Storia ed origine del Vastgotaspets
I vichinghi, i corgi e una domanda che lo standard dichiara senza risposta
Poche volte capita di leggere uno standard FCI che ammette apertamente di non sapere una cosa. Questo lo fa, e la cosa che non sa è nientemeno che l’origine della razza.
In questa pagina: la questione dei vichinghi e dei corgi, chi ha salvato la razza negli anni Quaranta e come è arrivata in Italia.
Sommario
La domanda che non avrà risposta

Il cenno storico si apre con una premessa e poi con una resa: il Vastgotaspets è considerato un’autentica razza svedese, anche se rimane incertezza sul rapporto con il tipo del Welsh Corgi.
E poi la frase intera, che merita di essere citata: se siano stati i vichinghi a portare cani di tipo corgi dalle isole britanniche alla Svezia oppure cani di tipo vastgotaspets dalla Svezia alla Britannia non lo sapremo mai.
Il fatto che due razze così simili esistano ai due capi delle rotte vichinghe, una in Vastergotland e una nel Galles, non può essere un caso. Quello che non si può stabilire è la direzione del viaggio.
Lo standard, dopo aver dichiarato l’incertezza, prende comunque posizione: la ricerca moderna ritiene che il Vastgotaspets sia di origine svedese. È la posizione ufficiale della cinofilia svedese, e va detta come tale.
Un dettaglio che aiuta a capire: le due razze si somigliano nel formato ma non nella famiglia. Il Vastgotaspets è classificato dalla FCI fra gli spitz nordici, con le orecchie erette e il doppio pelo, mentre i Welsh Corgi stanno nel gruppo dei cani da pastore. Sono due cani con lo stesso mestiere e due storie diverse.
Il conte, il preside e le pianure di Vara

La parte moderna della storia sta in poche righe dello standard, e ha due protagonisti con nome e cognome: il conte Bjorn von Rosen e il preside Zettersten.
All’inizio degli anni Quaranta, dice il testo, a von Rosen viene riferito che quel vecchio tipo di cane da bestiame esiste ancora. Parte allora un’indagine nella contea del Vastergotland, che in italiano si chiama Gotalandia occidentale, e da cui la razza prende il nome.
Il risultato lo racconta lo standard con una frase che dice tutto: nelle pianure di Vara vengono trovati soggetti di tipo omogeneo, pochi di numero ma abbastanza perché Zettersten cominci ad allevare.
Pochi ma abbastanza è la formula che descrive metà delle razze salvate nel Novecento, ed è anche il motivo per cui la consanguineità, su queste razze, è sempre un tema.
Lo standard chiude il cenno storico con una riga che è quasi una dichiarazione di orgoglio: il tipo di razza è stato ben fissato senza perdere l’attitudine al lavoro. È il complimento più grande che si possa fare a un programma di recupero.
La versione dello standard oggi in vigore è del 29 ottobre 2013, pubblicata nel maggio del 2014.
Il Vastgotaspets in Italia
In Italia questa razza sta arrivando adesso, e i numeri lo dicono con precisione: nei registri dell’ENCI risultano 22 cuccioli in tre anni, e prima del 2022 non risulta niente.
L’andamento è quello di una razza che parte: quattro cuccioli nel 2022, uno solo nel 2023 e poi diciassette nel 2024. Il balzo dell’ultimo anno è la notizia vera.
Gli affissi registrati sono tre: due in provincia di Vicenza e uno a Roma. Tutti e tre allevano anche altre razze, che su una razza appena arrivata è la norma.
Vuol dire che, per una volta, chi cerca un cucciolo di una razza rara in Italia una possibilità concreta ce l’ha. Ne parliamo nella pagina sull’allevamento.

