Storia ed origine del Segugio Serbo

Da Segugio dei Balcani a Segugio Serbo, e un ufficiale austriaco che misurò mille cani

Fino al 1996 questa razza si chiamava Segugio dei Balcani. Il cambio di nome è arrivato con una decisione della FCI presa a Copenaghen, e racconta anche la fine della Jugoslavia.

In questa pagina: le origini, l’ufficiale austriaco che li descrisse per primo, il cambio di nome e un collegamento inaspettato con la Svezia.

Sommario

Le origini e i mille cani di Frank Laska

Segugio Serbo che cammina in un prato con la coda alzata

Lo standard colloca questa razza dentro una famiglia più grande: appartiene al gruppo dei segugi che si sono diffusi in tutto il territorio balcanico, e aggiunge che si ritiene che i segugi dell’Asia Minore abbiano avuto un ruolo importante nella sua genesi.

Poi arriva la parte documentale, e qui bisogna fare una precisazione. Lo standard scrive: la prima descrizione di questa razza con il nome di segugio dei Balcani risale al 1005; di questo siamo debitori a Frank Laska.

Millecinque è evidentemente un refuso: la data giusta è il 1905, e su questo tutte le fonti serbe e internazionali concordano. Capita anche negli standard FCI, e ci sembra giusto dirlo invece di ricopiare l’errore.

Chi era Franz Laska merita una riga. Era un ufficiale austriaco di stanza nei Balcani, e nel 1905 fece una cosa che nessuno aveva fatto prima: misurò e classificò sistematicamente oltre mille cani della regione, descrivendo il segugio dei Balcani insieme agli altri segugi locali.

Il nome di Laska torna anche nella storia del Segugio della Bosnia a Pelo Duro, il Barak, dove le fonti locali lo citano come il primo a mettere per iscritto quei cani. Un solo uomo, con un metro e un taccuino, sta all’origine documentale di mezza cinofilia balcanica.

Il primo standard della razza è del 1924.

Bled 1940, Copenaghen 1996

Segugio Serbo presentato in stand a una esposizione

Le due date che contano per il riconoscimento internazionale sono lontane fra loro più di cinquant’anni, e in mezzo c’è tutta la storia europea del Novecento.

Lo standard racconta che gli standard di queste razze furono annunciati a Stoccolma nel 1939, ma che la FCI li adottò solo nella sessione di Bled del 14 maggio 1940, e fra questi c’era quello del segugio dei Balcani.

Guarda le date: maggio 1940. L’Europa era già in guerra, e una federazione cinologica si riuniva in Slovenia per approvare standard di razza. Un mese dopo l’Italia sarebbe entrata in guerra.

Poi il testo spiega chi si è occupato della razza: poiché la razza era più diffusa in Serbia, fu l’Associazione cinologica jugoslava a controllare la selezione e a mettere in piedi le prime registrazioni nel libro genealogico ufficiale.

La seconda data è il 12 novembre 1996. A Copenaghen, il Comitato Generale della FCI discusse la mozione presentata dall’assemblea dell’Associazione cinologica jugoslava e accettò che il nome segugio dei Balcani fosse sostituito da Segugio Serbo.

Il contesto lo conosciamo tutti: la Jugoslavia si era disgregata pochi anni prima. Il cambio di nome di una razza canina, in quel momento e in quella regione, non era soltanto una questione di precisione geografica.

Lo standard oggi in vigore porta la data del 25 marzo 2003.

QuandoCosa succede
OriginiSegugi diffusi in tutti i Balcani, con un contributo dei segugi dell’Asia Minore
1905Frank Laska descrive la razza col nome di segugio dei Balcani
Cosa fece LaskaMisurò e classificò oltre mille cani nella regione
1924Viene scritto il primo standard
1939Gli standard vengono annunciati a Stoccolma
14 maggio 1940La FCI li adotta nella sessione di Bled, e fra questi c’è il segugio dei Balcani
PoiLa Federazione cinologica jugoslava controlla la selezione e apre il libro genealogico
12 novembre 1996A Copenaghen la FCI accetta il cambio di nome in Segugio Serbo
25 marzo 2003Data dello standard oggi in vigore
Dal 2023In Svezia è la razza scelta per salvare lo Schillerstövare

Il Segugio Serbo, la Serbia e un salvataggio in Svezia

Due cose conviene sapere su dove sta questa razza oggi, e la seconda è la più curiosa di tutte.

La prima riguarda la Serbia. Il Segugio Serbo non è l’unico segugio del paese: esistono anche il Segugio Tricolore Serbo e il segugio di montagna, oggi noto come segugio di montagna del Montenegro. Sono razze vicine, che condividono la stessa origine balcanica e si distinguono soprattutto per il mantello.

In Italia il Segugio Serbo esiste ma è raro: in dieci anni l’ENCI ha registrato 111 cuccioli, con un picco di 26 nel 2019 e un minimo di due nel 2023. Gli affissi sono zero, il che vuol dire che i pochi cuccioli italiani nascono da cacciatori.

La seconda cosa è un piccolo cortocircuito europeo che ci è piaciuto molto. In Svezia, lo Schillerstövare è arrivato vicino al collasso genetico: poche decine di cuccioli l’anno e una consanguineità che nessun club può gestire. Il piano di salvataggio partito nel 2023 prevede un programma di incrocio, e la razza scelta per portare sangue nuovo è proprio il Segugio Serbo.

Un segugio balcanico che va in Scandinavia a fare da salvagente a un segugio svedese. Se ti interessa la storia completa, l’abbiamo raccontata nella pagina dello Schillerstövare.

Ha senso notare anche il perché di quella scelta: i due cani si somigliano parecchio per taglia, struttura e modo di lavorare, e il Segugio Serbo ha una popolazione abbastanza ampia e abbastanza sana da poter prestare geni senza rimetterci.