Addestramento ed educazione del Segugio Italiano a Pelo Forte

Un segugio ponderato: cosa cambia rispetto al pelo raso

Con il pelo forte si lavora su un cane che il suo standard definisce saggio, calmo e ponderato, e questo si sente: è meno reattivo del fratello a pelo raso e prende le cose con più metodo. Non significa che sia più obbediente, significa che è più facile da vivere.

Qui dentro: le priorità dei primi mesi, la gestione di naso e voce, quanto movimento serve e cosa fare fuori dalla caccia.

Sommario

Le priorità dei primi mesi

Tre, e sono pratiche. La condotta al guinzaglio, da insegnare quando il cane pesa dieci chili e non venticinque. L’abitudine alla manipolazione, che in questa varietà include la barba e le orecchie, da controllare per tutta la vita. E il richiamo, da costruire prima che il naso prenda il comando.

Il metodo è il rinforzo positivo con il cibo. Con un cane descritto come ponderato la fretta è controproducente: impara bene, ma vuole capire, e la ripetizione tranquilla funziona meglio dell’insistenza.

La socializzazione con gli altri cani è naturale, perché la muta è il suo ambiente. Quella con le persone e con la città va fatta apposta, soprattutto nei cuccioli destinati a vivere in famiglia.

E come per tutti i segugi vale la regola del guinzaglio fuori dai recinti: il richiamo si allena tutta la vita e su una traccia fresca perde comunque.

Naso, voce e attività

Il naso non si contiene, si usa: piste di crocchette, ricerca di oggetti, tracce artificiali. Mezz’ora di lavoro olfattivo stanca questo cane più di un’ora di camminata, e in casa la differenza si vede subito.

La voce, che lo standard definisce risonante e armoniosa, fa parte del mestiere e non si toglie. Si riduce solo l’abbaio da noia, lavorando su movimento e compagnia. Chi ha i vicini a due metri deve saperlo prima di prendere un segugio, di qualunque pelo sia.

Il conto è di almeno due ore al giorno di movimento vero: terreni vari, salite, odori nuovi. Un cane costruito per seguire la selvaggina dall’alba al tramonto non si accontenta del giro dell’isolato.

Le attività adatte fuori dalla caccia sono quelle di naso e di fondo: mantrailing, pista di sangue sportiva, nose work, dog trekking e canicross per chi corre. Le discipline di precisione, invece, sono il contrario del suo mestiere.

Un consiglio che vale doppio per un cane da muta: la compagnia di un altro cane risolve più problemi di quanti ne crei.