Storia ed origine del Cão de Água Português
Dai pescatori dell’Algarve alla Casa Bianca
Questa razza ha lavorato per secoli sulle barche da pesca portoghesi, ha rischiato di sparire quando la pesca è cambiata, è stata salvata negli anni Trenta da un armatore e nel 2009 è finita alla Casa Bianca. In questa pagina trovi il mestiere che faceva, chi l’ha salvata e come è diventata famosa nel mondo.
Sommario
Da dove viene il Cão de Água Português

Dalle coste del Portogallo, e lo standard è preciso su come è cambiata la geografia della razza: nei tempi passati questa razza era diffusa lungo tutte le coste del Portogallo.
Oggi non è più così, e il testo FCI spiega il perché senza giri di parole: a causa dei continui cambiamenti dei sistemi di pesca, la sua presenza è limitata principalmente alla provincia di Algarve, che è ora considerata la sua regione di provenienza.
È una frase da capire: questa razza non si è ridotta per colpa di una guerra o di una moda, ma perché il mestiere che faceva non esisteva più. Le barche a motore, le reti meccaniche e i frigoriferi hanno reso inutile un cane che si tuffava a recuperare il pesce.
Sull’antichità lo standard è prudente ma chiaro: poiché la presenza di questi cani lungo le coste del Portogallo risale a tempi molto remoti, il Cão de Água Português va riconosciuto come una razza portoghese autoctona.
Le ipotesi sulle origini remote portano tutte alla stessa famiglia: i cani da acqua del Mediterraneo e dell’Atlantico, da cui discendono anche il Lagotto Romagnolo, il Barbone, il cane da acqua spagnolo e il Barbet francese. Cani ricci, senza sottopelo, tutti nati per lo stesso lavoro.
Quello che rende il Cão de Água diverso dagli altri è dove lavorava: non nelle paludi a riportare anatre, ma in mare aperto, accanto ai pescatori, con il vento e le onde.
Vasco Bensaúde e il cane Leão

Negli anni Trenta la razza era ridotta a pochi cani nei villaggi di pescatori dell’Algarve. La salvò un armatore di Lisbona, Vasco Bensaúde, che ne fece un progetto di allevamento serio.
Bensaúde fondò l’allevamento Algarbiorum e andò a cercare i cani dove ancora lavoravano, sulle barche. Era un uomo ricco che decise di occuparsi di una razza di poveri: senza quella scelta, oggi il Cão de Água non esisterebbe.
Il cane più importante di quella storia si chiamava Leão e visse dal 1931 al 1942. Era un cane da pescatori, di tipo eccellente, e Bensaúde lo usò come riproduttore su moltissime femmine.
Il risultato è un dato che si cita ancora oggi: circa metà dei Cão de Água con pedigree esistenti discende da Leão. È un salvataggio e insieme un collo di bottiglia, e spiega perché in questa razza i test genetici sono così importanti: una base ristretta concentra i geni buoni e quelli cattivi.
Dal Portogallo la razza passò all’estero negli anni Sessanta e Settanta. Negli Stati Uniti il lavoro lo fece Deyanne Miller, che nei primi anni Settanta importò i cani e costruì la comunità di allevatori: il club americano nasce nel 1972.
L’American Kennel Club ha riconosciuto la razza nel 1983. E da quel momento la storia del Cão de Água diventa, curiosamente, una storia americana.
Bo, Sunny e la Casa Bianca

Nell’aprile 2009 un cucciolo di Cão de Água Português di sei mesi entrò alla Casa Bianca. Si chiamava Bo, era un regalo del senatore Ted Kennedy, e per questa razza cambiò tutto.
La famiglia Obama aveva promesso un cane alle figlie durante la campagna elettorale, con un vincolo: Malia è allergica, e serviva un cane che perdesse poco pelo. Il Cão de Água, senza sottopelo, era la risposta.
Nel 2013 arrivò anche Sunny, una femmina della stessa razza, e per otto anni i due cani sono stati fra gli animali più fotografati del mondo.
L’effetto sulla razza è stato enorme e ambivalente, come sempre in questi casi. Da un lato una razza rara e sconosciuta è diventata famosa in tutto il mondo; dall’altro l’improvvisa richiesta ha attirato allevatori improvvisati, e i club di razza hanno passato anni a spiegare che non è un cane per tutti.
Conviene dirlo chiaramente anche qui: il Cão de Água non è ipoallergenico. Perde poco pelo, e questo aiuta molte persone allergiche, ma gli allergeni del cane stanno nella saliva e nella forfora.
In Italia la razza è arrivata con calma e si è stabilizzata su numeri interessanti: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato 483 cuccioli. Non è più una rarità, ed è forse la conseguenza italiana più concreta di quei due cani americani.
La cosa che questa storia dice sulla razza, però, è un’altra. Un cane nato per tuffarsi dalle barche dei pescatori dell’Algarve si è adattato a fare il cane di famiglia alla Casa Bianca senza problemi: quel capisce e obbedisce gioiosamente dello standard, evidentemente, funziona anche sul South Lawn.

