Storia ed origine del Pharaoh Hound

Perché non è il cane dei faraoni, e cosa e il Kelb tal-Fenek

Questa è una storia in cui il nome racconta una cosa e i fatti ne raccontano un’altra. Il Pharaoh Hound non viene dall’antico Egitto, e la genetica lo ha dimostrato: viene da Malta, e a Malta lo chiamano con il nome giusto, Kelb tal-Fenek, cioè cane da conigli.

In questa pagina: da dove viene, cosa dicono gli studi, come si caccia con questi cani a Malta e come è arrivato in Europa.

Sommario

Il nome sbagliato e la leggenda egizia

Primo piano di profilo della testa di un Pharaoh Hound

L’idea è comprensibile: un cane fulvo, asciutto, con le orecchie enormi e dritte somiglia in modo impressionante al dio Anubi e ai cani dipinti sulle tombe egizie. Da lì al nome Pharaoh Hound il passo è breve.

Peccato che la somiglianza sia proprio questo: una somiglianza. Le razze primitive di tutto il Mediterraneo hanno quella forma, perché è la forma che serve a un cane che caccia al caldo su terreni aperti.

La genetica è stata piuttosto netta. Uno studio del 2023 ha trovato che il Kelb tal-Fenek è, fra i gruppi analizzati, quello con la maggiore distanza genetica dai cani di strada egiziani. Non è il discendente dei cani dei faraoni: è, se mai, il più lontano da loro.

Altri studi indicano che si è differenziato dal Cirneco dell’Etna, il suo parente siciliano, da non più di duecento anni. Duecento anni, non cinquemila.

Il nome Pharaoh Hound, insomma, è un’invenzione del Novecento: bella, efficace e commercialmente vincente, ma non storica.

Il nome vero è quello maltese: Kelb tal-Fenek, che significa semplicemente cane da conigli. Meno affascinante, ma esatto.

Il Kennel Club britannico, oggi, scrive una versione prudente: la razza ha avuto origine a Malta, dove cacciava conigli, e i marinai fenici probabilmente trasportarono cani di questo tipo lungo il Mediterraneo.

Come si caccia il coniglio a Malta

Due Pharaoh Hound al lavoro fra i muretti a secco di Malta

Lo standard mette nella casella dell’utilizzazione una riga che vale tutta la storia: è un cacciatore attento e appassionato, che caccia a naso e a vista, usando le orecchie in modo marcato quando lavora da vicino.

Tre sensi insieme, e uno di questi, l’udito, è esplicitamente citato: è raro in uno standard, ed è il motivo per cui quelle orecchie enormi sono molto mobili. A Malta si caccia soprattutto di notte, e di notte le orecchie contano più degli occhi.

La battuta funziona così. I cani vengono sciolti in coppia, in direzioni diverse, e cercano il coniglio al naso fra i muretti a secco e la roccia carsica.

Quando la preda viene trovata, la femmina più piccola, più agile, guida l’inseguimento, mentre i maschi tagliano le vie di fuga. I cani avvisano i cacciatori con un abbaio acuto: senza quello, di notte, nessuno saprebbe dove sono.

Poi entrano in scena gli uomini: le uscite della tana si coprono con le reti, e nella tana si infila un furetto con un campanello al collo, che fa uscire il coniglio.

È una caccia antica, che a Malta si pratica ancora, ed è la ragione per cui questo cane è rimasto quello che è: agile, resistente, con i piedi solidi e la testa indipendente.

FaseCosa fa il caneNota
La ricercaI cani vengono sciolti in coppia in direzioni diverseCercano il coniglio al naso
I tre sensiNaso, vista e orecchie insiemeLo standard cita esplicitamente le orecchie
L’inseguimentoLa femmina più piccola guida la cacciaI maschi tagliano la fuga
La voceI cani avvisano con un abbaio acutoServe a chiamare i cacciatori
Le retiLe vie di fuga della tana vengono coperteLavoro degli uomini
Il furettoSi infila nella tana con un campanelloFa uscire il coniglio
Il terrenoMuretti a secco e roccia carsicaServe un cane agile e con i piedi solidi
QuandoSoprattutto di notteDa qui l’uso delle orecchie

Da Malta al resto del mondo

Pharaoh Hound che cammina in un paesaggio roccioso maltese

Fino a metà Novecento questo cane non esisteva fuori dalle isole maltesi. La prima cucciolata nata fuori da Malta è del 1963, nel Regno Unito.

Nello stesso anno la FCI ha accettato la razza con il nome inglese di Pharaoh Hound, sotto patronato britannico. È il motivo per cui lo standard ufficiale, ancora oggi, indica origine Malta ma patronato Gran Bretagna, ed è scritto in inglese.

Il Kennel Club britannico ha approvato lo standard nel 1974, e la sua stessa scheda di razza ricorda che il cane è arrivato nel Regno Unito negli anni Settanta.

A Malta, nel frattempo, il Kelb tal-Fenek è diventato un simbolo nazionale: è il cane dell’isola, quello che compare nelle immagini turistiche e che i cacciatori continuano a usare per il mestiere per cui esiste.

Ha senso tenere insieme le due cose: da una parte una razza da esposizione con un nome inventato e una leggenda egizia, dall’altra un cane da lavoro che a casa sua fa ancora quello che ha sempre fatto. Sono lo stesso cane, e il secondo è la parte più interessante.

DomandaLa risposta onesta
Viene dall’antico EgittoNon è dimostrato: la genetica dice il contrario
Cosa dice lo studio del 2023E il gruppo più lontano dai cani di strada egiziani
Da quanto e una razza a seSeparato dal Cirneco dell’Etna da non più di due secoli
Da dove vieneDa Malta, dove cacciava conigli
Cosa vuol dire Kelb tal-FenekCane da conigli, in maltese
Il nome Pharaoh HoundE un nome novecentesco, non maltese
Prima cucciolata fuori da MaltaRegno Unito, 1963
Lo standard britannicoApprovato dal Kennel Club nel 1974

Il Pharaoh Hound oggi in Italia

In Italia è una razza rara, ma con una tendenza in crescita. L’archivio ENCI restituisce le iscrizioni a partire dal 2016, e da lì al 2024 i cuccioli sono stati 58.

L’andamento è quello tipico delle razze piccole: 2 nel 2016, poi 7, 9, un solo cucciolo nel 2019, e poi 6, 9, 4, 6. Ma il dato interessante è l’ultimo: 14 cuccioli nel 2024, il massimo di tutto il periodo, quasi un quarto del totale in un anno solo.

Gli affissi attivi sono due: uno in Emilia Romagna (provincia di Bologna) e uno in Lombardia (Milano).

Con due allevamenti e una decina di cuccioli l’anno nei momenti buoni, chi vuole un Pharaoh Hound in Italia deve mettersi in lista. L’alternativa è guardare a Malta, dove la razza è a casa sua, o ai paesi del nord Europa, dove è più diffusa che da noi.

Un’ultima nota per chi cerca: in Italia esiste un parente stretto e molto più comune, il Cirneco dell’Etna. È una razza italiana, più piccola, e secondo gli studi genetici si è separata dal cugino maltese solo un paio di secoli fa.

AnnoCuccioli iscritti all’ENCI
20162
20177
20189
20191
20206
20219
20224
20236
202414
Totale dal 2016 al 202458