Addestramento ed educazione dello Skye Terrier

Socializzazione, spazzola e rispetto per una schiena lunga il doppio

Lo Skye Terrier è un cane elegante e dignitoso che si lega a una persona sola e diffida degli estranei. Educarlo vuol dire soprattutto due cose: socializzarlo bene da cucciolo e proteggere quella schiena lunghissima.

In questa pagina: le priorità dei primi mesi, come si lavora sulla diffidenza, quanto movimento serve e come si tiene quel mantello.

Sommario

Le priorità dei primi mesi

Due Skye Terrier grigi fotografati durante una esposizione

La prima priorità è la socializzazione, e in questa razza è la cosa più importante di tutte. Lo standard dice che lo Skye è diffidente verso gli estranei: è un tratto corretto, ma senza lavoro può scivolare nella paura.

Il metodo giusto è quello dolce: far vedere il mondo al cucciolo senza forzarlo, lasciandogli il tempo di guardare da lontano e di avvicinarsi quando decide lui. Un cucciolo riservato che viene spinto in braccio agli sconosciuti impara che aveva ragione a diffidare.

La seconda priorità è l’abitudine alla manipolazione: con un mantello del genere, il cane passerà migliaia di ore sotto una spazzola. Due minuti al giorno da cucciolo, sempre in modo piacevole, e sarà semplice per dodici anni.

La terza è insegnargli fin da subito a non saltare giù dal divano e dal letto. Su un cane lungo il doppio della sua altezza, i salti ripetuti sono la cosa da evitare.

La quarta è il guinzaglio e la gestione degli altri cani: come tutti i terrier può essere selettivo, e le presentazioni si fanno con calma.

Sul metodo: rinforzo positivo e rispetto. Lo standard usa la parola dignitoso, e non è un caso: è un cane che non gradisce essere trattato con durezza o preso in giro. Chiedere bene funziona sempre, imporre no.

La diffidenza e il legame con una persona sola

Sono i due tratti che rendono questa razza diversa da quasi tutte le altre, e vanno capiti prima di prendere il cane.

Un cane di un solo padrone. Lo Skye sceglie una persona e a quella si lega in modo esclusivo. Con la famiglia convive benissimo, ma il rapporto vero è con una sola.

Questo ha due conseguenze pratiche. La prima è bellissima: chi è quella persona ha accanto un cane di una devozione difficile da spiegare a chi non l’ha vissuta. La seconda va messa in conto: un cambio di casa, per uno Skye adulto, è più duro che per altre razze.

Diffidente verso gli estranei. Non è timidezza e non è aggressività: lo standard chiude la frase con mai cattivo. È un cane che valuta, tiene le distanze e decide con calma.

Il lavoro da fare non è cercare di renderlo socievole con tutti, perché non succederà. È fare in modo che sia tranquillo in mezzo agli estranei: che non si nasconda, non si irrigidisca e non senta il bisogno di allontanarli.

Pratica: esperienze positive, distanza, cibo, e mai obbligarlo a farsi toccare da chi non conosce. Con i cani riservati la regola d’oro è che è il cane a scegliere quando avvicinarsi.

Un consiglio che vale in particolare per questa razza: dite ai tuoi ospiti di ignorarlo quando entrano. Nove volte su dieci, dopo dieci minuti, sarà lui a venire a controllare chi sei.

Quanto movimento serve e come si tiene il mantello

Skye Terrier presentato in stand sulla pedana di una esposizione

Il Kennel Club indica fino a un’ora al giorno di movimento: per un terrier è pochissimo, ed è una delle ragioni per cui lo Skye funziona bene anche in appartamento.

Il tipo di movimento giusto sono le passeggiate, con tempo per annusare. Non è un cane da corse lunghe né da salti: la struttura non lo aiuta, e gli sport con ostacoli sono da escludere.

Le attività che gli riescono meglio sono quelle di naso e di testa: nose work, ricerca in casa, giochi di problem solving. E scavare, che è il suo istinto: una vaschetta di sabbia in giardino salva le aiuole.

Sul mantello: il Kennel Club indica una toelettatura più di una volta a settimana. Il pelo di copertura è duro, diritto e piatto, il sottopelo è lanoso: la spazzola deve arrivare sotto, non passare in superficie.

Il punto critico è il ventre e la zona sotto le ascelle, dove il pelo lungo si infeltrisce per primo. E le zampe, che raccolgono tutto.

Il ciuffo sulla testa è tipico e va lasciato, con una sola avvertenza che è nello standard stesso: il pelo ricopre il muso e gli occhi ma senza impedire la vista. Se il cane comincia a sbattere contro le cose, il ciuffo va gestito.

Una cosa che questa razza non chiede: la tosatura. Il mantello doppio non si tosa, si spazzola.

Gli errori tipici con uno Skye Terrier

Non socializzarlo da cucciolo. La diffidenza è nello standard: senza lavoro diventa paura.

Forzarlo a farsi toccare dagli estranei. Ottiene l’effetto contrario.

Lasciarlo saltare dal divano. Con una schiena lunga il doppio dell’altezza è la cosa da evitare.

Farlo ingrassare. Ogni chilo di troppo, su questa struttura, pesa doppio.

Spazzolarlo solo in superficie. Il sottopelo lanoso si infeltrisce sotto, dove non si vede.

Tosarlo. Il doppio mantello non va tosato.

Trattarlo con durezza. Lo standard lo chiama dignitoso: con questa razza funziona solo il rispetto.