Carattere e descrizione dello Spaniel Olandese
Il Wetterhoun, cane da lontre della Frisia: aspetto, riccioli, carattere e salute
Lo Spaniel Olandese, che in frisone si chiama Wetterhoun cioè cane d’acqua, è un cane da lontre con i riccioli unti, la coda a spirale e uno standard che gli chiede un’espressione arcigna.
In questa pagina: com’è fatto, il pelo, i colori, il carattere e una malattia genetica da conoscere.
Sommario
Lo Spaniel Olandese in breve
Razza dei Paesi Bassi, gruppo 8 sezione 3 (cani da acqua), standard FCI 221, con prova di lavoro. Altezza ideale 59 cm nei maschi e 55 nelle femmine, per 34 e 28 chili. Il pelo è fatto di riccioli fitti e sodi che al tatto sembrano unti, e la coda è arrotolata a spirale. Nato per cacciare la lontra nelle acque della Frisia, lo standard lo definisce testardo di natura, affettuoso in famiglia e riservato con gli estranei ma non pauroso. Nel mondo ce ne sono circa mille.
Com’è fatto uno Spaniel Olandese

Lo standard apre con tre parole che dicono tutto: un cane semplice, nell’insieme quadrato, di costruzione potente, compatto senza essere pesante o goffo.
Le misure sono date come altezza ideale, non come intervallo: 59 cm nei maschi e 55 nelle femmine, per circa 34 e 28 chili. È un cane grande e solido.
Le proporzioni sono due e semplici. Altezza al garrese e lunghezza del corpo stanno come 1 a 1, e la distanza dal garrese al gomito è uguale a quella dal gomito a terra. Un cane quadrato, con metà dell’altezza fatta di zampe.
La testa deve mostrare chiaramente il sesso del cane, con il cranio leggermente più lungo del muso e gli assi paralleli. Lo stop è appena accennato.
Poi c’è la frase più insolita di tutto lo standard, e riguarda gli occhi: sono ovali e posizionati leggermente obliqui, il che contribuisce a creare un’espressione arcigna. Uno standard che chiede esplicitamente un cane dall’aria burbera non ci era mai capitato.
Le orecchie hanno una descrizione altrettanto memorabile: hanno la forma di una cazzuola da muratore, e sono portate piatte contro la testa senza pieghe.
Il collo è corto e si innesta nel dorso con un angolo molto aperto, e la conseguenza è scritta nello standard: la testa viene portata bassa quando il cane si muove.
Il torace è più largo che profondo, così gli anteriori restano piuttosto distanti fra loro. È la costruzione di un nuotatore.
E poi c’è la coda, che è la firma della razza: lunga e arrotolata a spirale, portata sopra o di fianco alla groppa. Non è una coda a ricciolo da spitz: è proprio un’elica.
Un’ultima nota sul movimento, ed è una concessione rara: questo cane tende ad andare in ambio, cosa meno desiderabile ma accettabile.
I riccioli unti del Wetterhoun

Il pelo di questa razza è la cosa che si ricorda dopo averlo toccato una volta, e lo standard lo descrive senza pudore: riccioli fitti: sono riccioli sodi e compatti a ciocche. Il pelo è piuttosto ruvido e al tatto sembra untuoso.
Quell’aggettivo, untuoso, non è un difetto: è la funzione. Un cane che passa la giornata in acqua ha bisogno di un mantello che l’acqua non la faccia entrare, e il grasso naturale del pelo è l’impermeabile.
Ne discende la regola pratica più importante: lavatelo il meno possibile. Ogni shampoo toglie il grasso che protegge il cane, e ci vogliono settimane perché torni.
Su testa e arti il pelo è corto.
Le orecchie meritano un paragrafo perché lo standard glielo dedica: il pelo dell’orecchio è una caratteristica tipica della razza. È riccio e piuttosto lungo alla base, si accorcia scendendo, e nel terzo inferiore l’orecchio è coperto di pelo corto. Guardando un Wetterhoun di profilo, quel passaggio si vede benissimo.
La manutenzione, per un cane con questo aspetto, è sorprendentemente poca: niente spazzolate aggressive, che aprirebbero i riccioli, e niente toelettature. Si controlla che non si formino nodi dietro le orecchie e sotto le ascelle, e basta.
I colori dello Spaniel Olandese
I colori di base sono due, e tutto il resto è una variazione su quei due.
Lo standard elenca il nero pieno con macchie bianche su petto e dita e il marrone pieno con le stesse macchie bianche. Poi aggiunge che sono ammesse anche macchie nere e marroni, la picchiettatura e il roano.
In pratica vuol dire che puoi trovare un Wetterhoun quasi tutto nero, uno bianco a grandi macchie e uno picchiettato come un uovo di quaglia, e sono tutti e tre nello standard.
Quello che cambia con il colore è il resto del cane: nei soggetti neri il tartufo è nero e gli occhi sono marrone scuro, nei marroni il tartufo è marrone e gli occhi sono più chiari. È il modo corretto di gestire la diluizione del pigmento.
Qualsiasi altro colore è un difetto grave.
Il carattere dello Spaniel Olandese
Lo standard comincia il capitolo del carattere con una parola sola, ed è una di quelle da leggere due volte prima di prendere un cane: il Wetterhoun è testardo di natura.
Self-willed nel testo inglese: cane con una volontà propria. Non è un difetto e non è una critica, è una descrizione. Un cane nato per andare in acqua da solo dietro a una lontra, che è un animale grosso e combattivo, non poteva essere un esecutore.
Subito dopo il testo cambia registro: come cane di famiglia, il Wetterhoun è affettuoso. Con i suoi è dolce, e chi ci vive lo racconta come un cane molto attaccato.
Poi arriva la parte da cortile: in casa e attorno a casa il Wetterhoun è vigile e pronto a prendere i nocivi. La guardia all’aia è addirittura una delle sue utilizzazioni ufficiali, insieme alla caccia.
E infine la frase che serve a chi va a vedere una cucciolata: può essere inizialmente riservato con gli estranei, ma non deve essere pauroso. Riservato sì, timido no.
Cosa vuol dire tutto questo a casa. Vuol dire un cane tranquillo dentro, che sa spegnersi, ma che fuori si accende e non molla. Vuol dire un cane che segnala chi arriva. E vuol dire un cane con cui bisogna trattare: se una richiesta gli sembra inutile, contratta.
Con gli altri cani di casa convive bene se cresciuto insieme. Con gatti e animali piccoli serve prudenza vera, perché il keen to catch vermin dello standard non è un modo di dire.
E poi c’è l’acqua, che non è una parte del carattere: è tutto il carattere. Un Wetterhoun davanti a uno stagno non si chiede se entrare.
Quanto vive uno Spaniel Olandese e di cosa si ammala
Vive 12-14 anni, che per un cane da trenta chili è un buon dato. Ma su questa razza c’è una cosa precisa da sapere, e va detta subito perché è quella che salva le cucciolate.
Nel Wetterhoun è documentata una immunodeficienza combinata grave, la SCID, causata da una mutazione nel gene RAG1. È una malattia ereditaria e mortale: i cuccioli colpiti muoiono in genere fra le otto e le dodici settimane, perché il loro sistema immunitario non funziona.
Lo studio che l’ha identificata è stato pubblicato nel 2011 sulla rivista Genes and Immunity: i ricercatori hanno seguito tre cucciolate, hanno trovato tre cuccioli con immunoglobuline e linfociti crollati, e hanno individuato la mutazione responsabile in una posizione del gene RAG1 simile a quella di certe SCID umane.
La buona notizia è doppia. La prima è che la trasmissione è autosomica recessiva: servono due copie del gene mutato perché un cucciolo si ammali, quindi basta che uno dei due genitori sia geneticamente libero perché nessun cucciolo nasca malato.
La seconda è che esiste il test genetico, e lo fanno diversi laboratori. Chiedere il risultato del test SCID dei genitori è la prima domanda da fare a chi alleva questa razza. Non è una domanda scortese: è la domanda giusta.
Il resto delle cautele sono quelle prevedibili. La displasia dell’anca, come in tutti i cani grandi, con lastre ufficiali dei genitori. E le otiti, che in un cane con le orecchie pendenti che passa la vita in acqua sono il conto da pagare: si asciugano e si controllano dopo ogni bagno.
C’è infine il tema della popolazione. Lo standard stesso scrive che nel 2013 i Wetterhoun nel mondo erano circa mille. Con numeri così, l’associazione olandese che segue la razza approva ogni singolo accoppiamento prima che avvenga, valutando salute, parentela e contributo alla diversità genetica.
A chi è adatto lo Spaniel Olandese
È adatto a chi ha acqua a disposizione e la voglia di usarla. Senza quella, questo cane vive a metà.
È adatto a chi ha spazio e una casa con un pezzo di terra da sorvegliare: la guardia all’aia è nel suo mestiere ufficiale.
È adatto a chi ha già avuto cani testardi e sa che con loro si tratta, non si comanda.
È adatto a chi vuole un cane affettuoso in casa ma non appiccicoso, e che sa stare tranquillo quando non c’è niente da fare.
Non è adatto a chi prende il primo cane. Testardo di natura è la prima riga dello standard, e in un cane da trenta chili si sente.
Non è adatto a chi vuole un cane che faccia festa a tutti: con gli estranei resta sulle sue, ed è nel tipo.
Non è adatto a chi ha conigli, criceti o galline senza pensarci: pronto a prendere i nocivi è nello standard.
Non è adatto a chi non sopporta il cane bagnato. Questo cane puzzerà di cane bagnato spesso, perché il suo pelo è unto per progetto, e lavarlo troppo gli fa male.
E non è adatto a chi ha fretta: nel mondo ce ne sono circa mille, in Italia non ne nascono, e in Olanda ogni accoppiamento passa dall’associazione di razza.




