Kooikerhondje
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Kooikerhondje in breve
Il Nederlandse Kooikerhondje è il piccolo cane da lavoro dei Paesi Bassi: altezza ideale 40 centimetri nei maschi e 38 nelle femmine, mantello bianco con macchie rosso arancio, coda a pennacchio bianco e gli orecchini neri alle punte delle orecchie. Serviva ad attirare le anatre dentro le trappole delle eendenkooi. Carattere, con le parole dello standard: vivace ed agile, sicuro di sé, fedele, facile da gestire e amichevole.
Che cane è il Kooikerhondje

È un cane da lavoro olandese con un mestiere unico al mondo: attirare le anatre dentro una trappola agitando allegramente la coda, senza mai cacciarle. Lo standard lo classifica come cane da lavoro e da compagnia usato come richiamo per la caccia alle anatre.
Lo riconoscete dal rosso arancio su bianco, dalla striscia bianca in mezzo alla testa, dalla coda con il pennacchio bianco e dagli orecchini, cioè i peli neri sulle punte delle orecchie.
Cosa chiede: circa un’ora e mezza al giorno fra movimento e testa, una o due spazzolate a settimana (e mai la tosatura, perché lo standard lo vuole naturale non toelettato) e una socializzazione fatta bene, perché è un cane sensibile.
Cosa lo rende speciale: è un cane da lavoro in dieci chili. Sveglio, sportivo, con gran passione per il lavoro, e allo stesso tempo facile da gestire e amichevole: una combinazione rara.
In Italia è raro ma in crescita: 121 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni, di cui 25 nel solo 2024, con due affissi in provincia di Modena.
Storia ed origine del Kooikerhondje

Il nome dice il mestiere: una kooi è una trappola olandese per anatre, il kooiker è chi ci lavora e il Kooikerhondje è il suo cagnolino. Il compito, scritto nello standard, era attirarvi le anatre agitando allegramente la coda; ma non di cacciarle, facendole nuotare dentro un condotto di canne.
La razza si era quasi persa quando succede la cosa più bella della sua storia: nel 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale, la baronessa van Hardenbroek cominciò a ricrearla. Diede l’immagine del cane che cercava a un venditore ambulante, che in una fattoria del Friesland trovò una femmina, Tommy: la capostipite di tutta la razza moderna.
Il riconoscimento arriva nel 1966 (provvisorio) e nel 1971 (definitivo) da parte del Kennel Club olandese. Nella pagina trovi anche il collegamento con il Keeshond, salvato negli anni Venti dalla stessa baronessa.
In Italia il Kooikerhondje è arrivato tardi ma sta crescendo: 121 cuccioli in dieci anni, di cui 25 nel solo 2024.
Carattere e descrizione del Kooikerhondje

È un cane piccolo e ben proporzionato: altezza ideale 40 centimetri nei maschi e 38 nelle femmine, quasi inscrivibile in un quadrato, con un peso non indicato dallo standard che sta fra i 9 e i 12 chili. La coda è portata gaiamente, ben frangiata e con il pennacchio bianco che era il suo strumento di lavoro.
Il colore è uno solo: distinte macchie di un rosso arancio nitido su fondo bianco puro, con una striscia bianca sulla testa e colore su guance e occhi. La firma della razza sono gli orecchini, cioè i peli neri alle punte delle orecchie, che lo standard definisce altamente desiderabili.
Il carattere, con le parole dello standard: vivace ed agile, sicuro di sé… attento ma non rumoroso… fedele, facile da gestire e amichevole… un vero sportivo con gran passione per il lavoro e un carattere gioioso. Nella pagina trovi anche quanto vive e le due malattie genetiche che oggi si prevengono con un test del DNA.
Addestramento ed educazione del Kooikerhondje

È un cane facile da gestire, e lo dice il suo standard: impara in fretta e vuole collaborare. Il punto delicato è la sensibilità, tanto che fra i difetti gravi compare il comportamento ansioso. La priorità numero uno, quindi, è la socializzazione, e in questa razza ha un motivo scritto nel documento ufficiale.
La pagina spiega cosa fare nei primi mesi e con quali tempi. Poi c’è il capitolo più utile: questo è il cane a cui il lavoro di testa serve più del movimento. Lo standard lo descrive come un vero sportivo, attento e appassionato, e nella sua storia c’era un compito preciso, attirare le anatre nelle trappole a imbuto agitando la coda. Un cane così ha bisogno di problemi da risolvere, e la pagina elenca le attività adatte, dal nose work all’obedience ai giochi di attivazione. C’è il pelo, con una frase dello standard da tenere a mente: il cane si presenta con un pelo naturale non toelettato, quindi bastano spazzolate regolari. C’è quanto movimento serve. Ci sono gli errori tipici, primo fra tutti trattarlo come un cane da compagnia e basta: è un cane da lavoro in miniatura. Se cerchi un cane medio-piccolo sveglio, questa razza olandese merita di essere conosciuta.
Allevamento del Kooikerhondje

In Italia il Kooikerhondje è una delle poche razze rare in crescita: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 121 cuccioli, ma il grosso è recente, e il 2024 è stato l’anno record con 25 cuccioli. Gli affissi sono due, entrambi in provincia di Modena.
Il prezzo di un cucciolo con pedigree sta fra 1.500 e 2.200 euro. Il mantenimento è contenuto, 50-70 euro al mese, e la toelettatura non esiste: lo standard vuole il pelo naturale non toelettato.
Le domande sanitarie in questa razza sono due e sono precise, perché per entrambe esiste un test del DNA: la malattia di von Willebrand di tipo III e la ENM, la mielopatia necrotizzante ereditaria conosciuta in Olanda come paralisi del Kooiker.
Il club olandese, con l’Università di Utrecht, ha un pacchetto che comprende anche la polimiosite, e nei Paesi Bassi gli screening prima della riproduzione sono obbligatori. Chiedi i referti: in questa razza non è una formalità.


