Allevamento dell’Australian Stumpy Tail Cattle Dog
Perché in Italia non si trova, cosa serve per importarlo e cosa chiedere
In Italia l’Australian Stumpy Tail Cattle Dog non ha né nascite registrate né allevamenti con affisso. Ed è una rarità anche in Australia, dove la razza è stata ricostruita a partire dal 1988.
In questa pagina: perché non esiste un prezzo italiano, cosa comporta importarne uno, i controlli sanitari da chiedere e cosa guardare in una cucciolata.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Australian Stumpy Tail Cattle Dog
In Italia non esiste un prezzo perché non esiste il mercato: zero nascite registrate, zero affissi. Il ragionamento va fatto sull’Australia, che è praticamente l’unico posto al mondo dove questa razza si alleva con continuità.
I prezzi australiani per un cucciolo con documenti si aggirano fra i 1.500 e i 2.500 dollari australiani. Non è però il prezzo il problema: è la disponibilità. Le cucciolate sono poche, gli allevatori sono pochi, e le liste d’attesa si misurano in anni più che in mesi.
Alla cifra vanno aggiunti il volo dall’altra parte del mondo, il trasportino a norma, i documenti sanitari, il microchip e le pratiche di importazione. Non è un’operazione da improvvisare.
Una nota che vale per tutte le razze rarissime: diffida delle scorciatoie. Un cucciolo disponibile subito, senza domande e senza pedigree, in una razza con poche decine di nascite all’anno nel mondo, non è quella razza.
Il resto delle spese è quello di un cane di taglia media molto attivo: 400-700 euro il primo anno fra vaccini, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, e 60-90 euro al mese di mantenimento.
Sulla toelettatura si risparmia tutto: pelo corto e ruvido, una spazzolata a settimana.
Se la strada australiana non è percorribile, l’alternativa onesta è guardare all’Australian Cattle Dog: stessa origine, stesso lavoro, stessa energia, con la coda lunga e le focature, e soprattutto reperibile in Italia. Chi cerca un cane da conduzione con altre caratteristiche può guardare anche all’Australian Kelpie o al Border Collie.
Cosa chiedere all’allevatore
La prima domanda riguarda l’udito. Nei cani a mantello screziato la sordità congenita è un rischio reale, e il test si chiama BAER: si fa sui cuccioli e dice se sentono da entrambe le orecchie.
Un allevatore serio in questa razza il test lo fa e ve lo mostra. Un cucciolo sordo da un orecchio solo può avere una vita normale, ma è un’informazione che cambia il modo di educarlo e che devi avere prima, non dopo.
La seconda domanda è sul coefficiente di consanguineità. Questa razza è stata ricostruita da una base minima: sapere quanto sono imparentati i genitori non è pignoleria, è la domanda centrale.
La terza riguarda la coda. Deve essere corta di natura: chiedi che coda avevano i genitori e i nonni, e quanti cuccioli con la coda lunga sono nati in quella linea.
La quarta riguarda le focature. Sono un difetto eliminatorio e il segno di un incrocio con l’Australian Cattle Dog: un allevatore che le minimizza sta dicendo qualcosa di importante su come seleziona.
La quinta è sul lavoro: i genitori conducono bestiame, fanno herding, fanno sport? In una razza da lavoro, sapere cosa fanno i genitori è il modo migliore per prevedere che cane arriverà a casa.
E poi le domande di sempre, che con un cane che viaggia dall’altra parte del mondo pesano il doppio: dove sono cresciuti i cuccioli, cosa hanno visto, chi hanno incontrato, e se l’allevatore riprende il cane se qualcosa non funziona.
Cosa guardare in una cucciolata
Il primo controllo è la coda, ed è quello che dà il nome alla razza: naturale, non superiore a dieci centimetri, inserita alta. In una cucciolata possono nascere anche cuccioli con la coda lunga: sono sani, ma non sono tipici.
Il secondo è il colore, e qui il controllo è severo: solo blu o rosso screziato. Le focature sono un difetto eliminatorio, il mantello bianco o crema un difetto grave.
Nel rosso c’è un dettaglio che si vede solo aprendo il pelo: lo screziato deve essere uniforme sottopelo compreso. Un sottopelo bianco o crema non va bene.
Il terzo è la pigmentazione: tartufo nero qualunque sia il colore del cane, bordi palpebrali scuri, unghie scure. Tartufo marrone, bordi rosa e unghie bianche sono tutti difetti gravi.
Il quarto sono le orecchie: nel cucciolo possono ancora essere molli, ma da adulti devono essere erette e quasi a punta, moderatamente piccole e ben distanziate.
Il quinto è la struttura: lo standard vuole un cane quadrato, lungo quanto è alto. Un cucciolo che promette di venire su lungo somiglia più a un Australian Cattle Dog che a uno Stumpy.
E infine il carattere. Lo standard vuole un cane sospettoso con gli estranei ma gestibile in ogni momento: un cucciolo che si nasconde e non si lascia toccare è un segnale, e in una razza con un pool genetico stretto è un segnale che pesa.
Se poi vedi la madre lavorare, anche solo su qualche pecora, hai l’informazione migliore di tutte: in una razza da bestiame l’attitudine si eredita, e si vede.

