Carattere e descrizione del Terrier Brasileiro
Aspetto, i quattro colori del manto e temperamento: il ritratto completo della razza
Il Terrier Brasileiro è un terrier europeo che ha passato un secolo in Brasile e ne è uscito diverso: più lungo di gamba, più asciutto, più veloce. In patria lo chiamano ancora Fox Paulistinha, ed è un cane di casa comunissimo.
In questa pagina trovate com’è fatto, quanto è grande, i quattro colori, il carattere vero, la malattia genetica che su questa razza conta più di tutte e a chi è adatto.
Sommario
Il Terrier Brasileiro in breve
Terrier brasiliano di taglia media, quadrato e asciutto, con la testa triangolare, le orecchie semierette con la punta ripiegata e il pelo corto e aderente. Misura 35-40 cm i maschi e 33-38 le femmine, per circa 10 chili. Il fondo è sempre bianco, con macchie nere, blu, marroni o isabella e le focature obbligatorie sopra gli occhi e sul muso. Lo standard lo descrive irrequieto, attento, attivo e sveglio, amichevole con gli amici e diffidente con gli estranei.
Com’è fatto un Terrier Brasileiro

Lo standard lo riassume così: cane di taglia media, snello, ben bilanciato, con struttura salda ma non molto pesante, corpo di forma quadrata con linee curve. È un terrier alleggerito, senza niente di tozzo.
Le misure sono 35-40 cm nei maschi e 33-38 nelle femmine, per circa dieci chili. Il corpo è quadrato: la lunghezza, misurata dalla spalla alla punta dell’ileo, è più o meno uguale all’altezza al garrese.
La linea dorsale ha una particolarità da conoscere: sale leggermente dal garrese alla groppa. Il difetto grave, l’unico che lo standard elenca come tale, è esattamente il contrario, cioè una linea che scende.
Le orecchie sono il tratto che identifica la razza: triangolari, appuntite e portate semierette, con la punta ripiegata che cade puntando verso l’angolo esterno dell’occhio. Un orecchio completamente eretto è un difetto squalificante, e nelle cucciolate capita.
La coda merita una riga a parte: lo standard dice naturalmente corta oppure lunga. Non è una svista, e non è un rimando al taglio: in questa razza esistono soggetti che nascono con la coda corta, e sono in standard esattamente come gli altri.
Il movimento, dice la FCI, è elegante, libero, con passo corto e rapido. Chi lo ha visto muoversi in giardino sa che rapido è la parola giusta.
C’è poi una cosa che rende questo standard divertente da leggere: è pieno di uguaglianze geometriche. Non si limita a descrivere la testa, la misura.
I quattro colori del Terrier Brasileiro

Su questa razza il colore non è un dettaglio estetico, è parte dell’identità. Il fondo deve essere bianco predominante, e sopra ci vanno le macchie in una delle quattro varietà ammesse.
Le quattro sono nero, blu (cioè un grigio ardesia), marrone e isabella, quest’ultima entrata nello standard solo con l’aggiornamento del 2022.
Ma la parte che conta è un’altra, e sono le focature. Lo standard scrive che devono essere sempre presenti: sopra gli occhi, sui due lati del muso, dentro e sul bordo delle orecchie. Un Terrier Brasileiro senza quelle non è un Terrier Brasileiro: è un cane bianco e nero.
Anche la testa ha una regola: deve sempre avere macchie colorate in regione frontale e sulle orecchie. La lista bianca è ammessa e ci sta bene, purché il colore non sparisca.
Il pelo è corto, liscio, fine ma non morbido e aderente alla pelle, e qui lo standard aggiunge una richiesta che si capisce solo toccandolo: attraverso il pelo non si deve vedere la pelle. Un manto rado che lascia intravedere la cute è un difetto.
La manutenzione, di conseguenza, è nulla: una passata con il guanto di gomma una volta a settimana e sei a posto.
Il carattere del Terrier Brasileiro

Lo standard apre la descrizione del carattere con una parola sola, e quella parola è irrequieto. Poi aggiunge attento, attivo e sveglio; amichevole e gentile con gli amici, diffidente con gli estranei.
Cominciamo dall’irrequietezza, perché è la cosa che decide se questa razza fa per te. È un cane che sta poco fermo, che si accende in un attimo e che ha bisogno di scaricare. Non è nervoso: è acceso, che è diverso, ma il risultato in un appartamento senza uscite è lo stesso.
Sveglio è vero e va preso alla lettera. Impara in fretta, capisce le sequenze e trova le scorciatoie: se una volta abbaiando ha ottenuto qualcosa, quella strada se la ricorda.
Con la famiglia è affettuoso in modo quasi esagerato. Vuole stare addosso, seguirvi da una stanza all’altra e dormire dove dormite voi. Con gli estranei è diffidente, e lo standard lo mette perfino fra le utilizzazioni: cane da guardia. Non aggredisce, avvisa. Ma avvisa parecchio.
Il fondo da caccia è intatto. È nato per la piccola selvaggina e per tenere puliti i magazzini dai ratti, e quel programma non si spegne: gatti, conigli e roditori sono un capitolo da gestire, e un giardino con le siepi è un cantiere aperto.
Con i bambini funziona bene, perché è giocherellone e non si stanca mai. Con gli altri cani dipende dalla socializzazione: è un terrier, e i terrier non arrivano socievoli di serie.
Quanto vive un Terrier Brasileiro e di cosa si ammala
Le fonti brasiliane parlano di 13-16 anni, e per un cane di dieci chili è una forbice credibile. Ma su questa razza c’è una cosa che viene prima della longevità, ed è documentata da uno studio serio.
Si chiama mucopolisaccaridosi di tipo VII, in sigla MPS VII. È una malattia da accumulo: manca l’enzima che smonta certi zuccheri complessi, questi si depositano nelle cellule e le danneggiano in modo permanente.
Nel 2012, su PLOS ONE, un gruppo di ricercatori ha trovato la causa: una mutazione del gene GUSB, quello della beta-glucuronidasi, che cambia un singolo mattoncino della proteina. La ricerca è partita da cuccioli di Terrier Brasileiro con gravi deformità scheletriche già nel primo mese di vita, ha usato uno studio di associazione su tutto il genoma e ha confermato la mutazione su una popolazione di 202 cani.
La trasmissione è autosomica recessiva: si ammalano solo i cuccioli che ricevono la mutazione da tutti e due i genitori. Un portatore sano non ha nessun problema.
E qui arriva il numero che va conosciuto prima di comprare un cucciolo. Su 175 Terrier Brasileiro sani testati in Finlandia, i portatori sono risultati il 28,3%. Più di uno su quattro. Non è un rischio teorico, è una frequenza alta.
La buona notizia è che il test del DNA esiste, costa poco ed è definitivo. Basta che uno dei due genitori sia geneticamente libero perché nessun cucciolo possa ammalarsi. È una malattia che, con i test, si evita al cento per cento.
Il resto è la lista normale di un cane piccolo e attivo: lussazione della rotula prima di tutto, e qualche caso di diabete segnalato dalle fonti brasiliane. Niente di paragonabile, per importanza, al primo capitolo.
A chi è adatto il Terrier Brasileiro

È un cane facile da amare e non facile da gestire, e conviene separare le due cose prima di sceglierlo.
Sta bene con chi ha tempo e movimento da offrire. Non è un cane da mezz’ora di giro isolato: due uscite lunghe al giorno più qualcosa da fare con la testa è il minimo sindacale.
Va benissimo con le famiglie attive e con i bambini, perché è instancabile e gioca finché c’è qualcuno che gioca.
In appartamento ci sta, ma solo se le uscite ci sono. Dieci chili di cane annoiato in un bilocale sono dieci chili di problemi.
Con un giardino è un cane felice, a patto di accettare che scavi e che abbai a chi passa. La recinzione va pensata: salta e si infila.
Non è adatto a chi ha gatti o piccoli animali in casa senza volerci lavorare seriamente sopra, a chi cerca un cane silenzioso, e a chi passa dodici ore fuori casa.
E non è adatto a chi lo prende perché è raro. In Brasile è uno dei cani più comuni che ci siano: la rarità è solo un fatto geografico, non una qualità del cane.




