Allevamento del Sussex Spaniel

Sette cuccioli in dieci anni, i quattro test da chiedere e come si importa

Il Sussex Spaniel è, insieme allo Sloughi, la razza più rara di tutto questo elenco: l’ENCI ha registrato sette cuccioli fra il 2015 e il 2019 e nessuna nascita dal 2020 al 2024.

In questa pagina: cosa significa in pratica, i quattro test che in questa razza non sono opzionali, dove si guarda all’estero e come si porta a casa un cucciolo.

Sommario

Quanto costa e dove si trova un Sussex Spaniel

Con sette cuccioli in dieci anni e nessuna nascita negli ultimi cinque, in Italia un prezzo di mercato non esiste. La cifra la fa l’allevatore, e nella quasi totalità dei casi si tratta di un allevatore estero.

Le destinazioni sono tre: il Regno Unito, che è la patria della razza e dove esiste un club storico; gli Stati Uniti, dove il club di razza è attivo sul fronte sanitario; e i paesi del nord Europa, dove ci sono piccoli nuclei.

Va detto subito: anche lì le cucciolate sono poche e le liste d’attesa si misurano in anni. È il prezzo da pagare per una razza che nel 1947 contava dieci cani.

Il mantenimento è quello di un cane da ventitré chili, 70-100 euro al mese. La toelettatura professionale non è indispensabile: bastano una spazzola due o tre volte a settimana e una sfoltita ogni tanto.

La voce di spesa che nessuno mette in conto sono le orecchie: un Sussex che non viene controllato ogni settimana finisce dal veterinario per otiti ricorrenti, e quelle sì che costano.

VoceQuantoNote
In ItaliaUn solo affisso, in LombardiaSette cuccioli in dieci anni
Il prezzoLo fa l’allevatore, quasi sempre esteroNon esiste un prezzo italiano
Dove si trovaRegno Unito, Stati Uniti, nord EuropaAnche li le cucciolate sono poche
L’attesaAnni, non mesiE la norma in questa razza
I testPDP1, PFK, anche e BAERReferti prima di prenotare
Primo anno500-800 euroVaccini, microchip, sverminazioni, sterilizzazione
Mantenimento al mese70-100 euroCane da ventitre chili
Le orecchieIl costo nascostoOtiti frequenti se non si controllano

I quattro test da chiedere, e perché contano

Sussex Spaniel presentato sulla pedana di una esposizione

In questa razza i test non sono un dettaglio da appassionati: sono la conseguenza diretta della sua storia. Nel 1947 i Sussex registrati erano dieci, e tutti i cani di oggi discendono da lì.

Il primo test è per la deficienza di piruvato deidrogenasi fosfatasi (PDP1), una malattia metabolica identificata proprio nel Sussex e nel Clumber Spaniel. I cani affetti vanno in estrema spossatezza dopo pochissimo esercizio.

È autosomica recessiva, quindi servono due copie del gene. Il dato che rende il test indispensabile è la frequenza: i ricercatori che hanno individuato la mutazione hanno riportato che fino al 20% dei Clumber e dei Sussex sarebbe portatore.

Le regole sono nette: i cani affetti non vanno mai riprodotti, e due portatori non vanno accoppiati fra loro. Chiedi lo stato di tutti e due i genitori.

Il secondo test è per la deficienza di fosfofruttochinasi (PFK), un’altra malattia metabolica per cui esiste il test del DNA.

Il terzo è lo schema ufficiale per le anche: nelle statistiche disponibili la displasia in questa razza risulta molto frequente, e la lastra dei riproduttori va chiesta sempre.

Il quarto è il test BAER per la sordità congenita, che si fa sui cuccioli prima della consegna.

Un allevatore serio, in questa razza, ha già tutti e quattro i referti pronti e ve li mostra senza che glieli chiediate. Se così non è, è un segnale.

TemaCosa si saCosa chiedere
PDP1Deficienza di piruvato deidrogenasi fosfatasi, con test del DNALo stato dei due genitori
Cosa provocaEstrema spossatezza dopo pochissimo esercizioE autosomica recessiva
Quanti portatoriFino al 20% secondo i ricercatori che l hanno scopertaMai accoppiare due portatori
PFKDeficienza di fosfofruttochinasi, con test del DNAIl referto, non la parola
AncheSchema ufficiale BVA/KCNelle statistiche disponibili la displasia e molto alta
UditoTest BAER per la sordita congenitaSi fa sui cuccioli
Le orecchieGrandi, spesse e lobati: trattengono umiditaControllo settimanale a vita
La schienaCorpo lungo e gambe corteAttenzione a salti e sovrappeso

Come si porta in Italia un cucciolo dall’estero

Da un paese dell’Unione Europea la pratica è standard: microchip, passaporto europeo e vaccinazione antirabbica in regola, con i tempi di attesa previsti dopo il richiamo.

Dal Regno Unito, che non fa più parte dell’Unione, e dagli Stati Uniti le condizioni vanno verificate con il servizio veterinario della propria ASL prima di prendere impegni: è la parte che cambia più spesso.

Il cucciolo non viaggia prima delle otto settimane, e per un volo lungo conviene aspettare ancora. Andare a prenderlo di persona, in una razza così, è anche l’unico modo per vedere da dove viene.

Una volta arrivato, il pedigree straniero si fa trascrivere presentando all’ENCI il documento originale del kennel club di origine.

Una raccomandazione pratica appena arriva: porta al tuo veterinario tutti i referti dei genitori, compreso quello del PDP1. È probabile che il tuo veterinario non abbia mai visto un Sussex Spaniel, e sapere in anticipo di che malattia metabolica si parla può fare la differenza se un giorno il cane mostra una stanchezza anomala.

E una considerazione finale, che vale per tutte le razze di questo elenco ma per il Sussex in modo particolare. Questo è un cane che si è salvato per un soffio, grazie a una persona sola, e che ancora oggi conta poche centinaia di soggetti nel mondo. Sceglierlo, quando se ne ha la possibilità e la pazienza, è anche un modo per tenerlo in vita.

AnnoCuccioli iscritti all’ENCI
20151
20160
20174
20181
20191
Dal 2020 al 2024Nessuna nascita registrata
Totale7 cuccioli in dieci anni