Addestramento ed educazione del Tibetan Terrier
Il più sportivo dei cani tibetani: testa, spazzola e piedi
Il Tibetan Terrier è estroverso, sveglio, intelligente e sportivo, e lo standard lo definisce il più vivace delle razze tibetane. Con lui si può fare molto più che passeggiare, a patto di accettare che sia anche schivo verso gli estranei e che il pelo vada spazzolato tutti i giorni.
In questa pagina: le priorità dei primi mesi, la socializzazione, quanto movimento serve, gli sport che gli riescono meglio e la manutenzione.
Sommario
Le priorità dei primi mesi

La prima priorità è la socializzazione: lo standard dice schivo verso gli estranei, ed è un tratto corretto, ma senza esperienze da cucciolo può diventare diffidenza.
Il metodo è quello di tutti i cani riservati: far vedere il mondo senza forzare, lasciando che sia il cane ad avvicinarsi. Mai obbligarlo a farsi toccare da chi non conosce.
La seconda priorità è l’abitudine alla spazzola. Il Kennel Club indica una toelettatura quotidiana: un cucciolo che impara a starsene tranquillo per dieci minuti al giorno vi risparmierà dodici anni di lotte.
La terza sono i piedi, e in questa razza è una priorità vera: sono larghi, con le dita non arcuate e con il pelo fra i cuscinetti. Vanno toccati, guardati e puliti da subito.
La quarta è il richiamo: è un cane da pastore, quindi collaborativo, ma è anche sveglio e curioso.
Sul metodo: rinforzo positivo e sessioni brevi e divertenti. È intelligente e sportivo: impara qualsiasi cosa se la trova interessante, e si annoia con le ripetizioni.
Quanto movimento serve e gli sport che gli riescono

Il Kennel Club indica fino a un’ora al giorno, ma con questa razza il numero racconta metà della storia: è il più sportivo dei cani tibetani, e la testa chiede più delle gambe.
L’agility gli riesce benissimo: è agile, veloce e collaborativo, e la struttura quadrata e robusta lo aiuta. Anche gli hoopers, la versione senza salti, sono una buona scelta, soprattutto per i cani più maturi.
Il rally obedience e la dog dance sfruttano la sua voglia di lavorare con te, e il nose work è perfetto per le giornate in cui non si esce.
Anche il dog trekking gli calza: con quei piedi e quel mantello, una camminata in montagna d’inverno è casa sua.
Due limiti da rispettare. Il caldo: con un doppio mantello del genere, d’estate si esce presto e tardi. E i salti nei cani giovani: l’agility vera si comincia dopo l’anno.
Un consiglio pratico: questo è un cane che si annoia. Venti minuti di lavoro di testa al giorno, anche in casa, cambiano completamente il comportamento serale.
La spazzola quotidiana e i piedi

Il Kennel Club indica una toelettatura quotidiana. Con un mantello doppio, lungo e con un sottopelo fine e lanoso, è un dato realistico e non una precauzione.
Il sottopelo lanoso si infeltrisce sotto il pelo di copertura, dove non si vede: per questo la spazzola deve arrivare fino alla pelle, lavorando a strati, e non passare in superficie.
I punti critici sono i soliti: dietro le orecchie, sotto le ascelle, all’inguine e sui pantaloni posteriori.
Molti proprietari scelgono di tenere il cane accorciato dal toelettatore, ed è una scelta legittima che semplifica la vita: si perde l’aspetto da esposizione, si guadagnano dieci minuti al giorno.
Sul pelo della testa lo standard dà una regola che vale come istruzione per il toelettatore: cade in avanti ma non sopra gli occhi e non deve alterare la facoltà del cane di vedere.
E poi i piedi, che in questa razza vanno guardati sempre: fra le dita larghe e il pelo dei cuscinetti si infila di tutto. D’inverno, se camminate sulla neve, quel pelo va accorciato o si formano palle di ghiaccio.
Ultima cosa: non si tosa a zero. Il doppio mantello isola dal freddo e dal caldo, e raso non torna più come prima.
Gli errori tipici con un Tibetan Terrier
Sottovalutare la spazzola. Il Kennel Club dice ogni giorno, e non è un consiglio generico.
Spazzolare solo in superficie. Il sottopelo lanoso si infeltrisce sotto.
Non guardare i piedi. Larghi, pelosi e pieni di sorprese.
Forzarlo con gli estranei. È schivo per standard: si rispetta.
Dargli solo passeggiate. È il più sportivo dei cani tibetani: senza testa si annoia.
Farlo saltare da giovane. L’agility vera si comincia dopo l’anno.
Comprare senza chiedere i test. Per questa razza ce ne sono sei, tutti con il DNA.

