Addestramento ed educazione dello Stabyhound
Pazienza e coerenza sono essenziali, e lo scrive lo standard
Poche razze hanno un consiglio educativo scritto dentro lo standard. Questa sì: lo Stabijhoun è molto indipendente e ama fare di testa sua. È affettuoso ma può essere anche molto testardo. Pazienza e un’educazione coerente sono essenziali.
In questa pagina: quanto movimento serve, il metodo, il cucciolo e le attività adatte.
Sommario
Di quanto movimento ha bisogno

Serve un’ora e mezza o due ore al giorno, ma con questa razza la parte più importante non è la quantità: è che ci sia qualcosa da fare.
Lo Stabyhound è un cane da ferma polivalente: cerca, ferma, riporta e va in acqua volentieri. Tutto quello che coinvolge il naso lo soddisfa più di qualsiasi camminata.
L’acqua non è un problema: il sottopelo è resistente alle intemperie e questi cani ci stanno volentieri.
In casa, però, la buona notizia è che si spegne: lo standard lo definisce tranquillo ma vigile, e chi ci vive lo descrive come un cane che, finito il lavoro, si sdraia e sparisce.
Con un cucciolo vale la prudenza dei cani di taglia media che pesano venticinque chili da adulti: niente lunghe corse e niente salti nel primo anno. E in questa razza, con quelle percentuali di displasia, la prudenza conta il doppio.
In appartamento ci può stare, ma è un cane nato in una fattoria e si vede.
Il metodo, con un cane che lo standard chiama testardo
La frase dello standard, pazienza e un’educazione coerente sono essenziali, è la migliore istruzione che si possa dare.
Il primo punto è la coerenza. Un cane indipendente impara benissimo, ma impara anche quali regole sono negoziabili. Se una cosa non si fa, non si fa mai.
Il secondo è la brevità. Le sessioni lunghe e ripetitive con questa razza non funzionano: dopo la quinta ripetizione lo Stabyhound smette di partecipare, e non è disobbedienza, è noia.
Il terzo è il motivo. Come tutti i cani che lavorano lontano dal conduttore, questo collabora se capisce a cosa serve quello che gli chiedi.
La durezza è del tutto controproducente: produce un cane che si chiude e che smette di offrire comportamenti.
Sul richiamo: si costruisce da cucciolo, come sempre, e va tenuto allenato. Non è un segugio, quindi le probabilità sono dalla tua parte, ma è un cane che ama fare di testa sua e su una traccia interessante si allontana.
Sulla vigilanza: lo standard dice che in casa e nella corte è un cane vigile, cioè segnala. Non si corregge, si gestisce con la socializzazione.
Come si imposta un cucciolo

Con un cucciolo di Stabyhound le priorità sono quattro, e una riguarda le articolazioni più che l’educazione.
La prima è la socializzazione, con le persone soprattutto. Lo standard dice che con gli estranei questo cane può essere riservato all’inizio, ma anche che non deve avere paura: la differenza fra le due cose si costruisce nei primi sei mesi.
La seconda è il riporto, cominciato come gioco. È l’attività che con un cane da ferma polivalente rende di più.
La terza è la coerenza fin dal primo giorno. Con un cucciolo affettuoso e testardo, le regole che si concedono a tre mesi diventano abitudini a tre anni.
La quarta riguarda la crescita, e in questa razza è seria. Con una displasia dell’anca che riguarda oltre il venti per cento dei cani controllati, un cucciolo va fatto crescere piano: niente sovralimentazione, niente scale, niente salti, niente lunghe corse nel primo anno.
E poi c’è l’acqua, da presentare presto e senza forzature: un cucciolo che entra in acqua per scelta è un adulto che ci lavora.
Le attività adatte allo Stabyhound
Tutto quello che coinvolge il naso, il riporto e l’acqua funziona. Le ripetizioni all’infinito, no.

