Addestramento ed educazione del Volpino Italiano
L’abbaio, la spazzola e le attività adatte a uno spitz piccolo ed esuberante
Con il Volpino il lavoro educativo si concentra quasi tutto su una cosa sola, e non è l’obbedienza: è la voce. Per il resto è un cane sveglio, allegro e disposto a collaborare, che impara in fretta se la cosa gli sembra divertente.
In questa pagina: quanto movimento serve, come si lavora sull’abbaio, cosa fare da cucciolo e quali attività gli calzano.
Sommario
Di quanto movimento ha bisogno

Un’ora al giorno, divisa in due o tre uscite, è la base. Non è un cane da grandi distanze, ma è uno spitz: la parola che lo standard usa per il carattere, esuberante, vale anche per il bisogno di muoversi.
Lo standard, parlando del galoppo, dice una cosa che sorprende in un cane di quattro chili: è un galoppo da fondista e non da velocista. Tradotto: non è veloce, ma non si stanca. Se camminate, ti segue.
Quello che conta più del chilometraggio è la varietà. Posti diversi, odori diversi, cose nuove da guardare. Un Volpino che fa sempre lo stesso giro si annoia, e un Volpino annoiato è un Volpino che parla.
Serve anche lavoro di testa, ed è la cosa che su questa razza rende di più: giochi di attivazione mentale, bocconcini nascosti, esercizi. Dieci minuti fatti bene valgono mezz’ora di passeggiata.
Il caldo va gestito: sotto quel pelo doppio e lungo, d’estate si soffre. Si esce presto e tardi, e non si tosa mai, perché tosare uno spitz rovina il mantello e non lo rinfresca.
Il capitolo abbaio, e come si affronta
È la voce che decide se la convivenza con un Volpino funziona, e va detta con chiarezza: questo cane abbaia perché è stato selezionato per farlo.
Lo standard mette il cane da guardia come prima utilizzazione, prima ancora del cane da compagnia. E il cenno storico spiega che nel Settecento il suo mestiere era, testualmente, annunciare rumorosamente qualsiasi sconosciuto incontrato per strada. Non è un difetto sopravvenuto: è il curriculum.
Questo non vuol dire che ci si debba rassegnare. Vuol dire che l’obiettivo giusto non è un cane muto, ma un cane che avvisa e poi smette.
Si lavora in tre direzioni insieme. La prima: insegnare presto un segnale di stop e premiare il silenzio invece di sgridare il rumore, perché sgridare un cane che abbaia equivale ad abbaiare con lui.
La seconda: togliere la noia. La maggior parte dell’abbaio a vuoto è un cane che non ha niente da fare, e su un cane sveglio come questo si vede subito.
La terza: gestire la finestra. Un Volpino che passa la giornata a controllare la strada da un davanzale si costruisce da solo un lavoro a tempo pieno. Spostare la postazione è spesso più efficace di mesi di esercizi.
Sul metodo: rinforzo positivo, sessioni brevi e allegre. È un cane sensibile e orgoglioso, e la durezza con lui non produce niente di buono.
Come si imposta un cucciolo
Con un cane piccolo, sveglio e vocale i primi mesi contano molto più di quanto la taglia lasci pensare.
La spazzola, da subito. È la voce che quasi nessuno mette in lista e che dura quindici anni. Un cucciolo che a tre mesi impara a stare fermo mentre lo si spazzola, da adulto si lascia fare tutto. Uno che non l’ha mai fatto diventa un problema settimanale.
L’abbaio, dal primo giorno. Premia il silenzio, non commentare il rumore.
Il mondo, presto e tanto. È un cane vigile e territoriale: un cucciolo che vede poco diventa un adulto che commenta tutto.
La solitudine, gradualmente. È molto attaccato alla famiglia e lasciato solo senza allenamento se la prende con la voce.
Le regole, poche e sempre uguali. E niente eccezioni concesse perché è piccolo: è il modo più rapido per costruire un cane maleducato in miniatura.
Le attività adatte al Volpino Italiano

È piccolo, sveglio e ha voglia di fare cose con te: la combinazione giusta per gli sport cinofili leggere, che su questa razza fanno anche da valvola di sfogo.
L’attivazione mentale è l’attività numero uno, e si fa in casa: giochi di problem solving, tappetini, scatole. Su un cane vigile e intelligente vale come mezza passeggiata.
Il nose work e la ricerca olfattiva sono perfetti: usano la testa, non chiedono spazio e funzionano anche d’inverno.
La rally obedience gli calza perché è fatta di percorsi brevi che cambiano di continuo, e perché premia i cani svegli.
L’agility in categoria small funziona bene: è agile, leggero e si diverte. Basta dosare i salti come su tutti i cani piccoli.
Quello che non fa per lui è tutto ciò che richiede lunghe attese in silenzio o esercizi ripetuti molte volte di seguito. Si annoia, e quando si annoia lo dice.

