Addestramento ed educazione del Ciobănesc Românesc Corb

Un guardiano da ottanta centimetri, ma obbediente

Lo standard usa una parola che nei guardiani di greggi si legge di rado: obbediente. Non cambia la sostanza (resta un cane che decide da solo) ma cambia il punto di partenza.

In questa pagina: le priorità dei primi mesi, l’inserimento con il gregge, quanto movimento serve e gli errori che si pagano.

Sommario

Le priorità dei primi mesi

Francobollo rumeno del 2019 dedicato al Ciobanesc Romanesc Mioritic

La prima priorità è la socializzazione: lo standard dice che questo cane è diffidente nei confronti degli estranei, e su un futuro cane da ottanta centimetri quella diffidenza va incanalata nei primi quattro mesi.

Nell’immagine: il francobollo che la posta rumena ha dedicato al Mioritic nel 2019, nella stessa serie del Corb.

L’obiettivo non è farne un cane socievole, che non sarà. È farne un cane che tollera il mondo: che sta al guinzaglio in mezzo alla gente, che si lascia visitare dal veterinario, che non va in allarme per un ciclista.

La seconda priorità è il guinzaglio, ed è aritmetica: a quattro mesi questo cucciolo pesa venticinque chili, da adulto ne peserà settanta. La condotta si insegna prima.

La terza è il maneggiamento: farsi toccare zampe e orecchie, spazzolare, salire in macchina. Su un gigante sono cose che diventano imprese se non si imparano da piccoli.

La quarta è la crescita: fino ai diciotto mesi niente salti, niente scale a ripetizione, niente corse forzate, e un cibo per cuccioli di razza gigante.

Sul metodo: rinforzo positivo. Quell’obbediente dello standard è una risorsa da coltivare, non una scusa per essere sbrigativi.

E la quinta priorità riguarda la voce: un cane il cui abbaio, testuale, può essere sentito a grande distanza va abituato da cucciolo a smettere quando glielo si chiede.

Il lavoro con il gregge e le regole della casa

Se hai pecore, capre o bovini, questa razza fa il mestiere per cui è nata, e lo standard è esplicito su quale sia: proteggere il gregge dai predatori.

L’inserimento si fa da cucciolo: il cane cresce insieme agli animali, li conosce da subito e li considera il suo gruppo. Meglio se accanto a un adulto che già lavora.

Nei primi mesi serve sorveglianza: un cucciolo può giocare con gli agnelli e fare danni senza cattive intenzioni. È una fase, e si gestisce con calma.

Quello che non funziona è crescerlo come cane di casa e poi metterlo con il gregge a due anni: a quel punto il legame con gli animali non si costruisce più.

Se il gregge non c’è, valgono le regole di ogni guardiano, e la prima è la recinzione: alta, solida, con un cancello che non si apre da fuori. Su un cane di ottanta centimetri non è una precauzione eccessiva.

La seconda riguarda le visite: le persone nuove non entrano a sorpresa. Si esce con il cane, si fa l’incontro fuori e si rientra insieme.

La terza è il cancello: corriere, postino, tecnici. Serve una procedura fissa che tutta la famiglia rispetti allo stesso modo.

E la quarta è la notte. Un guardiano lavora al buio e usa la voce, e quella di questa razza si sente lontano.

Quanto movimento serve

Meno di quanto suggerisca la taglia, più di quanto pensi chi lo lascia in giardino. La misura ragionevole è un’ora al giorno di passeggiate tranquille, in due uscite.

Il movimento di questa razza, dice lo standard, è armonioso, elastico, ben coordinato e dà l’impressione di una potenza senza sforzo, con il trotto come andatura preferita.

È un cane costruito per stare in piedi tutto il giorno e coprire distanze al proprio ritmo, non per correre. Il suo lavoro è la presenza.

Le passeggiate servono soprattutto alla testa: cambiare ambiente, vedere gente, ricordarsi che il mondo continua oltre il cancello.

La ricerca olfattiva è l’attività che rende di più: stanca senza caricare le articolazioni e si può fare in giardino.

Il dog trekking è adatto alla sua struttura, ma solo da adulto e in stagione fresca. Un cane nero con dieci centimetri di pelo, ad agosto, non va da nessuna parte.

Le attività di attivazione mentale sono la soluzione per i mesi caldi, che in Italia sono tanti.

Quello che non funziona sono gli sport di velocità e di salto: agility, frisbee e corsa dietro alla bici, su un cane di settanta chili, sono un danno articolare annunciato.

Il pelo e la gestione quotidiana

Con un mantello lungo 7-10 centimetri e un sottopelo denso, la routine è quella di tutti i guardiani di montagna: due spazzolate a settimana, quotidiane durante le mute.

Servono un rastrello per il sottopelo e una cardatrice per il pelo di copertura, lavorando a strati fino ad arrivare alla pelle.

I punti dove si formano i nodi sono la criniera sul collo, dietro le orecchie, le culottes dietro le cosce e le frange degli anteriori.

Non si tosa. Lo standard considera difetto grave un pelo sotto i sei centimetri, e in ogni caso quel mantello protegge dal sole quanto dal freddo.

Il caldo merita un capitolo a parte, perché questo è un cane nero: un mantello corvino sotto il sole di luglio arriva a temperature che un cane bianco non conosce. Ombra vera, acqua sempre disponibile e uscite nelle ore fresche.

Le orecchie sono pendenti e portate vicino alle guance: un controllo settimanale è il minimo.

Sui pasti vale la regola dei giganti: porzioni divise in due o tre volte al giorno e mezz’ora di calma prima e dopo, per il rischio di torsione dello stomaco.

E sul peso serve attenzione: lo standard non dà un numero, dice solo che dev’essere in proporzione all’altezza, e mette fra i difetti il soggetto in sovrappeso.

Gli errori tipici con un Ciobănesc Românesc Corb

Prenderlo per il colore. È un guardiano da settanta chili, non un cane nero elegante.

Saltare la socializzazione. La diffidenza verso gli estranei è scritta nello standard e va incanalata da cuccioli.

Rimandare il guinzaglio. A quattro mesi pesa venticinque chili, da adulto settanta.

Metterlo con il gregge da adulto. Il legame con gli animali si costruisce da cucciolo.

Sottovalutare la recinzione. È il primo investimento, non l’ultimo.

Sottovalutare il caldo. Un cane nero con dieci centimetri di pelo, in Italia, d’estate vive all’ombra.

Ignorare l’abbaio. Lo standard dice che si sente a grande distanza: con i vicini è una questione da affrontare prima.

Farlo crescere in fretta. Cibo troppo ricco e cuccioli grassi si pagano per tutta la vita.