Addestramento ed educazione del Whippet

Il richiamo, la sensibilità e quanto movimento gli serve

Il Whippet è un cane facile in casa e delicato fuori, e le due cose vanno affrontate in modo diverso. È sensibile, impara volentieri e non ha nessuna voglia di litigare, ma resta un cacciatore a vista. In questa pagina trovi come impostare i primi mesi, come si lavora sul richiamo e quali attività lo appagano.

Sommario

Come si educa un Whippet

Whippet seduto in una radura di un bosco

La prima cosa da sapere è che è un cane sensibile. Non regge i toni alti, gli strattoni e le correzioni dure: si chiude, si spegne e smette di provare. Funzionano il cibo, la voce tranquilla e le sessioni corte.

La seconda è che impara in fretta le cose pratiche: camminare al guinzaglio, aspettare alla porta, salire in macchina, farsi maneggiare. È collaborativo per indole, ma non è un cane da obbedienza militare e non ha nessun bisogno di diventarlo.

Il collare giusto è a martingala, come per tutti i levrieri: hanno il collo più largo della testa e da un collare normale sfilano in un attimo. È l’errore che porta ai cani persi in strada.

Sulla solitudine: è un cane che vuole stare con le persone e va abituato per gradi a restare solo, cominciando da pochi minuti. Un Whippet lasciato otto ore al giorno da solo è un cane che sta male, non un cane che si abitua.

Un dettaglio pratico che vale per la vita quotidiana: il pavimento liscio. Zampe sottili e piastrelle non vanno d’accordo, e un tappeto nei punti di passaggio evita scivolate e strappi.

Il richiamo e l’istinto di inseguimento

Qui la verità va detta chiara: un Whippet che vede qualcosa muoversi parte. Non è una questione di educazione, è la funzione per cui la razza è stata costruita, e in campo aperto nessun richiamo arriva prima dell’istinto.

Whippet al galoppo con le zampe staccate da terra

Il richiamo si allena comunque, e si allena bene: dal primo giorno, sempre pagato con qualcosa che vale, mai usato per interrompere qualcosa di bello. Ma la regola pratica che usano tutti quelli che vivono con i levrieri è netta: libero solo in aree recintate.

Fuori dai recinti esiste una via di mezzo utilissima, la longhina da dieci o quindici metri: gli lascia libertà di annusare e correre e a te lascia il controllo. Va usata con la pettorina, mai con il collare.

Con i gatti di casa la convivenza è spesso possibile, soprattutto se il cane ci cresce insieme, ma va costruita e non data per scontata. Fuori casa, un gatto che scappa resta un gatto che scappa.

Ultimo punto, che riguarda la sicurezza: cancelli e porte. Un cane che in tre secondi è a cinquanta metri non si recupera, e in strada la faccenda finisce male. La prevenzione vale più di qualsiasi esercizio.

Che attività fare con un Whippet

Tre Whippet che corrono in riva a uno stagno

Serve poco movimento ma di qualità. Due passeggiate normali e un paio di sessioni di corsa libera a settimana bastano e avanzano: è uno sprinter, non un maratoneta.

Lo sport ideale è il lure coursing, la corsa dietro allo zimbello meccanico, che è la versione moderna e regolamentata del suo lavoro storico. In Italia si pratica, e il Whippet è una delle razze protagoniste insieme alle corse in pista.

Ma il Whippet è anche uno dei levrieri più versatili: se la cava benissimo in agility, dove la leggerezza e la velocità lo aiutano, e si diverte con i giochi di olfatto in casa, che lo stancano nelle giornate di pioggia.

Quello che non fa per lui è la resistenza: corsa lunga, bicicletta, escursioni di ore sotto il sole. Ha un motore da sprint e si surriscalda in fretta.

Nella vita di tutti i giorni, l’attività più sottovalutata è la più semplice: lasciarlo annusare durante la passeggiata. Un giro di venti minuti in cui può usare il naso vale più di un’ora tirato al guinzaglio.