Storia ed origine del Terrier Nero Russo

Il cane costruito nel canile militare della Stella Rossa

Questa razza non è nata: è stata progettata. Il committente era lo Stato sovietico, il laboratorio era un canile militare alle porte di Mosca, e il capitolato d’appalto è riassunto nel cenno storico dello standard FCI.

In questa pagina: chi l’ha fatta e perché, quali razze ci sono dentro, le date del riconoscimento e dove si trova oggi.

Sommario

Il canile Stella Rossa e l’incarico del 1949

Terrier Nero Russo con il pelo della testa sollevato dal vento, di profilo

Nel 1949 il canile statale Stella Rossa, che faceva parte della scuola centrale di allevamento e addestramento dei cani da servizio militare alle porte di Mosca, riceve un incarico dall’alto: creare una razza nazionale di cani da guardia capaci di lavorare in tutti i climi dell’Unione Sovietica.

L’obiettivo, dice lo standard, era lo sviluppo di un cane da lavoro grande, coraggioso, forte e gestibile, con un istinto di guardia pronunciato; un cane utile per molti servizi e capace di adattarsi a condizioni climatiche diverse.

Il contesto è quello che è. L’Unione Sovietica del dopoguerra aveva bisogno di cani da servizio in grande numero e in un territorio enorme, e le razze occidentali disponibili erano poche e difficili da procurare. La soluzione fu costruirne una in casa.

Il lavoro fu fatto con il metodo che ci si aspetta da un’istituzione militare: incroci programmati, registri, selezione durissima sul carattere e sulla resistenza. Non era un progetto di appassionati, era un programma.

Quali razze ci sono dentro

Muso di un Terrier Nero Russo visto di lato, con la barba lunga e il tartufo grande e nero

Lo standard FCI ne nomina quattro, e lo fa con una formula prudente: incrociando selettivamente razze come il Rottweiler, lo Schnauzer Gigante, l’Airedale Terrier e il cane di Terranova. Quel come lascia intendere che non fossero solo quelle, ed è vero.

Su una cosa però lo standard è netto: lo Schnauzer Gigante è considerato l’antenato principale della razza. Guardando la testa, la barba e il pelo, si capisce perché. Le fonti russe indicano come capostipite uno Schnauzer Gigante di nome Roy.

Dal Rottweiler vengono la massa, l’ossatura e una parte del carattere da guardia. Dall’Airedale Terrier il temperamento vivo e il tipo di pelo. Dal Terranova la mole, la resistenza al freddo e la calma.

Nell’elenco delle fonti compare anche il Moscow Water Dog, una razza sovietica oggi estinta, che a sua volta era un incrocio di Terranova, Pastore del Caucaso e Pastore dell’Est europeo. È il ramo che spiega parecchie cose.

Ed è anche il motivo di quella squalifica che nello standard sorprende sempre: la deviazione verso le razze fondatrici. Con un patrimonio genetico così composito, il rischio di tornare indietro è concreto, e la razza si è messa da sola il paletto.

Dal canile militare alle case

Il passaggio dalla proprietà dello Stato agli allevatori privati è la parte della storia che ha reso possibile tutto il resto.

Nel 1955 il gruppo dei Terrier neri viene presentato all’Esposizione agricola statale di Mosca, e il canile Stella Rossa riceve la medaglia d’oro per il lavoro fatto. È la prima volta che il pubblico li vede.

Nel 1957 arriva la svolta: la Stella Rossa comincia a vendere i cani agli allevatori civili. Da quel momento la selezione esce dal recinto militare e passa nelle mani dei club, che è poi il motivo per cui oggi questa razza esiste ancora.

Nel 1981 lo standard viene approvato e la razza riconosciuta ufficialmente in Unione Sovietica. Nel 1984 arriva il riconoscimento della FCI: da quel momento il Terrier Nero Russo è una razza internazionale a tutti gli effetti.

La versione dello standard oggi in vigore è del 2010, ed è quella che assegna la razza al gruppo 2, sezione dei Pinscher e Schnauzer, con prova di lavoro facoltativa. Nonostante il nome, con i terrier non ha niente a che vedere.

QuandoCosa succede
1949Il canile militare Stella Rossa, alle porte di Mosca, riceve il compito di creare un cane da guardia sovietico
Anni CinquantaSi incrociano Schnauzer Gigante, Rottweiler, Airedale Terrier, Terranova e altre razze
1955Il gruppo dei Terrier neri viene esposto alla Esposizione agricola statale e vince la medaglia oro
1957La Stella Rossa comincia a vendere i cani agli allevatori civili
1981Lo standard viene approvato e la razza riconosciuta ufficialmente in Unione Sovietica
1984Arriva il riconoscimento della FCI
2010L’ultima versione dello standard, quella oggi in vigore

Il Terrier Nero Russo in Italia

Terrier Nero Russo nero sdraiato su un prato fiorito mentre guarda verso la camera

In Italia questa razza c’è, e non è nemmeno rarissima: nei registri dell’ENCI risultano 460 cuccioli in dieci anni, con una media intorno ai quarantasei all’anno.

L’andamento è abbastanza stabile: si va dai 75 del 2016 ai 28 del 2021, con il 2024 a 59. C’è un anno anomalo, il 2023, con appena sei cuccioli registrati, ma sta fra un 58 e un 59 ed è più probabile che sia un buco nelle registrazioni che un crollo vero.

Gli affissi registrati sono tre, tutti al nord: in provincia di Brescia, di Modena e di Cuneo. Quest’ultimo alleva anche un’altra razza.

È abbastanza per trovare un cucciolo senza andare all’estero, e abbastanza poco perché valga la pena di scegliere bene. Nella pagina sull’allevamento trovate cosa chiedere.

Dove si trova un cucciolo

Gli allevamenti sono tre e stanno tutti al nord. Nella pagina dedicata trovate i prezzi, i due test genetici da chiedere sempre e cosa guardare in una cucciolata.