Addestramento ed educazione del Welsh Corgi Pembroke
Come si gestiscono l’abbaio e il mordicchiare, e quali sport fare
Il corgi impara in fretta, si annoia in fretta e discute le richieste che gli sembrano inutili. In questa pagina trovi come si lavora su abbaio e mordicchiare dei talloni, quali sport fanno bene a una schiena come la sua e quali è meglio evitare.
Sommario
Come si educa un corgi

Lo standard lo definisce lavoratore ed estroverso ed amichevole, e nella pratica significa un cane che collabora volentieri, purché la cosa abbia un senso. Impara in fretta, e altrettanto in fretta impara i trucchi per aggirarti.
Funziona benissimo il lavoro col cibo, con un avvertimento serio: è una razza che ingrassa guardando la ciotola. I premi si scalano dalla razione, non si aggiungono.
Le sessioni vanno tenute corte. Cinque minuti fatti bene valgono mezz’ora di ripetizioni, perché quando il corgi capisce che l’esercizio è finito smette di divertirsi e comincia a inventare.
La testardaggine non si vince con la durezza. Un corgi trattato male si chiude o si impunta, e in entrambi i casi hai perso la partita. Serve coerenza: le regole valgono sempre, non solo quando è comodo.
Le cose da impostare subito sono il richiamo, il camminare al guinzaglio senza tirare e, da subito, l’abitudine a non salire e scendere dai mobili. Quest’ultima non è educazione, è prevenzione della schiena.
L’abbaio e il mordicchiare i talloni
Sono i due comportamenti che portano più gente a chiedere aiuto, e sono la stessa cosa: il mestiere del cane che esce fuori in salotto.
L’abbaio nel bovaro serviva a muovere gli animali e a segnalare. In casa diventa il commento a ogni rumore del pianerottolo. Si lavora come su tutti i segnalatori: il cane annuncia, tu prendi atto, chiedi lo stop e premi il silenzio. Gridare non serve, per lui è partecipare.
Il mordicchiare i talloni è letteralmente il gesto con cui spingeva le mucche. Da cucciolo lo fa a chi corre, e i bambini sono i candidati perfetti. Non si sgrida e basta: si interrompe il gioco, si sposta il morso su un oggetto e si insegna ai bambini a non correre urlando davanti a lui.
Il terzo tema è la noia. Un corgi senza niente da fare si sceglie da solo un lavoro: radunare le persone in cucina, controllare la porta, abbaiare al citofono. Un’attività quotidiana, anche breve, cambia la vita a tutti e due.
Sulla socializzazione: è un cane sicuro di sé in un corpo piccolo, e questa combinazione può metterlo nei guai con cani molto più grandi. I primi mesi di incontri fatti bene valgono anni di tranquillità.
Che attività fare con un corgi

Il corgi ha bisogno di lavorare, ma ha anche una schiena lunga su zampe corte. La regola per scegliere lo sport è tutta qui: sì al movimento, no ai salti alti e agli atterraggi duri.
Funzionano benissimo le discipline che usano la testa e il naso: nose work, ricerca olfattiva, attivazione mentale. Stancano e non chiedono nulla alla colonna.
L’obedience e il rally obedience sono forse gli sport che gli calzano meglio: ritmo, precisione, tanta collaborazione e zero impatto. Anche la dog dance gli riesce sorprendentemente bene.
L’agility si può fare, e i corgi in gara ci sono, ma con gli ostacoli all’altezza giusta per la sua taglia e con un istruttore che sappia cosa vuol dire allenare un cane condrodistrofico. Va evitato il fai da te in giardino con gli ostacoli improvvisati.
Nella vita di tutti i giorni servono almeno un’ora di passeggiate vere al giorno, divise in due o tre uscite. Il corgi cammina molto più di quanto si pensi guardandogli le zampe.
Un’ultima cosa che è manutenzione e non sport: la spazzolatura. Il sottopelo è fitto e cade tutto l’anno, con due mute in cui si stacca a ciuffi. Due volte a settimana tutto l’anno, ogni giorno nei periodi di muta, e la casa ringrazia.

