Storia ed origine del Whippet

Il levriero dei minatori inglesi e le corse dietro allo straccio

Il Whippet non nasce nelle tenute dei nobili ma nei villaggi minerari del nord dell’Inghilterra, ed è una delle poche razze che possono dirlo. In questa pagina trovi come è stato costruito, che cosa erano le corse dietro allo straccio, come è diventato un cane da esposizione e come sta andando oggi in Italia, dove è il levriero più diffuso.

Sommario

Il levriero degli operai

Il Whippet Zuber in una fotografia del 1890 circa

Il Whippet si forma nell’Ottocento nel nord dell’Inghilterra, nelle zone minerarie fra Lancashire, Yorkshire e Northumberland. Serviva un cane veloce come un Greyhound ma piccolo abbastanza da mantenere con lo stipendio di un minatore.

Il risultato è arrivato incrociando piccoli levrieri con terrier locali, e poi selezionando sulla velocità. Il nome stesso racconta l’origine popolare: to whip, schioccare, per l’andatura che sembra una frustata.

Il lavoro era duplice. Da una parte la caccia al coniglio, spesso ai margini della legalità, che metteva carne sulla tavola. Dall’altra le corse della domenica, che erano un divertimento e una scommessa.

Le corse funzionavano così: i cani venivano tenuti alla partenza e i padroni, all’altro capo del campo, agitavano uno straccio. Da lì il soprannome inglese rag dog, cane da straccio, e il nome della disciplina, rag racing.

È un dettaglio che spiega il carattere di oggi: un cane cresciuto in casa con la famiglia, abituato ai bambini e alla vita domestica, che però doveva esplodere in venti secondi di corsa.

QuandoCosa succede
OttocentoNel nord dell’Inghilterra i minatori selezionano un levriero piccolo e veloce
Le corse operaieSi corre dietro a uno straccio agitato dal padrone: nasce il rag racing
Fine OttocentoIl Whippet entra nelle esposizioni e viene riconosciuto ufficialmente
NovecentoDiventa un cane da compagnia e da sport in tutta Europa
04.09.2019Lo standard viene aggiornato e viene escluso il colore merle

Dalle corse operaie alle esposizioni

Verso la fine dell’Ottocento il Whippet esce dai villaggi e arriva nelle esposizioni. È il momento in cui la razza si stabilizza, prende uno standard scritto e comincia la doppia vita che ha ancora oggi.

Whippet da corsa in una fotografia del 1904 circa

Da una parte i cani da bellezza, selezionati sulle linee e sull’armonia. Dall’altra quelli da corsa, selezionati su una cosa sola. Nel Whippet, però, le due popolazioni sono rimaste molto più vicine che in altre razze: lo stesso cane può vincere in esposizione e correre bene.

Merito anche di quella riga dello standard che dice di evitare ogni forma di esagerazione. È una frase corta ma ha tenuto lontana la razza dagli eccessi che hanno rovinato altri cani da esposizione.

L’ultima revisione dello standard è del 2019 ed è quella che ha escluso il merle, cioè che ha messo un paletto contro i cuccioli di colore insolito venduti come rarità.

Il Whippet oggi, in Italia

Whippet pronto alla partenza di una corsa per levrieri

In Italia il Whippet è, di gran lunga, il levriero più diffuso: 5.257 cuccioli registrati dall’ENCI negli ultimi dieci anni, contro i 521 del Greyhound.

I numeri annuali stanno fra i quattrocento e i seicento, con il picco di 607 nel 2021 e una discesa a 399 nel 2024. È una razza solida, che non ha mai avuto boom drammatici e non ha mai rischiato di sparire.

Gli allevamenti con affisso ENCI dedicati alla razza sono 55, con la Lombardia in testa a undici, poi Veneto con nove, Piemonte ed Emilia Romagna con sei. È una rete abbastanza fitta da permettere di scegliere e di visitare.

In Italia esistono anche le corse per levrieri e il lure coursing, dove il Whippet è protagonista: sono sport regolamentati, con la lepre meccanica o lo zimbello, e non hanno niente a che vedere con la caccia.

Se stai cercando un cucciolo, nella pagina dell’allevamento trovi i prezzi reali e le domande da fare, compresa quella sul test genetico della miostatina.