abbia fatti e sappia spiegarti perché ha scelto quella coppia. Un portatore accoppiato con un soggetto libero è una scelta legittima e informata; due portatori accoppiati insieme non lo sono. Se ti risponde che i suoi cani stanno bene da generazioni e che i test sono una spesa inutile, hai già la risposta che ti serve.

Come riconoscere un allevamento serio

I cuccioli devono crescere in casa, nel traffico della vita domestica, non in un box in fondo al giardino: per un cane che sarà riservato con gli estranei, le prime otto settimane sono metà del carattere. Devi poter conoscere la madre e vederla serena con te. E l’allevatore serio fa domande a te: quanto sei fuori casa, che sport ti piacerebbe fare, chi ci sarà quando lavori.

Cucciolo di Pastore Australiano di otto settimane

Gli altri segnali buoni: poche cucciolate all’anno, lista d’attesa, consegna mai prima dei 60 giorni con microchip e libretto in regola, e la disponibilità a riprendersi il cane se un domani non ce la fai. Quelli cattivi: cuccioli sempre disponibili in tutti i colori, prezzi che salgono col merle e con gli occhi azzurri, pedigree facoltativo, madre mai visibile, consegna a quaranta giorni e trasporti in furgone da un altro Paese. Sulle razze di moda il traffico di cuccioli lavora a pieno regime, e il Pastore Australiano è in cima alle mode.

Gli allevamenti in Italia e le domande giuste

Oggi in Italia gli affissi ENCI che dichiarano di allevare la razza sono 106, con la maggior concentrazione in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, seguite da Toscana e Piemonte. Il club di riferimento è la Italian Australian and American Shepherd Association, riconosciuta dall’ENCI dal 2009. Conviene ricordare che avere un affisso non è un certificato di serietà e non averlo non è una condanna: esistono allevatori amatoriali seri, con una o due femmine e tutti i test fatti, che fanno un lavoro migliore di certe realtà molto più grandi.

Le domande da portarti dietro sono cinque e sono tutte legittime: quali test hanno fatto i genitori e posso vedere i referti; di che colore sono e posso vederli entrambi; che linea è, da lavoro o da bellezza, e cosa comporta per l’energia del cucciolo; quanto tempo passano i cuccioli in casa; cosa succede se tra due anni non riesco più a gestirlo. Un allevatore contento di queste domande è quello giusto. Un allevatore che si infastidisce ti ha appena risparmiato un errore da tredici anni.