Carattere e descrizione del Svensk Lapphund
Lo spitz nero dei Sami: aspetto, il manto color orso, carattere e salute
Il Svensk Lapphund è uno spitz nordico nero, più piccolo di quanto sembri, con un carattere che il suo standard descrive in un modo che non abbiamo trovato in nessun altro documento FCI: elencando per nome gli sport in cui il cane funziona.
In questa pagina: com’è fatto, il manto, il carattere, la salute e a chi è adatto.
Sommario
Il Svensk Lapphund in breve
Razza svedese, gruppo 5 sezione 3 (cani nordici da guardia e da pastore), standard FCI 135, senza prova di lavoro. L’altezza ideale è 48 cm nei maschi e 43 nelle femmine, con tre centimetri di tolleranza. Il manto è doppio e abbondante, quasi sempre nero unito, con i riflessi bruni che lo standard chiama color orso. La sua utilizzazione, sulla carta, è ancora questa: cane per la conduzione delle renne, oggi tenuto soprattutto come cane da compagnia a tutto tondo.
Com’è fatto un Svensk Lapphund

Lo standard lo presenta in una riga: tipico cane di tipo spitz, di taglia leggermente inferiore alla media, con portamento fiero della testa. Il corpo è rettangolare, quindi un po’ più lungo che alto.
Le misure sono date come ideali e non come intervallo, ed è un modo di scrivere che si vede poco: 48 cm per i maschi e 43 per le femmine, con una tolleranza di tre centimetri in più o in meno. Nella pratica sono cani dai 40 ai 51 centimetri, per una ventina di chili.
La testa ha il cranio leggermente più lungo che largo e l’occipite non nettamente definito. Poi arriva il dettaglio che sorprende chi conosce gli spitz: lo stop deve essere molto ben marcato. Negli spitz nordici lo stop di solito è leggero o moderato, qui no.
Il tartufo ha una formula gentile: nero carbone di preferenza. Il muso misura poco più di un terzo della lunghezza della testa, quindi è corto, e gli occhi sono rotondi, piuttosto grandi e marroni.
Le orecchie sono triangolari, piccole, erette e molto mobili. Su questi lo standard fa una cosa rara: scrive che le orecchie ripiegate in punta sono indesiderate ma non un difetto squalificante. È una precisazione che serve ai giudici e che dice quanto la razza sia piccola come popolazione: non ci si può permettere di buttare via cani per un orecchio.
La coda si porta arrotolata sul dorso quando il cane si muove.
I piedi hanno una descrizione da cane artico: ben coperti di pelo anche fra i cuscinetti. Chi ha camminato sulla neve con un cane sa perché.
I colori del manto del Svensk Lapphund

Il capitolo dei colori è corto e conviene leggerlo per intero: di solito nero unito; il bronzing è tipico, in sfumature più o meno color orso. Il bianco su petto, piedi e punta della coda è ammesso.
Quel color orso è la parola che rende bene: un Svensk Lapphund nero, visto controluce o d’estate dopo qualche mese di sole, non è nero pece. Ha dei riflessi bruni caldi sulle punte, soprattutto sui fianchi e sul collare. Lo standard non lo tollera soltanto, lo definisce tipico.
Il bianco è ammesso solo in tre posti: petto, piedi e punta della coda. Nessun cane pezzato, quindi.
Il pelo è doppio e abbondante. Il pelo di copertura sta dritto, staccato dal corpo, e il sottopelo ha una descrizione precisa: denso e finemente crespo. È quel sottopelo arricciato a fare da isolante, e a rendere il mantello resistente alle intemperie.
Sul collo il pelo forma un collare, che nei maschi è più evidente.
In casa questo significa due cose. La prima è che il cane non teme il freddo: sotto zero sta bene, e sopra i trenta gradi molto meno. La seconda è che due volte l’anno la muta arriva e si vede, e in quelle settimane serve spazzolare tutti i giorni. Il resto dell’anno basta una spazzolata a settimana, e la toelettatura non serve.
Il carattere del Svensk Lapphund

Questo è uno dei pochi standard FCI che, nel capitolo del temperamento, si mette a fare l’elenco delle discipline sportive. Conviene riportarlo tutto.
Il testo dice: vivace, attento, gentile e affettuoso. Il Lapphund è molto ricettivo, attento e voglioso di lavorare. Le sue capacità di buon cane da pastore lo hanno reso molto utile nel commercio delle renne. È molto versatile, adatto a obedience, agility, conduzione del gregge, pista e altro. È facile da addestrare, pieno di resistenza e di durezza.
Quel facile da addestrare è la parte da leggere bene, perché non vuol dire quello che sembra. Un cane molto ricettivo impara in fretta anche le cose che non gli stai insegnando apposta: se scopre che abbaiando ottiene attenzione, quella lezione la impara alla stessa velocita.
Gentile e affettuoso non è una formula di rito. Con i suoi questo cane è dolce, cerca il contatto e sta volentieri in mezzo alla famiglia. È un cane nordico che non ha la freddezza di certi cani nordici.
Voglioso di lavorare, invece, è l’avvertimento. Non chiede movimento: chiede un compito. Sono due cose diverse, e un Lapphund che corre due ore in giardino da solo resta un cane insoddisfatto.
Sulla voce lo standard non dice niente, e questa è una lacuna. Gli spitz nordici da guardia abbaiano, e questo lo faceva di mestiere: avvisava. Non è un difetto ed è gestibile, ma chi vive in condominio deve saperlo prima.
Con gli estranei è attento senza essere diffidente, e con i bambini è uno dei cani nordici più affidabili, purché i bambini imparino a rispettarlo.
L’unica cosa che lo standard mette fra le squalifiche, sul carattere, è l’estremo: cane aggressivo o eccessivamente timido.
Quanto vive un Svensk Lapphund e di cosa si ammala
Vive 12-14 anni, ed è un cane costruito senza nessuna esagerazione morfologica. C’è però una malattia genetica che su questa razza va nominata per prima, perché è grave e perché si evita del tutto.
Si chiama malattia di Pompe, o glicogenosi di tipo II. È una malattia da accumulo lisosomiale: l’organismo non riesce a smaltire il glicogeno, che si accumula nei muscoli e nel cuore.
Nel 2013 uno studio pubblicato su PLOS ONE ne ha trovato la causa esatta nelle razze lapponi: una mutazione del gene GAA, che introduce un codone di stop prematuro. Lo stesso difetto è stato documentato in tre razze scandinave imparentate fra loro: il Finnish Lapphund, il Svensk Lapphund e il Lapinporokoira.
I cuccioli colpiti sono quelli che ereditano la mutazione da entrambi i genitori. I primi segni compaiono intorno ai sei mesi, la progressione è rapida e la morte arriva fra uno e due anni di vita.
La parte buona è questa: esiste un test del DNA, costa poco, e basta che uno dei due genitori risulti libero perché nessun cucciolo si ammali. Un allevatore serio, su questa razza, il test lo fa e ve lo mostra senza che glielo chiediate.
Il resto è ordinaria amministrazione da razza nordica: radiografie ufficiali dell’anca sui riproduttori e visita oculistica annuale, perché la cataratta ereditaria si controlla così e il test genetico non la copre.
Fuori dalla genetica, il punto debole di questo cane è il caldo. Con quel sottopelo, d’estate va gestito: uscite presto, ombra, acqua, e niente sforzi nelle ore centrali.
A chi è adatto il Svensk Lapphund

È adatto a chi vuole un cane piccolo di taglia e grande di testa, e ha voglia di fare qualcosa con lui tutte le settimane. Lo standard lo dice a modo suo, elencando gli sport.
È adatto a chi fa sport cinofili. Obedience, agility, rally, pista: sono letteralmente le discipline che il documento nomina.
È adatto alle famiglie, perché lo standard lo descrive gentile e affettuoso e nella pratica lo è.
È adatto a chi vive dove fa freddo, e a chi cammina in montagna anche d’inverno.
È adatto a chi cerca un cane che sta bene in casa: è piccolo, ordinato e non ha bisogno di spazi enormi, purché esca e lavori.
Non è adatto a chi passa dodici ore fuori. Un cane ricettivo e voglioso di lavorare, lasciato solo tutto il giorno, si inventa un mestiere e in genere è abbaiare.
Non è adatto a chi non sopporta il pelo in casa. Due volte l’anno il sottopelo crespo esce tutto insieme.
Non è adatto a chi vive in un clima caldo e vuole un cane da portare in giro d’estate.
E non è adatto a chi ha fretta di averlo. In Italia sono nati tre cuccioli in due anni: chi lo vuole, quasi sempre lo va a prendere in Svezia.

