Addestramento ed educazione del Terranova
Socializzazione, comandi e movimento: come si cresce un cucciolo che diventerà un gigante
L’educazione del Terranova ha una regola che le altre razze non hanno: hai circa un anno di tempo. Quello che insegni al cucciolo mentre pesa dieci chili te lo ritrovi in un cane da sessanta, e a quel punto correggere costa dieci volte di più. La buona notizia è che è un cane docile, che impara volentieri e che non ha nessuna intenzione di mettersi contro di te. In questa pagina trovi cosa insegnargli, in che ordine, quanto movimento gli serve e quali errori con questa razza si pagano cari.
Sommario
Come si educa un cucciolo di Terranova

Il cucciolo di Terranova arriva a casa che è un peluche e reagisce come un peluche: si lascia fare tutto. È esattamente la trappola. Le abitudini che passano perché sono simpatiche a dieci chili, come salire sul divano, appoggiarsi addosso alla gente o mettere le zampe sul tavolo, a sessanta chili non sono più simpatiche e toglierle è un lavoro.
Le prime settimane servono per tre cose. La prima è la gestione del corpo: abituarlo a farsi toccare orecchie, zampe, bocca, coda e pelo, ogni giorno, con calma. Un Terranova adulto che non si lascia spazzolare o tagliare le unghie è un problema serio, e questa è la finestra per evitarlo. La seconda è la solitudine graduale: cinque minuti, poi dieci, poi mezz’ora, perché questa razza soffre a stare sola e va preparata per tempo. La terza è la pulizia, con le uscite a orari regolari.
Sul metodo non c’è discussione: rinforzo positivo. Il Terranova lavora per il cibo, per la voce e per il contatto, e ti dà quello che chiedi se capisce cosa vuoi. Sessioni corte, tre o quattro minuti, ripetute più volte al giorno, valgono più di mezz’ora di lezione.
La socializzazione nei primi mesi
La socializzazione in un cane gigante non è un extra, è la parte che decide com’è la vita dopo. Un Terranova adulto insicuro non si gestisce come un cane piccolo insicuro: quando si spaventa, si spaventano sessanta chili, e per strada questo diventa un problema di tutti.
Il periodo che conta va dalle prime settimane ai quattro o cinque mesi, ed è una finestra che non torna. In quel tempo il cucciolo deve incontrare persone diverse per aspetto, età e voce, altri cani equilibrati di taglie diverse, superfici che scivolano, ascensori, auto, biciclette, il rumore della città e quello della campagna.
La regola pratica è una sola: esperienze positive, mai forzate. Non si porta un cucciolo in mezzo alla folla per abituarlo. Lo si porta a guardare la folla da lontano, gli si dà un bocconcino perché è tranquillo, e ci si avvicina solo quando è lui a volerlo. Un cucciolo che viene spaventato durante la socializzazione impara il contrario di quello che volevi insegnargli.
I comandi che servono a un cane da sessanta chili

La lista dei comandi utili a un Terranova è corta, e non contiene la zampa. Contiene le cose che ti evitano i guai quando il cane pesa quanto te.
Il richiamo viene prima di tutto. Un Terranova che decide di andare verso un altro cane, verso l’acqua o verso una persona simpatica non lo fermi con il guinzaglio: lo fermi con la voce, o non lo fermi. Si costruisce da cucciolo, in giardino, pagandolo sempre bene, e non lo si usa mai per chiamare il cane a fare qualcosa che non gli piace.
Il guinzaglio senza tirare è il secondo. Vale la stessa aritmetica: un cane da sessanta chili che tira trascina la maggior parte delle persone, e in vecchiaia diventa un problema anche per lui. Si insegna presto, con la regola più noiosa che esista: quando tira ci si ferma, quando il guinzaglio si allenta si riparte.
Poi il lascia, che in bocca a un cane di questa taglia può fare la differenza fra un fastidio e una visita d’urgenza. Lo stare fermo, che serve davanti alle porte, in ascensore e mentre passa la gente. E il posto, cioè andare sul suo tappeto e restarci: per un cane che occupa mezza stanza è il comando più usato in assoluto della vita quotidiana.
Quanto movimento serve a un Terranova e quando fermarsi
Da adulto, un Terranova si accontenta di poco: due uscite tranquille al giorno, quaranta minuti o poco più ciascuna, e una nuotata quando capita. Non è un cane da corsa e non lo diventerà mai, e chi lo porta a fare dieci chilometri di jogging gli sta facendo un danno, non un favore.
Da cucciolo la questione è delicata e ha senso metterla in chiaro. Nei primi 18 mesi le articolazioni si stanno ancora formando, e in una razza che ha la prevalenza più alta di displasia dell’anca fra tutte, gli errori in quella finestra restano. Niente corse lunghe, niente rincorse dietro alla bicicletta, niente scale fatte a ripetizione, niente salti giù dal bagagliaio o dal divano. Il gioco libero su un prato, dove è il cane a decidere quando fermarsi, va benissimo.
Anche il peso è movimento . Un cucciolo di Terranova cresciuto troppo in fretta e tenuto grasso carica le articolazioni molto più di uno tenuto asciutto. È la cosa più facile da controllare e quella che i proprietari sbagliano più spesso, perché un Terranova grassoccio sembra semplicemente più bello.
Sul caldo, la regola italiana: da giugno a settembre si esce presto la mattina e tardi la sera, e nelle ore centrali si sta all’ombra con acqua a disposizione. Un Terranova non ti dice che è in difficoltà finché non è già in difficoltà.
Il nuoto e il salvataggio in acqua

L’acqua è la palestra naturale del Terranova ed è il modo migliore per tenerlo in forma senza consumargli le articolazioni. Mezz’ora di nuoto vale più di due ore di passeggiata, e a differenza della passeggiata non gli costa niente in termini di anche e gomiti.
Il primo bagno però va fatto bene. Un cucciolo non si butta in acqua, mai: si entra insieme a lui, in un punto dove tocca, con calma, e si lascia che sia lui a fare l’ultimo passo. Un Terranova spaventato dall’acqua da piccolo può restarlo per anni, ed è un peccato in una razza che nasce per quello.
Chi vuole andare oltre può guardare al salvataggio in acqua vero, quello delle scuole cinofile riconosciute. È un percorso lungo, fatto di brevetti e di allenamenti costanti, che comincia con il riporto in acqua e il traino di un oggetto galleggiante e arriva al recupero di una persona. Anche se non hai nessuna intenzione di diventare un equipaggio operativo, un corso di avviamento è una delle attività più adatte a questa razza che esistano.
Le altre attività ragionevoli sono il traino, che è nel suo mestiere d’origine, la ricerca olfattiva e il mantrailing, che stancano la testa senza stancare le articolazioni. Agility e sport di salto non sono per lui.
Gli errori tipici con il Terranova
Il primo errore è il metodo duro. Con un cane grosso viene la tentazione di impostare il rapporto sulla forza, e con il Terranova è la strada peggiore possibile: è un cane sensibile, che davanti a strattoni e urla non si ribella ma si spegne. Un Terranova che ha imparato a non sbagliare per paura è un cane che non prova più niente, e recuperarlo è lungo.
Il secondo è rimandare. Tutto quello che si lascia correre da cucciolo perché è tenero diventa un problema di stazza. Il cane che si appoggia con tutto il peso, che si infila fra le gambe, che saluta appoggiando le zampe: sono tutte cose che a sessanta chili fanno cadere una persona anziana.
Il terzo è la solitudine. Non è propriamente un errore educativo, è una scelta di vita sbagliata per la razza. Un Terranova lasciato solo otto ore al giorno tutti i giorni sviluppa ansia, e l’ansia in un cane di questa mole significa danni veri in casa e un animale infelice. Se rientri e trovi il disastro, la domanda giusta non è cosa c’è che non va in lui ma quante ore ha passato da solo.
Il quarto è sottovalutare il pelo. Saltare la spazzolatura per due settimane in muta significa nodi, e i nodi in un doppio mantello diventano feltro attaccato alla pelle. A quel punto non si pettina più: si taglia, e il cane perde la sua protezione naturale proprio quando gli serve.
Il Terranova con i bambini: cosa insegnare a lui e cosa a loro
La pazienza del Terranova con i bambini è reale, e non va usata come alibi. Un cane che tollera tutto è un cane che a un certo punto potrebbe smettere di tollerare, e comunque un animale da sessanta chili può far male senza nessuna intenzione, semplicemente girandosi in uno spazio stretto.
A lui si insegna a non appoggiarsi addosso, a non camminare addosso e a rispettare i movimenti dei bambini. Il comando più utile qui è il posto: quando in casa c’è confusione, il cane va sul suo tappeto e ci resta. Serve anche a lui, perché gli dà un posto dove nessuno lo disturba.
Ai bambini si insegna il resto: non si sale in groppa al cane, non si sveglia un cane che dorme, non si toglie il cibo dalla ciotola, non si abbraccia intorno al collo. E la regola principale, quella che vale per tutte le razze del mondo: un bambino piccolo e un cane non restano mai soli nella stessa stanza, per quanto buono sia il cane.
Quando chiedere aiuto a un istruttore
Con questa razza un corso di puppy class nei primi mesi è uno degli investimenti migliori, non perché il cucciolo sia difficile ma perché è la maniera più semplice di far incontrare altri cani equilibrati in un contesto controllato. Cerca un istruttore che lavori in rinforzo positivo e che sia abituato ai cani di taglia grande: la gestione fisica di un Terranova non è quella di un Border Collie.
Conviene chiamare qualcuno anche quando compaiono i segnali che in questa razza non sono normali: un cane che ringhia, uno che si nasconde e trema per rumori quotidiani, uno che distrugge la casa appena resta solo. Lo standard mette il cattivo carattere fra i difetti eliminatori proprio perché un Terranova aggressivo o pauroso è un cane fuori tipo, e ha senso capire in fretta se dietro c’è paura, dolore o un problema di gestione.
Per chi vuole fare le cose sul serio in acqua esistono le scuole di salvataggio nautico, che lavorano con brevetti riconosciuti e allenamenti di gruppo. È il posto dove un Terranova dà il meglio di sé, e dove trovi le persone che questa razza la conoscono.

