Allevamento del Volpino Italiano
Milleottocento cuccioli in dieci anni, quattordici affissi e un test da chiedere
Per una volta la notizia è buona: in Italia il Volpino si trova. Nei registri dell’ENCI risultano 1.808 cuccioli in dieci anni e quattordici affissi.
In questa pagina: quanto costa, dove si cerca, il test del DNA da chiedere e cosa guardare in una cucciolata, colore compreso.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Volpino Italiano
Il prezzo di un cucciolo con pedigree sta fra 1.000 e 1.800 euro. La forbice è larga per un motivo che su questa razza è particolare: incide il colore.
Il bianco è il colore storico e resta il più diffuso: nei dieci anni considerati sono 1.447 cuccioli su 1.808. È anche il più facile da trovare.
Il rosso è tornato da poco ed è esploso: sei cuccioli iscritti nel 2017, sessantacinque nel 2021. Costa di più semplicemente perché è meno comune e molto richiesto.
Il nero è la novità assoluta: ammesso dallo standard solo dall’8 settembre 2023, nei registri dell’ENCI compare per la prima volta proprio nel 2023, con sette cuccioli, e dieci nel 2024. Chi lo cerca oggi deve mettere in conto l’attesa.
Gli affissi sono quattordici, distribuiti così: quattro in Emilia Romagna, tre in Toscana, due nelle Marche, due in Puglia, due in Calabria e uno in Lombardia.
Il mantenimento è basso: quattro chili, nessuna toelettatura professionale obbligatoria, nessuna esigenza alimentare particolare.
Il test del DNA da chiedere sempre

Su questa razza la domanda sanitaria importante è una e ha un nome preciso, ed è una domanda a cui un allevatore serio risponde con un documento.
Si chiama lussazione primaria del cristallino, in sigla PLL. È una malattia oculare ereditaria in cui le fibre che tengono in posizione il cristallino cedono nel tempo: il cristallino si sposta, l’occhio si infiamma, la pressione sale e nei casi peggiori si arriva al glaucoma e alla perdita dell’occhio.
È dolorosa, e la cosa importante da sapere è che si previene del tutto. Esiste il test del DNA, si può fare anche su un semplice campione di saliva e costa poche decine di euro.
Essendo una malattia recessiva vale la regola che rende tutto semplice: basta che uno dei due genitori risulti geneticamente libero perché nessun cucciolo possa ammalarsi. Un portatore sano può essere usato in riproduzione senza problemi, se accoppiato bene.
Le altre due richieste sensate sono il controllo delle rotule, che è il problema ortopedico tipico dei cani di questa taglia, e una visita oculistica dei riproduttori, perché nella razza sono segnalate anche cataratta e altre patologie oculari.
Se un allevatore non sa cosa sia la PLL, hai già l’informazione che ti serviva.
Cosa guardare in una cucciolata
Oltre ai documenti, ci sono cose che si valutano con gli occhi, e su questa razza la prima riguarda proprio il pelo.
Il pelo: deve essere lungo, dritto e soprattutto staccato dal corpo. Lo standard è categorico, non deve mai cadere appiattito. Un mantello morbido, lanoso o che si affloscia è un difetto, e un cucciolo senza sottopelo lo è gravemente.
Il collare sul collo deve girare tutto intorno: se il pelo ricade sulle spalle come una criniera, è un difetto.
Il formato: quadrato. Un cucciolo che promette di venire rettangolare è fuori tipo, e lo standard mette il corpo rettangolare fra i difetti gravi.
Le orecchie: triangolari, erette e rigide, attaccate alte e vicine. Nei cuccioli si alzano nelle prime settimane; da adulto un orecchio completamente pendente sarebbe una squalifica.
La coda: arrotolata sul dorso. L’assenza di coda o una coda molto corta sono squalificanti, congenite o acquisite che siano.
Il colore: bianco latte, rosso cervo o nero unito. Il champagne è tollerato ma non ricercato, e lo era già nello standard del 1913. Nessun colore è migliore di un altro dal punto di vista della salute: il nero costa di più solo perché è appena arrivato.
Il carattere dei genitori: lo standard squalifica il cane aggressivo o eccessivamente timido e chiede un cane esuberante, vivace, allegro. Un cucciolo che si nasconde in fondo alla cuccia non è timido per timidezza momentanea.
E la domanda per te, che su questa razza è la più onesta di tutte: sei pronti a lavorare sull’abbaio e a spazzolarlo per i prossimi quindici anni?

