Il governo della Nuova Zelanda vuole dare agli ispettori del benessere animale il potere di fare una multa sul posto a chi tiene il cane chiuso in una gabbia, in un trasportino o in un box così a lungo da fargli male. La multa sarebbe di 500 dollari neozelandesi, circa 250 euro, e scatterebbe quando l’ispettore trova almeno due segni di confinamento prolungato sul cane o nel recinto. Lo ha annunciato il 7 ottobre Andrew Hoggard, il ministro con la delega al benessere animale, aprendo una consultazione pubblica che chiude il 23 novembre. Oggi, per intervenire su un cane che vive in gabbia, gli ispettori devono avviare una causa in tribunale. Il ministro è stato chiaro su chi non deve preoccuparsi: il box di notte, la gabbia per il viaggio o per i primi mesi del cucciolo restano «normali e responsabili».
Da dove nasce la proposta
La richiesta è arrivata dalla SPCA, l’ente che in Nuova Zelanda fa i controlli sugli animali da compagnia con fondi pubblici. Nel 2024/25 ha ricevuto più di 400 segnalazioni di cani tenuti chiusi per periodi lunghissimi, su circa 15.000 segnalazioni l’anno. I suoi ispettori possono entrare e constatare, ma per sanzionare devono portare il caso davanti a un giudice. Nel frattempo il cane resta dov’è. «Vogliamo dare agli ispettori un modo più rapido di agire quando trovano un cane che chiaramente soffre», ha detto Hoggard, riporta il New Zealand Herald.
Lo schema esiste già. L’anno scorso lo stesso governo, sempre con la SPCA, ha vietato la catena prolungata con una multa immediata della stessa cifra. La proposta sulla gabbia è il secondo passo. Hoggard ha spiegato così il motivo: «I cani hanno bisogno di esercizio, compagnia e spazio per muoversi. Quando un cane è chiuso in un trasportino o in un box giorno dopo giorno senza pause, perde tutto questo e soffre. Quei cani possono diventare ansiosi, paurosi e aggressivi. È un male per il cane e può mettere a rischio famiglie, passanti e altri animali». A chi ha chiesto chi siano i proprietari che tengono i cani così, ha risposto che «i principali colpevoli» sono a suo avviso «certi posti tipo fabbrica di cuccioli», cioè gli allevamenti da cortile che producono cucciolate in serie.
Quando la gabbia diventa un maltrattamento?
Quando il cane mostra almeno due dei sette segni che la proposta elenca e che stanno nella tabella. Non c’è un numero di ore: la legge non dice «più di otto ore al giorno», dice che la gabbia è diventata un problema quando il cane porta addosso le conseguenze. Feci e urina accumulate, un recinto rotto, ferite fatte dalla rete, muscoli che si sono consumati per mancanza di movimento, unghie che non si sono mai consumate sul terreno, la dermatite che le mosche lasciano su un cane fermo, la frustrazione che si vede nel comportamento. Con due di questi l’ispettore fa la multa; se il caso finisce in tribunale, la cifra sale fino a 1.500 dollari, circa 750 euro, scrive Farmers Weekly.
La scelta di contare i segni e non le ore ha un motivo pratico. L’ispettore vede il cane per qualche minuto e non può sapere quante ore è stato chiuso ieri. Può vedere invece se ha le unghie lunghe e i muscoli delle cosce svuotati. La consultazione chiede proprio questo: se i segni sono chiari, se 500 dollari è la cifra giusta e se le regole proteggono bene chi usa la gabbia in modo normale.
Chi tiene il cane nel box di notte deve preoccuparsi?
No, ed è la parte su cui il ministro ha insistito di più, perché in Nuova Zelanda i cani da lavoro nelle fattorie dormono nei box. «Tenere i cani nel box di notte, o fra un lavoro e l’altro in fattoria, è normale e responsabile. Queste proposte non lo cambiano. Nemmeno mettere il cane in gabbia per l’educazione ai bisogni, per il viaggio, per il veterinario o per un trasloco», ha detto. «Se il tuo cane fa esercizio e ha compagnia regolarmente e ha spazio per stare in piedi, sdraiarsi, allungarsi e girarsi, non hai niente di cui preoccuparti.» Il bersaglio è «la piccola minoranza di proprietari che lascia il cane chiuso giorno dopo giorno, fino a quando mostra segni chiari di danno».
La frase sullo spazio per stare in piedi, sdraiarsi, allungarsi e girarsi è la stessa che si legge nelle norme europee sugli allevamenti e nelle leggi regionali italiane sui box. È il minimo sotto cui una gabbia smette di essere un ricovero. Quello che cambia in Nuova Zelanda è che a dirlo non sarà più solo un codice di buone pratiche ma una multa che si fa sul posto.
In Italia il cane in gabbia è vietato?
In Italia non esiste una multa immediata per il cane in gabbia. Esiste il reato. L’articolo 727 del codice penale punisce chi tiene un animale «in condizioni incompatibili con la sua natura e produttive di gravi sofferenze». Dal luglio 2025, con la legge 82, l’ammenda va da 5.000 a 10.000 euro. Se c’è la volontà di far soffrire si passa al maltrattamento dell’articolo 544-ter, con la reclusione. Per arrivarci però serve una denuncia, un sopralluogo e un giudice, cioè la strada lunga che la Nuova Zelanda vuole accorciare. Le misure minime dei box e le ore massime alla catena stanno nelle leggi regionali e nei regolamenti comunali, che cambiano da una regione all’altra: le abbiamo messe in fila nella guida sul cane alla catena. Il regolamento europeo appena approvato vieta catena e gabbia fissa negli allevamenti, nei negozi e nelle pensioni, ma non tocca chi tiene un cane in casa.
Quello che manca da noi è il pezzo in mezzo: una sanzione che un’autorità possa fare subito, davanti al cane, senza aspettare il processo. I casi di questa settimana lo mostrano. A Bolano un cane corso è morto con la catena al collo e il padrone è stato denunciato: si vedrà in tribunale, fra mesi. A Verona un rottweiler tenuto alla catena corta su un balcone è costato al proprietario 10.000 euro, ma dopo un processo penale. In Nuova Zelanda, con questa regola, la multa sarebbe arrivata il giorno dell’ispezione.
Cosa succede adesso
La consultazione resta aperta fino al 23 novembre 2026 e «niente è deciso», ha detto il ministro. Insieme alla gabbia il governo chiede un parere anche su due temi più grossi: le regole per chi alleva cani, «per ridurre il numero di cani pericolosi e vaganti», e i servizi a pagamento come asili diurni, pensioni, dog sitter e toelettatori, che oggi non hanno regole proprie. La SPCA aveva chiesto da tempo anche il rifacimento del codice di benessere per i cani, fermo da anni: secondo RNZ si farà l’anno prossimo, dopo quelli per gli animali da reddito. È lo stesso Paese che ha deciso di chiudere le corse dei levrieri e si è trovato a dover sistemare 1.400 cani: sul benessere animale si muove a passi corti ma uno dietro l’altro.
Fonti: comunicato del governo neozelandese del 7 ottobre 2026; New Zealand Herald dell’8 ottobre 2026; RNZ del 7 ottobre 2026; 1News dell’8 ottobre 2026; Farmers Weekly del 9 ottobre 2026. Cambio della Banca centrale europea del 9 ottobre 2026: 1 euro = 1,9961 dollari neozelandesi, importi arrotondati. Codice penale, articoli 727 e 544-ter, come modificati dalla legge 6 giugno 2025 n. 82.





