Carattere e descrizione dello Stabyhound
Il cane frisone che si chiama stammi vicino: aspetto, colori, carattere e salute
Lo Stabyhound, in frisone Stabijhoun, è un cane da ferma dei Paesi Bassi con un nome che è quasi una dichiarazione: viene da sta mij bij, cioè stammi vicino.
In questa pagina: com’è fatto, il pelo, i colori, il carattere e una salute molto documentata.
Sommario
Lo Stabyhound in breve
Razza dei Paesi Bassi, gruppo 7 sezione 1.2 (cani da ferma continentali di tipo spaniel), standard FCI 222, con prova di lavoro. Altezza ideale 50-53 cm nei maschi e 48-50 nelle femmine, per 18-27 chili. Il mantello è pezzato, bianco e nero o bianco e marrone. Lo standard lo definisce molto indipendente, affettuoso ma anche molto testardo, e aggiunge che pazienza e coerenza sono essenziali. Nel mondo ce ne sono più di 6.000.
Com’è fatto uno Stabyhound

Lo standard lo descrive come un cane da ferma di costruzione funzionale e potente, con il corpo appena più lungo dell’altezza e un aspetto che non è né troppo robusto né troppo fine.
Le misure sono date come altezza ideale: 50-53 cm nei maschi e 48-50 nelle femmine, con due centimetri di tolleranza in più o in meno. Ma poi arriva una frase da citare per intero, perché negli standard si legge di rado: il tipo di razza è più importante delle misure esatte.
Il peso va dai 22-27 chili dei maschi ai 18-23 delle femmine, e lo standard chiede che il dimorfismo sessuale sia inequivocabile.
Una proporzione semplice da controllare: il gomito sta a metà strada fra il terreno e il garrese.
La testa è più lunga che larga, con il muso lungo quanto il cranio, e lo standard chiede un’espressione precisa: gentile, amichevole e attenta.
Le orecchie hanno la stessa descrizione di quelle del Wetterhoun: hanno la forma di una cazzuola, sono portate piatte contro la testa e arrivano alla commessura delle labbra. E come nel cugino, il pelo dell’orecchio è definito una caratteristica tipica: lungo alla base e corto nel terzo inferiore.
C’è però una differenza fra i due cugini frisoni, ed è la coda. Nel Wetterhoun deve arrotolarsi a spirale; qui la spirale è un difetto grave. Lo Stabyhound porta la coda bassa, mai sopra il dorso.
Sul movimento lo standard chiede un’andatura potente e coprente, con la testa portata bassa.
Il pelo che sembra lungo e non lo è

Il mantello di questa razza gioca uno scherzo: sembra un cane a pelo lungo, e non lo è.
Lo standard lo spiega bene: il pelo sul corpo è di media lunghezza e dritto, con un sottopelo resistente alle intemperie. Sono le frange su petto, collare, culottes e coda a dare l’impressione di un cane a pelo lungo, ma il testo aggiunge subito: il pelo non deve essere eccessivamente lungo.
Su testa, davanti degli anteriori e davanti dei garretti il pelo è corto. Dietro gli anteriori invece è più lungo e ben sviluppato.
La coda ha una descrizione particolare: non è frangiata, è folta tutto intorno, con il pelo lungo e spesso che le dà un aspetto pieno.
Sul riccio lo standard è netto: un pelo ondulato è tollerato al massimo sulla groppa, un pelo riccio non è ammesso, e un pelo molto riccio, che il testo chiama astrakan, è un difetto squalificante. È il confine con il Wetterhoun, che invece i riccioli li ha per definizione.
C’è infine una nota che fa sorridere per quanto è pratica: il pelo delle orecchie non deve essere più lungo dell’orecchio stesso, perché darebbe un aspetto trasandato.
I colori dello Stabyhound
Il mantello è sempre pezzato, e il bianco non può mancare: la sua assenza è una squalifica.
Lo standard elenca il pezzato nero o marrone con il bianco, e aggiunge che sono accettati anche i roani, sia neri sia marroni. Il bianco, a sua volta, può essere roanato o picchiettato.
La testa è nera o marrone, con o senza lista, e una sella sul dorso è tollerata.
Nei cani marroni cambia anche il resto: il tartufo è marrone invece che nero e gli occhi sono di un marrone più chiaro. È il modo corretto di gestire la diluizione del pigmento.
Quello che non è ammesso è chiaro e severo: le focature e il tricolore sono difetti squalificanti, come lo è qualsiasi altro colore e l’assenza di bianco.
Il carattere dello Stabyhound

Il capitolo del carattere di questo standard è, senza esagerare, il più ricco di storia sociale che abbiamo letto in oltre cento standard. Non parla di aggettivi: parla di lavoro, di soldi e di biciclette.
Comincia dai mestieri: lo Stabijhoun fa la guardia alla corte e la tiene libera da topi e ratti. Il tipo più grande, un tempo comune, tirava i carretti del latte, mentre il tipo più piccolo si è fatto un nome come cacciatore di talpe di professione.
E poi arriva la spiegazione economica, che è la parte che non ci aspettavamo: questo talento rese lo Stabijhoun popolare fra i contadini più poveri e i braccianti. Le pelli di talpa valevano molto come fodera per i polsini delle maniche e per altri oggetti.
Un cane da ferma che manteneva il suo padrone catturando talpe da rivendere. Non è folklore: è scritto nello standard ufficiale della razza.
E c’è il dettaglio finale, quello che si ricorda: lo Stabijhoun veniva portato in un cesto sulla bicicletta, così da poter coprire lunghe distanze. Un contadino frisone in bici, con il cane nel cesto, in giro per i campi a cercare talpe.
Poi il testo passa al carattere vero, ed è altrettanto diretto: lo Stabijhoun è molto indipendente e ama fare di testa sua. È affettuoso ma può essere anche molto testardo. Pazienza e un’educazione coerente sono essenziali.
Un consiglio educativo dentro uno standard di razza è raro, e quando c’è vuol dire che chi lo ha scritto si è stancato di vedere gente in difficoltà.
In casa, invece, la promessa è buona: in casa o nella corte lo Stabijhoun è un cane tranquillo ma vigile. Con gli estranei o nelle situazioni nuove può essere riservato all’inizio, ma non deve avere paura.
Con i bambini è un cane paziente, e in Olanda è soprattutto un cane di famiglia. Con topi e piccoli roditori, invece, il passato è ancora lì.
Quanto vive uno Stabyhound e di cosa si ammala
Vive 13-14 anni. E su questa razza, cosa rarissima nel nostro elenco, ci sono numeri veri: l’associazione olandese e gli studi di popolazione pubblicano le prevalenze, e conviene leggerle.
Il problema numero uno è la displasia. Nei cani controllati, la displasia dell’anca risulta nel 20,8 per cento dei casi e quella del gomito nel 18,8. Sono percentuali alte, e sono la ragione per cui in questa razza le lastre ufficiali dei genitori non sono un optional.
Poi c’è la malattia di von Willebrand di tipo I, un difetto della coagulazione osservato nella razza dal 2007 e trasmesso in modo autosomico recessivo. I numeri sono impressionanti: circa un quarto dei cani è libero, un quarto è malato e la metà è portatrice.
Prima di allarmarsi, però, va detta la seconda parte, ed è importante: nel tipo I, in questa razza, non sono stati segnalati problemi clinici concreti nemmeno nei soggetti malati, e per questo l’associazione olandese non impone il test genetico. È una forma lieve, e la razza convive con quella.
Molto più seria, anche se rara, è la disfunzione cerebrale, che riguarda circa lo 0,6 per cento dei cani. È una malattia neurologica ereditaria, anch’essa autosomica recessiva: i cuccioli colpiti hanno comportamenti compulsivi, non mangiano da soli, deperiscono e vengono soppressi a pochi mesi di vita. È questa, e non la von Willebrand, la domanda da fare all’allevatore.
Completano il quadro il dotto arterioso pervio (0,8 per cento), una malformazione cardiaca congenita su cui esiste uno studio dedicato proprio allo Stabyhound olandese, e l’epilessia (0,9 per cento).
Dietro a tutto questo c’è un numero solo, ed è quello che spiega perché in Olanda gli accoppiamenti vengono approvati uno per uno: nella popolazione di riferimento il coefficiente medio di consanguineità è del 31,4 per cento, con quattordici fondatori reali e appena 6,5 fondatori effettivi. Tutti gli Stabyhound del mondo discendono, in pratica, da una manciata di cani.
A chi è adatto lo Stabyhound
È adatto alle famiglie, ed è la cosa che in Olanda fa da sempre. Ma con due condizioni: spazio e pazienza.
È adatto a chi vive in campagna o ha un giardino, e a chi cammina volentieri.
È adatto a chi cerca un cane tranquillo in casa: lo standard lo definisce quieto ma vigile, e in appartamento non è un problema se esce.
È adatto a chi ha pazienza. Lo standard lo scrive: pazienza e un’educazione coerente sono essenziali. Se ti aspettate un cane che esegue, cambiate razza.
È adatto a chi caccia: è un cane da ferma polivalente vero, che cerca, ferma, riporta e va in acqua.
Non è adatto a chi vuole un cane che obbedisca subito. Molto indipendente e molto testardo sono parole dello standard, non nostre.
Non è adatto a chi ha criceti, conigli o piccoli roditori: il cacciatore di talpe è ancora lì sotto.
Non è adatto a chi lo cerca in fretta: in Italia non ne nascono, e nei Paesi Bassi ogni accoppiamento passa dall’associazione di razza.




