Allevamento del Lancashire Heeler
Nove cuccioli in sette anni in Italia, e due test del DNA che non si saltano
In Italia il Lancashire Heeler è una razza da lista d’attesa: le API dell’ENCI, sul codice 360, registrano 9 cuccioli fra il 2018 e il 2024 e un solo affisso, in provincia di Lucca. I sei cuccioli del 2024 sono il primo segnale di movimento da anni.
In questa pagina: quanto costa, dove si cerca, i due test del DNA che in questa razza non sono negoziabili e cosa guardare in una cucciolata.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Lancashire Heeler
In Italia un cucciolo con pedigree, da un allevatore serio e con i test dei genitori fatti, costa indicativamente fra i 1.200 e i 1.800 euro. Il problema, più che il prezzo, è trovarlo: con un solo affisso registrato le cucciolate sono un evento.
Nel Regno Unito, che è il paese di origine, i prezzi si muovono fra le 1.000 e le 1.500 sterline. Nei paesi nordici la razza è più diffusa e gli allevatori sono più numerosi.
Se il cane arriva da fuori, alle spese si aggiungono viaggio e pratiche, fra i 200 e i 500 euro a seconda della distanza, più il passaporto europeo e la vaccinazione antirabbica in regola.
Il primo anno costa fra i 500 e gli 800 euro tra vaccinazioni, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione. Poi si assesta sui 40-70 euro al mese: è un cane da quattro-otto chili.
La toelettatura non è una voce di spesa: il pelo è corto, duro e piatto, e chiede una spazzolata a settimana. Quello che invece va messo in conto sono i controlli oculistici periodici, che in questa razza hanno un senso preciso.
I due test del DNA, e perché non bastano

Nel Lancashire Heeler ci sono due patologie oculari ereditarie riconosciute, ed entrambe hanno un test del DNA: la lussazione primaria del cristallino (PLL) e l’anomalia dell’occhio del collie (CEA).
Il test dà tre esiti: clear, carrier – portatore sano – e affected. Un allevatore che lavora bene può accoppiare un portatore con un clear senza produrre cuccioli malati, ma deve saperlo e deve dirvelo.
La domanda giusta non è i cuccioli sono testati? ma quali sono gli esiti dei due genitori. Su un cucciolo appena nato il test si può fare, ma se i genitori sono in regola il risultato è già noto per esclusione.
E poi c’è la domanda che separa un allevatore preparato da uno che ripete quello che ha letto: nel Lancashire Heeler esiste una seconda causa di PLL non ancora identificata, perché in alcuni cani malati la variante nota del gene ADAMTS17 non c’è. Il test resta fondamentale, ma non è una garanzia assoluta.
La conseguenza pratica per chi compra: oltre ai test, si continua a fare la visita oculistica nel corso della vita del cane, e davanti a un occhio improvvisamente dolente o opaco si va dal veterinario subito.
Conviene chiedere anche il coefficiente di consanguineità della cucciolata: in una razza con cinquemila soggetti al mondo, è un numero che conta.
Dove si cerca, e cosa chiedere all’allevatore

Il punto di partenza è l’unico affisso italiano, in provincia di Lucca, e poi i club di razza britannici e nordici, che pubblicano le cucciolate disponibili e i risultati dei test.
La prima domanda sono i test dei genitori per PLL e CEA, con i certificati in mano e non a parole.
La seconda riguarda il carattere: passate del tempo con la madre. In una razza che deve essere coraggiosa, allegra e affettuosa, una femmina che si nasconde o che ringhia è un segnale che pesa più di qualsiasi pedigree.
La terza riguarda il colore: nero focato o fegato focato. Il fegato è meno comune, quindi se lo cercate metti in conto un’attesa più lunga.
La quarta riguarda la crescita: chiedi dove sono nati i cuccioli e cosa hanno visto nelle prime otto settimane. Un cane da lavoro cresciuto in isolamento parte in svantaggio.
E la quinta riguarda voi: un allevatore serio, in una razza rara, vi farà molte domande. Se non ve ne fa nessuna, è il segnale sbagliato.
Cosa guardare in una cucciolata
Il primo controllo è il colore: nero focato o fegato focato, con le focature su guance, muso, petto e dai ginocchi in giù. Un cucciolo con molto bianco è fuori dalle indicazioni dello standard, che il bianco lo scoraggia.
Il secondo è il thumb mark, la macchia scura sopra i piedi anteriori: lo standard la considera desiderabile, e nei cuccioli tipici si vede già.
Il terzo sono le orecchie: erette o con un sollevamento chiaro. Nella stessa cucciolata possono esserci entrambi i portamenti, e sono tutti e due nello standard; quelli completamente pendenti e piatti no.
Il quarto è il corpo: lungo e basso, ma non esageratamente. Lo standard parla di circa 2,5 cm di differenza fra lunghezza e altezza, non di un bassotto.
Il quinto è il pelo: corto, duro e piatto. Un cucciolo con il pelo lungo o molto ondulato non sarà tipico.
Il sesto è il comportamento: cuccioli svegli, che vengono avanti, che rispondono ai rumori. In una razza descritta come allegra e coraggiosa, un cucciolo che si nasconde va guardato con attenzione.
E il settimo sono le carte: pedigree ed esiti dei test PLL e CEA di entrambi i genitori. In questa razza sono la differenza fra comprare bene e comprare a caso.

