Allevamento del Tornjak
Due cuccioli in Italia, e cosa chiedere a un allevatore croato o bosniaco
In Italia di questa razza sono nati due cuccioli, tutti e due nel 2022, e non esiste nessun affisso. Chi la vuole va in Croazia o in Bosnia ed Erzegovina.
In questa pagina: quanto costa, dove si cerca, le due domande da fare e cosa guardare in una cucciolata.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Tornjak
In Croazia e in Bosnia Erzegovina un cucciolo con pedigree costa fra i 1.000 e i 1.800 euro. È il prezzo tipico di una razza nazionale seguita da club attivi ma con un mercato locale.
In Italia il prezzo non esiste, perché la razza non c’è: due cuccioli nel 2022 e zero affissi.
Sul viaggio c’è una differenza pratica fra i due paesi d’origine. La Croazia è nell’Unione europea, quindi bastano microchip, passaporto europeo e antirabbica in regola. La Bosnia Erzegovina è un paese terzo, e serve la trafila prevista per l’ingresso degli animali da compagnia da fuori UE: informatevi prima, non dopo.
Il mantenimento, invece, è quello di un cane grande: quaranta o cinquanta chili da nutrire, spese veterinarie proporzionate e un manto che nelle due mute stagionali chiede lavoro.
Aggiungete le radiografie di anca e gomito dei riproduttori fra le cose da chiedere: non sono un costo tuo, ma sono un costo che un allevatore serio si prende.
Le due domande da fare

Su questa razza le domande giuste non sono quelle di sempre, e vengono tutte e due dalla sua storia recente.
La prima è la consanguineità. Il Tornjak di oggi è una razza ricostruita: lo standard usa la parola re-creation e dice che si è partiti dai discendenti quasi estinti dei vecchi cani da pastore locali, con la ricerca cominciata intorno al 1972 e l’allevamento in purezza dal 1978.
Cinquant’anni sono pochi, e un fondo di partenza ristretto lascia il segno. Non è un’ipotesi da bar: sulla razza è stato pubblicato uno studio di diversità genetica sui microsatelliti, il che vuol dire che il tema è sul tavolo di chi la alleva. Chiedi il coefficiente di consanguineità della cucciolata e guarda il pedigree su più generazioni.
La seconda domanda sono le radiografie ufficiali di anca e gomito dei riproduttori. Su un cane che arriva a cinquanta chili è la cosa più concreta che possiate chiedere.
A queste si aggiunge, se l’allevatore lavora con il bestiame, una domanda che vale oro: i genitori lavorano? Un cane da guardiania cresciuto in mezzo agli animali insegna il mestiere ai cuccioli molto meglio di qualsiasi corso.
Cosa guardare in una cucciolata

Con questa razza c’è una cosa che si guarda prima di tutte le altre, e riguarda il colore.
Il manto deve essere pezzato, con macchie ben delimitate, di solito su fondo bianco. Un cucciolo di colore unito non è un Tornjak raro: è un cane che da adulto sarebbe squalificato. Sono ammessi anche i cani con mantello nero e macchie bianche e quelli quasi tutti bianchi con poche macchie, ma il colore pieno no.
La maschera scura sul muso, che su altri cani da guardiania è normale, qui è un difetto.
Il pelo: deve essere lungo e denso, con il sottopelo. Un cane senza sottopelo o con il pelo troppo corto è squalificato, e in un cucciolo si intuisce già toccandolo.
La coda: lunga e mobile. Una coda piegata o assente è una squalifica.
Il carattere dei genitori, che su un cane da guardiania di questa mole viene prima di ogni considerazione estetica. Lo standard chiede un cane equilibrato, amichevole, pieno di dignità, e squalifica quello aggressivo o eccessivamente timido. Vai a vedere la madre, resta lì una mezz’ora e guarda come ti tratta.
E la domanda per te, che qui è più concreta che altrove: hai uno spazio da fargli sorvegliare, per i prossimi dodici anni?

