Carattere e descrizione del Tornjak
Aspetto, il mantello pezzato e il temperamento: il ritratto completo della razza
Il Tornjak è il cane da guardiania delle montagne di Bosnia Erzegovina e Croazia, e il suo standard contiene una frase che da sola vale la lettura: questo cane non si lascia corrompere.
In questa pagina trovate com’è fatto, quanto è grande, il mantello e la regola sul colore che manda fuori razza metà dei cani che sembrano un Tornjak, il carattere, la salute e a chi è adatto.
Sommario
Il Tornjak in breve
Cane da guardiania grande e potente ma agile, 65-70 cm nei maschi e 60-65 nelle femmine, con il corpo quasi quadrato, il pelo lungo con la criniera sul collo e la coda a pennacchio portata sopra il dorso in movimento. Il manto è sempre pezzato, di solito su fondo bianco: un cane di colore unito viene squalificato. Lo standard lo descrive equilibrato, amichevole, coraggioso, obbediente, intelligente, pieno di dignità, e aggiunge che non si lascia corrompere.
Com’è fatto un Tornjak

Lo standard lo apre con una parola che sui cani da guardiania non si legge quasi mai: il Tornjak è un cane grande e potente, ben proporzionato e agile. L’ossatura, precisa subito dopo, non è leggera, ma nemmeno pesante o grossolana.
Le misure sono 65-70 cm nei maschi e 60-65 nelle femmine, con due centimetri di tolleranza. Il peso lo standard non lo dà affatto: nella pratica si va dai trentacinque ai cinquanta chili.
Il formato è quasi quadrato, e lo standard mette un numero: la lunghezza del corpo non deve superare l’altezza di più dell’8%. È la proporzione di un cane che deve coprire terreno, non di un molossoide statico.
La testa è allungata e cranio e muso hanno la stessa lunghezza, un rapporto di 1 a 1. Le linee superiori di cranio e muso sono divergenti, che è un tratto da cane da pastore e non da molosso.
La coda merita un paragrafo suo, perché lo standard la indica esplicitamente come caratteristica della razza: è lunga, molto mobile, pende a riposo e in movimento è sempre portata sopra il livello del dorso. Se invece si appoggia sul dorso è un difetto, e una coda piegata o assente è una squalifica.
Sul movimento lo standard usa quattro parole: il Tornjak è un trottatore. Non è un cane da scatti, è un cane che macina.
Il mantello e i colori del Tornjak
Il pelo è lungo, fitto, ruvido e dritto, con una criniera abbondante sul collo, le culottes sulle cosce, le frange sugli avambracci e una coda coperta di pelo lunghissimo. D’inverno sotto arriva un sottopelo lungo, molto fitto e di bella tessitura lanosa.
Lo standard aggiunge una regola che dice tutto sulla densità richiesta: il pelo non deve aprirsi lungo la linea del dorso. Se si apre, vuol dire che non ce n’è abbastanza. Un cane senza sottopelo, infatti, è squalificato.
Sul colore la regola è una sola e va capita bene, perché è quella che manda fuori razza metà dei cani che a occhio sembrano un Tornjak: di regola il Tornjak è pezzato, con macchie ben delimitate di vari colori pieni, e di solito il fondo dominante è il bianco.
Esistono anche cani con il mantello nero e le macchie bianche su collo, testa e arti, e cani quasi tutti bianchi con poche macchie. Sono tutte varianti in standard.
Quello che invece non è ammesso è il colore unito: un Tornjak tutto bianco senza macchie, o tutto nero, viene squalificato. Ed è una squalifica importante da conoscere, perché nell’area balcanica esistono cani da guardiania di colore unito che vengono ogni tanto spacciati per Tornjak.
Fra i difetti, infine, c’è una cosa che sorprende chi conosce altri cani da guardiania: la maschera scura sul muso è un difetto, non un pregio.
E c’è una squalifica che nel resto del sito non si incontra quasi mai: i trattamenti cosmetici o chirurgici del cane. Chi ha scritto questo standard voleva un cane vero.
Il carattere del Tornjak

Il capitolo del temperamento è lungo, dettagliato e insolitamente caldo per un cane da guardiania: di indole equilibrata, amichevole, coraggioso, obbediente, intelligente, pieno di dignità e di sicurezza in se stesso.
Poi arriva la parte del lavoro, e cambia registro: feroce nel difendere la proprietà che gli è affidata, non si lascia corrompere ed è diffidente verso gli estranei. Quella frase, cannot be bribed, è la più bella dell’intero documento e riassume il mestiere: un guardiano che si compra con un bocconcino non è un guardiano.
E infine la parte di casa: devoto al suo padrone e molto calmo in sua presenza. Molto affettuoso verso le persone che vivono vicino a lui. Chi ha questa razza descrive esattamente questo: un cane enorme che in casa si spegne e si mette in un angolo.
Lo standard chiude con una frase che su un cane da guardiania quasi nessuno scrive: impara in fretta e conserva a lungo quello che ha imparato, esegue volentieri i compiti che gli vengono assegnati. È facile da addestrare.
Conviene prendere quella frase con la giusta misura. Facile da addestrare, per un cane da guardiania, non vuol dire che farà seduto in mezzo alla gente per un premietto: vuol dire che capisce cosa gli chiedi e che, se ti rispetta, collabora. L’indipendenza di giudizio resta, ed è il motivo per cui il mestiere lo sa fare.
Con gli estranei è diffidente per progetto. Non aggredisce: si mette in mezzo e aspetta. La persona che entra in casa va presentata, ed è una cosa che vale per tutta la vita del cane.
Quanto vive un Tornjak e di cosa si ammala
Su questa razza non esistono studi clinici di popolazione. Le fonti danno 12-14 anni, che per un cane di quaranta o cinquanta chili sarebbe un risultato notevole, e conviene dire che è un dato divulgativo e non uno studio.
Quello che si può dire con qualche fondamento è che si tratta di un cane rustico. Lo standard chiede un cane agile e ben proporzionato, con un’ossatura che non deve essere pesante, e vieta i trattamenti cosmetici: non è una razza costruita per l’esagerazione, ed è una buona notizia.
I problemi da tenere d’occhio sono quelli di tutti i cani grandi: displasia dell’anca e del gomito, che sui riproduttori si controllano con le radiografie ufficiali, e la torsione dello stomaco, che riguarda tutti i cani grandi e profondi di torace e si previene con i pasti divisi e la calma dopo mangiato.
C’è però un tema specifico di questa razza, ed è a monte di tutto: la razza attuale è il risultato di una ricostruzione. Lo standard usa proprio la parola re-creation, e spiega che si è partiti dai discendenti quasi estinti dei vecchi cani da pastore locali. Un fondo così stretto significa che la diversità genetica è una questione aperta.
Non è solo un’ipotesi: sulla razza è stato pubblicato uno studio di diversità genetica basato sui microsatelliti, il che vuol dire che il tema è sul tavolo di chi la alleva. Ed è la ragione per cui, a un allevatore, si chiede il coefficiente di consanguineità.
A chi è adatto il Tornjak

È un cane da guardiania, ed è la categoria di cani in cui la scelta sbagliata si paga di più. Ha senso essere netti su cosa gli serve.
Sta bene con chi ha qualcosa da fargli sorvegliare: una casa isolata, un terreno, degli animali. Questo cane ha bisogno di un perimetro e di un lavoro, altrimenti se lo inventa, e il perimetro che si inventa da solo di solito non coincide con il tuo.
Sta bene con chi ha spazio vero e vive fuori città. Non è un cane iperattivo, anzi: passa gran parte della giornata fermo. Ma è fermo fuori, e con un raggio d’azione che un appartamento non offre.
Sta bene con chi ha esperienza di cani da guardiania o è disposto a farsi seguire. Non è un cane aggressivo, ma prende decisioni, e le decisioni di quaranta chili con quel carattere pesano.
In famiglia funziona, e su questo lo standard è chiaro: molto affettuoso verso le persone che vivono vicino a lui. Con i bambini di casa è paziente.
Non è adatto all’appartamento, non è adatto a chi lo lascia solo tutto il giorno senza niente da fare, e non è adatto a chi riceve tante persone diverse senza voglia di gestire ogni volta la presentazione.
E non è adatto a chi lo prende perché è raro e bello. Un cane da guardiania annoiato in un giardino di città è un problema per tutti, a partire da lui.




