Allevamento del Terrier Nero Russo

Quanto costa un cucciolo, e i due test genetici da chiedere sempre

In Italia questa razza si trova: 460 cuccioli in dieci anni e tre affissi registrati, tutti al nord. Non devi andare all’estero.

In questa pagina: quanto costa, i due test del DNA che vengono prima di tutto e cosa guardare in una cucciolata.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Terrier Nero Russo

Un cucciolo iscritto al libro genealogico costa da 1.500 a 2.200 euro. È la forbice normale per un cane di taglia grande di una razza da lavoro seguita da pochi allevatori.

I numeri italiani sono buoni: 460 cuccioli in dieci anni, con una media di quarantasei all’anno. Il picco è stato il 2016 con 75, il 2024 si è chiuso a 59. C’è un anno anomalo, il 2023 con sei cuccioli, che sta però in mezzo a un 58 e un 59: più probabilmente un buco nelle registrazioni che un crollo.

Gli affissi sono tre: in provincia di Brescia, di Modena e di Cuneo, e quest’ultimo alleva anche un’altra razza. Sono pochi, ma bastano.

Quello che pesa, su questa razza, non è il prezzo del cucciolo: è il costo di gestione. Sessanta chili da nutrire, una toelettatura ogni otto o dieci settimane, e le spese veterinarie di un cane grande. Chi fa i conti solo sul cucciolo si trova impreparato.

E poi ci sono i test genetici, che costano poche decine di euro e valgono più di qualunque garanzia scritta.

VoceQuanto
Cucciolo con pedigreeFra i 1.500 e i 2.200 euro in Italia
Cuccioli nati in Italia460 in dieci anni: una media di 46 all’anno
Affissi italianiTre: Brescia, Modena e Cuneo
Test JLPP e iperuricosuriaPoche decine di euro ciascuno, e vanno chiesti tutti e due
ToelettaturaOgni 8-10 settimane, e su un cane di 55 kg non è una spesa piccola
Mantenimento mensileAlto: cibo per 50-60 kg, toelettatura, e tutto quello che costa un cane grande

I due test del DNA che vengono prima di tutto

Terrier Nero Russo appena toelettato in stand su un prato, con le frange lasciate lunghe sugli arti

Su questa razza ci sono due malattie genetiche precise, tutte e due recessive e tutte e due evitabili al cento per cento. Sono le prime due domande da fare, prima del prezzo e prima dei titoli dei genitori.

La prima è la JLPP, cioè la paralisi laringea giovanile con polineuropatia. È causata da una mutazione del gene RAB3GAP1 e la razza la condivide con il Rottweiler, una delle sue fondatrici.

I primi segni arrivano intorno ai tre mesi: il cucciolo respira male e rumoroso perché la laringe non si apre più, poi arrivano debolezza degli arti e problemi di coordinazione. La progressione è rapida e nella maggior parte dei casi i cani colpiti vengono soppressi entro i sei mesi. È il motivo per cui questo test non si salta.

La seconda è l’iperuricosuria, HUU: una mutazione del gene SLC2A9 che fa eliminare troppo acido urico e porta alla formazione di calcoli in vescica. Il Terrier Nero Russo è fra le tre razze più colpite, con il Dalmata e il Bulldog inglese. Non è mortale, ma vuol dire coliche, chirurgia e dieta a vita.

Per tutte e due vale la stessa regola, ed è una buona notizia: essendo malattie recessive, basta che uno dei due genitori sia geneticamente libero perché nessun cucciolo possa ammalarsi. Un portatore sano può tranquillamente riprodursi, se accoppiato bene.

La terza domanda sono le radiografie ufficiali di anca e gomito dei riproduttori. Su un cane che arriva a sessanta chili non è un dettaglio.

Cosa chiedere e cosa guardare in una cucciolata

Terrier Nero Russo nero presentato al guinzaglio su un prato durante una esposizione

Oltre ai test, ci sono cose che si valutano con gli occhi e una che si valuta stando lì mezz’ora in silenzio.

La cosa più importante è il carattere dei genitori. Lo standard mette fra i difetti gravi il comportamento timido o troppo eccitabile, e fra le squalifiche il cane aggressivo o eccessivamente timido. Su una razza da guardia di sessanta chili, un genitore che si agita o che ringhia senza motivo è un segnale che vale più di qualunque pedigree.

Chiedi di vedere la madre e di stare in casa o in giardino con lei per un po’. Un buon Terrier Nero Russo vi controlla, decide che va bene e si sdraia. Quella sequenza è esattamente quello che lo standard descrive.

Sul colore: nero. I peli grigi sparsi sono ammessi fino a un terzo del corpo, ma le chiazze grigie nette e qualsiasi macchia bianca sono squalificanti. In un cucciolo un ciuffo bianco sul petto va guardato con attenzione.

Sul tipo: lo standard squalifica la deviazione verso le razze fondatrici. Un cucciolo che nella testa o nel pelo somiglia troppo a un Rottweiler o a un Terranova non è un buon cucciolo di questa razza.

Sul pelo: deve essere doppio, ruvido e leggermente ondulato. Un pelo liscio, setoso o senza sottopelo è un difetto grave, e in un cucciolo si vede già.

Chiedi infine se in allevamento si fa lavoro. La prova di lavoro sul Terrier Nero Russo è facoltativa, ma un allevatore che porta i suoi cani a lavorare li conosce in un modo in cui chi fa solo esposizioni non li conosce.

E la domanda per te: hai spazio, tempo e voglia di gestire sessanta chili di cane da guardia per i prossimi undici anni?