Drever

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Il Drever in breve

Il Drever è il segugio di piccola taglia della Svezia: lungo nel corpo e basso sugli arti, con una taglia ideale di 35 centimetri nei maschi e 33 nelle femmine, per 14-16 chili. Nasce dal Westfälische Dachsbracke tedesco importato nel 1910 e diventa razza svedese nel 1953. Pelo ruvido, tutti i colori ammessi purché con marcature bianche. Carattere entusiasta e di temperamento sempre uguale. Vive 12-14 anni.

TagliaPiccola: segugio lungo nel corpo e basso sugli arti
Altezza al garreseIdeale 35 cm nei maschi (32-38) e 33 nelle femmine (30-36)
PesoLo standard non lo indica: in pratica 14-16 kg
Vita media12-14 anni (stima, non esistono studi pubblicati sulla razza)
MantoPelo ruvido, diritto e ben adagiato sul corpo
ColoriTutti, purche con marcature bianche; esclusi il tutto bianco e il fegato
Livello di energiaAlta: e un segugio da caccia con prova di lavoro
Adatto aCacciatori: lo standard dice che praticamente non si tiene come cane da compagnia

Che cane è il Drever

Drever tricolore in stand, basso sugli arti e lungo nel corpo

È un segugio abbassato, costruito in Svezia per la caccia al cervo con una logica che sembra un paradosso: un cane lento lavora meglio di uno veloce, perché muove il selvatico senza metterlo in fuga panica.

Lo standard dice una cosa che nessun altro standard si permette e che va detta subito: il Drever è solo tenuto come cane da caccia, e praticamente mai come cane da compagnia. Non è un giudizio sul suo carattere, che è ottimo: è una fotografia di come questa razza vive nel suo paese.

Il carattere, infatti, è uno dei suoi punti forti: entusiasta e di temperamento sempre uguale, mai aggressivo né timido, facile con le persone e con gli altri cani. In casa è un cane tranquillo e affettuoso.

Quello che chiede è naso e movimento: un’ora al giorno di attività vera più qualcosa da cercare. E quello che va accettato è la voce, perché è un segugio, e il fatto che su una pista fresca il richiamo diventi un’opinione.

In Italia praticamente non esiste: 13 cuccioli in dieci anni e nessun affisso, quindi prenderne uno vuol dire importarlo dalla Scandinavia.

Storia ed origine del Drever

Lepre variabile in mantello invernale che corre sulla neve

Il Drever nasce da un segugio tedesco: il Westfälische Dachsbracke, importato in Svezia nel 1910, con i primi cani registrati nel 1913. Per vent’anni non succede quasi niente, e lo standard lo ammette: si sa ben poco della razza prima del 1930.

La svolta è ambientale. Dal 1930 i cervi aumentano e si spingono a nord, e i cacciatori scoprono il vantaggio di un segugio dalle gambe corte: un cane lento muove il cervo senza metterlo in fuga panica, e la battuta rende. Nel 1947 la varietà svedese, 2 centimetri più alta di quella tedesca, prende il nome di Drever, e nel 1953 viene riconosciuta come razza svedese.

Nella pagina trovi anche il contrasto di oggi: in Svezia il Drever è una delle razze da caccia più numerose del paese, in Italia l’ENCI ha registrato 13 cuccioli in dieci anni (undici dei quali nel solo 2017) e non esiste nessun affisso. Chi ne vuole uno lo importa dal nord.

Carattere e descrizione del Drever

Drever tricolore presentato in stand su un prato

Il carattere sta in due righe dello standard: entusiasta e di temperamento sempre uguale. Mai aggressivo, nervoso o timido. È il profilo del segugio ideale: un cane che lavora allo stesso modo a ottobre e a gennaio, affettuoso in casa e facile con gli altri cani, senza spigoli di carattere.

È un segugio di piccola taglia lungo nel corpo e basso sugli arti, con una taglia ideale di 35 centimetri nei maschi e 33 nelle femmine (limiti 32-38 e 30-36, fuori è squalifica) per 14-16 chili. Lo standard chiede un cane robusto e forte più che elegante e veloce, con un dimorfismo sessuale netto fra maschi e femmine. Il pelo è ruvido e i colori sono tutti ammessi, purché ci siano le marcature bianche: vietati il tutto bianco e il fegato.

Nella pagina trovi il capitolo sulle marcature bianche e sul perché servono a caccia, quello sulle orecchie e sugli occhi (uno o due occhi blu sono squalifica), il lavoro per cui è nato (la caccia al cervo, con la logica del segugio lento), il confronto con Dachsbracke Alpino e Bassotto e la parte sulla salute, dove la buona notizia è che non ci sono malattie ereditarie di razza. Vive 12-14 anni.

Addestramento ed educazione del Drever

Drever tricolore con collare e arti bianchi

È un cane facile di carattere e difficile su una cosa sola: il naso. Nei primi mesi la priorità è il contatto, cioè l’abitudine a guardarti e a tornare, pagata bene e allenata prima che arrivi la prima pista interessante della sua vita. Il richiamo non si spreca: non si chiama mai un cane che sai che non tornerà.

Le regole pratiche sono tre: libertà solo in posti sicuri, longhina da cinque o dieci metri per dargli naso senza perderlo, e GPS o medaglietta, perché un segugio su una pista fa chilometri. La voce fa parte del pacchetto: si lavora sul quando, non sul se.

Sulle attività funzionano mantrailing, nose work, pista di sangue su tracce artificiali, dog trekking e attivazione mentale. Da evitare i salti intensivi su un corpo lungo e basso e, soprattutto, il sovrappeso. Il conto minimo per un Drever che non caccia è un’ora di movimento più venti minuti di naso, ogni giorno.

Allevamento del Drever

Drever nero focato e bianco fermo in stand su tappeto rosso

In Italia il Drever non c’è: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 13 cuccioli in tutto, di cui undici nel solo 2017, e non esiste nessun affisso dedicato. In Svezia e in Norvegia, dove è un cane comune fra i cacciatori, i cuccioli si trovano senza difficoltà.

Un cucciolo con pedigree costa fra i 700 e i 1.200 euro nei paesi d’origine, più 200-500 euro di viaggio. Un pedigree FCI si iscrive senza problemi al libro genealogico italiano. Il mantenimento è quello di un cane da quindici chili, 50-80 euro al mese, con il toelettatore a zero e una voce importante di antiparassitari.

Non ci sono test genetici di razza da pretendere perché non esistono: le domande giuste riguardano il lavoro dei genitori (in Svezia molti Drever hanno prove di caccia), le loro condizioni generali, il peso e la schiena, e il contesto in cui sono cresciuti i cuccioli. Gli allevatori nordici sono abituati a rispondere per iscritto e in inglese.

Alimentazione

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Attività di un Drever

icona Mantrailing attività cinofila

Mantrailing

icona Nose Work attività cinofila

Nose Work

icona Pista di sangue attività cinofila

Pista di Sangue

icona Dog trekking attività cinofila

Dog Trekking

icona Attivazione mentale attività cinofila

Attivazione Mentale