Carattere e descrizione del Volpino Italiano
Aspetto, i colori del manto e temperamento: il ritratto completo della razza
Il Volpino Italiano è una delle razze più antiche che abbiamo, ed è anche una di quelle che quasi nessuno riconosce quando la incontra: in Italia la parola volpino, ormai, indica quasi sempre un altro cane.
In questa pagina trovate com’è fatto, i colori del manto compreso il nero appena ammesso, il carattere vero, quello che si sa della salute e a chi è adatto.
Sommario
Il Volpino Italiano in breve
Piccolo spitz italiano quadrato e compatto, 27-30 cm nei maschi e 25-28 nelle femmine, per quattro o cinque chili. Ha il pelo lunghissimo e staccato dal corpo, con un collare abbondante sul collo e la coda arrotolata sul dorso. I colori uniti ammessi sono bianco, rosso e, dal 2023, anche nero. Lo standard lo descrive molto attaccato al suo ambiente e alla sua famiglia, con temperamento esuberante, vivace, allegro e giocherellone.
Com’è fatto un Volpino Italiano

Lo standard lo definisce cane di piccola taglia di tipo spitz, compatto, armonioso, con mantello dal pelo ritto e lungo. È un cane quadrato: la lunghezza del corpo, misurata dalla punta della spalla a quella della natica, è uguale all’altezza al garrese.
Le misure sono 27-30 cm nei maschi e 25-28 nelle femmine. Il peso lo standard non lo dà, e se la cava con una formula elegante: in proporzione all’altezza al garrese. Nella pratica sono quattro o cinque chili.
Questo è uno standard scritto all’italiana, cioè con i numeri ovunque. La testa è lunga quasi quattro decimi dell’altezza al garrese, il muso è quattro decimi della lunghezza della testa, le orecchie misurano circa metà della testa, e per gli arti si arriva a specificare l’angolo scapolo-omerale a 125 gradi. Chi lo ha scritto aveva il goniometro.
La testa è a piramide e il muso è appuntito ma, dice lo standard, non esageratamente. Le orecchie sono triangolari, erette e rigide, attaccate alte e vicine fra loro: un orecchio completamente pendente è una squalifica.
La coda è portata sempre arrotolata sul dorso, il più vicino possibile al collo. E qui c’è una squalifica da conoscere: l’assenza della coda o una coda molto corta mandano fuori il cane, che sia una cosa congenita o acquisita.
Sul movimento lo standard dice una cosa curiosa e molto pratica: il trotto deve essere normale e non saltellante, e il galoppo caratteristico è quello di un fondista, non di un velocista.
Il pelo del Volpino Italiano

Il pelo è la razza. Lo standard lo descrive denso, molto lungo, eccezionalmente dritto e staccato, di tessitura ruvida, con i peli di copertura dritti e rigidi.
E poi aggiunge la regola che separa un buon Volpino da uno mediocre: il pelo non deve mai cadere appiattito, ma restare ritto anche quando ce n’è poco. Un mantello che si affloscia sul corpo è un difetto, e si vede subito.
L’immagine che usa la FCI è bellissima: il corpo dà l’impressione di essere avvolto in un manicotto, soprattutto sul collo, dove il pelo forma un collare abbondante.
Attenzione però alla precisazione che segue, perché è un difetto in cui si cade facilmente: il collare non deve essere come una criniera. Il pelo del collo deve girare tutto intorno, non ricadere sulle spalle come su un leone.
Sul cranio il pelo è semilungo e nasconde la base delle orecchie; sulle orecchie è finissimo e liscio; sul muso è corto; dietro forma le culottes. L’assenza di sottopelo è un difetto grave.
In pratica: niente tosatura, mai, ma la spazzola sì e spesso. Un pelo lungo, dritto e denso come questo si infeltrisce dietro le orecchie, sotto le ascelle e nelle culottes, e nelle due mute stagionali la casa se ne accorge.
I colori del Volpino Italiano, e la novità del 2023
Qui c’è una notizia, ed è recente. Fino a pochi anni fa il Volpino Italiano era, nella testa di tutti e quasi sempre anche nei fatti, un cane bianco. Poi è tornato il rosso, e nel 2023 è entrato nello standard anche il nero.
Il testo oggi in vigore, quello dell’8 settembre 2023, dice: colore unito bianco, rosso o nero. Qualsiasi altro colore è tollerato o accettato. Il bianco deve essere bianco latte, il rosso un rosso cervo intenso. Nel rosso sono ammesse una maschera e una leggera sfumatura scura su collare e spalle.
La cosa bella è che questa storia si può leggere nei numeri. I registri dell’ENCI classificano i cuccioli iscritti per colore, e il quadro è netto: il bianco domina ma è in calo, il rosso è passato da sei cuccioli nel 2017 a sessantacinque nel 2021, e il nero è a zero per otto anni di fila e compare per la prima volta proprio nel 2023, l’anno del nuovo standard.
Il carattere del Volpino Italiano

Lo standard lo descrive in una riga sola, e l’aggettivo centrale non lascia dubbi: molto attaccato al suo ambiente e alla sua famiglia, con temperamento esuberante, vivace, allegro e giocherellone.
Esuberante è la parola che decide se questa razza fa per te. Dentro quattro chili c’è una quantità di energia e di opinioni che sorprende chiunque si aspetti un cane da borsetta. Non è un peluche, è uno spitz.
Molto attaccato al suo ambiente significa due cose insieme. La prima è affettuosa: è un cane di casa che ti segue ovunque e che sta male se lo si esclude. La seconda è pratica: è un cane territoriale, e lo standard lo mette in chiaro fin dalla riga dell’utilizzazione, dove cane da guardia viene prima di cane da compagnia.
Il mestiere storico spiega tutto. Nel Settecento questo cane viaggiava sui carri dei carrettieri di Toscana e Lazio, ed era lì per annunciare rumorosamente gli sconosciuti incontrati per strada. Lo fa ancora, e la parola importante è rumorosamente.
Con la famiglia è allegro, giocherellone e molto presente. Con i bambini funziona se sono grandi abbastanza da rispettare un cane piccolo. Con gli estranei è vigile: non aggressivo, ma non entusiasta.
Ed è sveglio. È un cane che impara in fretta le cose che gli insegnate e ancora più in fretta quelle che gli conviene imparare da solo.
Quanto vive un Volpino Italiano e di cosa si ammala
Le fonti italiane danno 13-16 anni, che per un cane di quattro chili senza esagerazioni di costruzione è del tutto credibile. Studi epidemiologici dedicati non ce ne sono.
La cosa da chiedere a un allevatore, invece, è una e ha un nome preciso: la lussazione primaria del cristallino, in sigla PLL.
È una malattia degli occhi ereditaria in cui le fibre che tengono in posizione il cristallino cedono, e il cristallino si sposta. È dolorosa, può causare glaucoma e nei casi peggiori porta alla perdita dell’occhio. Si conosce bene perché colpisce diversi terrier, e nel Volpino Italiano è segnalata.
La buona notizia è che esiste il test del DNA, che si può fare anche su un semplice campione di saliva, costa poche decine di euro ed è definitivo. Essendo una malattia recessiva vale la regola di sempre: basta che uno dei due genitori sia geneticamente libero perché nessun cucciolo si ammali.
L’altro capitolo è ortopedico ed è quello di tutti i cani piccoli: la lussazione della rotula. Si controlla con una visita ortopedica dei riproduttori.
Le altre segnalazioni riguardano ancora gli occhi, in particolare la cataratta. È il motivo per cui, su questa razza, una visita oculistica dei riproduttori è una richiesta sensata.
Per il resto è un cane rustico e longevo: muso normale e non schiacciato, pelle tesa, costruzione quadrata senza eccessi. Il rischio più concreto, banalmente, è il sovrappeso: su un cane di quattro chili sotto tutto quel pelo, mezzo chilo di troppo non si vede e si sente.
A chi è adatto il Volpino Italiano

È un cane piccolo con una testa che piccola non è, e questo lo rende adatto a molta gente e inadatto ad altrettanta. Le due cose da valutare sono la voce e il pelo.
Sta bene in appartamento, e lo dice la storia stessa della razza: è un cane di casa da secoli. Quattro chili, nessuna esigenza di spazio, e un’ora al giorno di uscite lo soddisfa.
Sta bene con le famiglie e con chi vuole un cane presente, allegro e coinvolto in tutto quello che succede.
Sta bene con chi cerca un cane vigile e non si spaventa all’idea di un cane che avvisa. In una casa isolata è una qualità.
Non è adatto a chi vive in un condominio con le pareti sottili e non ha intenzione di lavorare seriamente sull’abbaio. È la ragione numero uno per cui questa razza qualche volta non funziona.
Non è adatto a chi non vuole occuparsi del pelo. Non serve il toelettatore, ma serve la spazzola più volte a settimana e la pazienza durante le mute.
E non è adatto a chi cerca un cane calmo. Lo standard scrive esuberante, e su questa razza le parole dello standard sono sempre state scelte bene.





