Carattere e descrizione del Saluki

Il levriero del Medio Oriente: le due varietà, i colori, il carattere e la salute

Il Saluki è un levriero che caccia in Medio Oriente da millenni, e il suo standard fa una cosa che nessun altro fa: dichiara che la variabilità di questa razza è desiderata ed è tipica.

In questa pagina: le due varietà di pelo, com’è fatto, i colori, il carattere e la salute, con un capitolo che ogni proprietario di levriero dovrebbe leggere prima di andare dal veterinario.

Sommario

Il Saluki in breve

Razza del Medio Oriente con patrocinio FCI, gruppo 10 sezione 1 (levrieri a pelo lungo o frangiato), standard FCI 269, senza prova di lavoro. Altezza in media fra 58 e 71 cm, con le femmine proporzionalmente più piccole, e nessun peso prescritto. Esiste in due varietà, frangiata e a pelo liscio, e in qualsiasi colore. Lo standard lo definisce riservato con gli estranei, dignitoso, intelligente e indipendente. In Italia sono nati 684 cuccioli in dieci anni.

TagliaGrande: in media fra 58 e 71 cm, le femmine proporzionalmente più piccole
Altezza al garreseMedia fra 58 e 71 cm
Peso18-30 kg circa: lo standard non lo prescrive
Vita media12 anni circa
MantoDue varietà: frangiata e a pelo liscio, entrambe con pelo morbido e serico
ColoriQualsiasi colore o combinazione di colori. Il tigrato non è desiderato
Livello di energiaAlta a scatti: galoppa come pochi e poi dorme tutto il giorno
Adatto aChi ha spazi sicuri per farlo correre e accetta un cane indipendente

Le due varietà del Saluki

Saluki frangiato grizzle presentato in stand su un prato

La prima cosa da sapere è che il Saluki esiste in due varietà, e non sono due razze diverse: cambia solo il pelo.

La varietà frangiata è quella che quasi tutti conoscono: pelo corto e serico sul corpo, con lunghe frange sulle orecchie, sugli arti e dietro le cosce. Negli adulti le frange possono comparire anche sulla gola, e nei cuccioli lo standard tollera una leggera lanugine su cosce e spalle.

La varietà a pelo liscio è identica in tutto il resto, ma non ha nessuna frangia. È meno conosciuta in Europa e in Italia si vede poco, ma è altrettanto corretta.

Lo standard è esplicito: nella varietà liscia i punti devono essere gli stessi, con l’eccezione del pelo. Non ci sono differenze di taglia, di struttura o di carattere.

In entrambe le varietà il pelo è morbido e di tessitura serica: non c’è sottopelo, non c’è pelo duro, e non c’è niente da tosare o da strippare.

Un dettaglio che dice molto del posto in cui questo cane è nato: le frange crescono anche fra le dita. Non è un ornamento, è protezione per un piede che corre sulla sabbia.

VarietàCome si riconosce
FrangiataFrange sulle orecchie, sugli arti e dietro le cosce
Negli adultiLe frange possono comparire anche sulla gola
Nei cuccioliPuò esserci una leggera lanugine su cosce e spalle
LisciaIdentica in tutto, ma senza nessuna frangia
Il peloIn entrambe è morbido e di tessitura serica
La differenzaSolo il pelo: per lo standard tutto il resto è uguale

Com’è fatto un Saluki

Saluki a pelo liscio bianco di profilo su un prato

Lo standard descrive l’insieme con una frase da tenere: l’aspetto deve dare un’impressione di grazia e simmetria, di grande velocità e resistenza, unite a forza e attività.

Nella foto: un Saluki della varietà a pelo liscio, senza frange.

Sulla taglia il testo è insolitamente elastico: in media fra 58 e 71 cm, con le femmine proporzionalmente più piccole. Tredici centimetri di intervallo sono tantissimi, ed è una scelta coerente con tutto il resto dello standard, che considera la varietà un pregio. Il peso non è nemmeno menzionato.

Il formato è praticamente quadrato: la lunghezza del corpo è circa uguale all’altezza al garrese. E qui c’è una nota che quasi nessuno standard si prende la briga di scrivere: anche se il cane dà spesso l’impressione di essere più lungo di quanto sia realmente. È un avviso contro un’illusione ottica, ed è il tipo di cosa che si scrive solo dopo aver giudicato molti cani.

Il torace è profondo, lungo e moderatamente stretto, né a botte né piatto, e il ventre è ben retratto: la silhouette del levriero.

La coda è lunga, attaccata bassa e portata naturalmente a curva, con una bella frangia sotto. Negli adulti non si porta sopra la linea dorsale, tranne quando il cane gioca.

Il movimento è la parte più bella da vedere: al trotto è sciolto, fluido e senza sforzo, leggero e sollevato, con allungo e spinta ma senza quel movimento alto e teatrale che gli inglesi chiamano hackney.

CosaCosa dice lo standard FCI 269
AltezzaIn media fra 58 e 71 cm
Le femmineProporzionalmente più piccole
Il pesoNon è prescritto
Il formatoLa lunghezza del corpo è circa uguale all’altezza al garrese
Attenzione peròLo standard avverte che il cane sembra più lungo di quanto sia
Il toraceProfondo, lungo e moderatamente stretto
Le ancheLe ossa del bacino sono ben distanziate fra loro
Il ventreBen retratto
La codaLunga, attaccata bassa, portata a curva e frangiata sotto
Negli adultiNon si porta sopra la linea dorsale, se non nel gioco
Il movimentoSciolto, fluido e senza sforzo al trotto, leggero e sollevato

La testa e le orecchie del Saluki

Testa di un Saluki crema con le lunghe frange sulle orecchie

La testa è lunga e stretta, e lo standard chiede che l’insieme mostri nobiltà. Il cranio è moderatamente largo fra le orecchie e non a cupola, lo stop non è pronunciato.

Gli occhi vanno dallo scuro al nocciola, sono grandi e ovali ma non sporgenti, e qui arriva una delle formule più belle di tutta la nomenclatura FCI: l’espressione deve essere dignitosa e gentile, con occhi fedeli e che vedono lontano.

Non è poesia gratuita. Un levriero da caccia a vista lavora individuando la preda a distanze enormi in un paesaggio aperto: far-seeing, nel testo inglese, è una descrizione tecnica travestita da immagine.

Il tartufo può essere nero oppure marrone fegato, a seconda del mantello.

Le orecchie sono lunghe, coperte di lungo pelo serico, attaccate alte e mobili, e stanno aderenti al cranio. Quella frangia è la firma della razza, ed è anche il motivo per cui in Italia molti proprietari raccolgono le orecchie del Saluki quando mangia, con una fascia o uno snood.

Il collo è lungo, flessibile e ben muscoloso, e i piedi hanno le dita lunghe e ben arcuate, né a piede di gatto né aperte, con le frange fra le dita.

ElementoCosa dice lo standard
La testaLunga e stretta, e l’insieme deve mostrare nobiltà
Il cranioModeratamente largo fra le orecchie, non a cupola
Lo stopNon pronunciato
Il tartufoNero oppure marrone fegato
Gli occhiDa scuri a nocciola, grandi e ovali, mai sporgenti
L’espressioneDignitosa e gentile, con occhi fedeli e che vedono lontano
Le orecchieLunghe, coperte di lungo pelo serico, attaccate alte e mobili
Il colloLungo, flessibile e ben muscoloso
I piediDita lunghe e ben arcuate, con le frange anche fra le dita

I colori del Saluki

Qui lo standard chiude il discorso in una riga e mezza: qualsiasi colore o combinazione di colori è ammesso. I tigrati non sono desiderati.

È lo standard più aperto sul colore che ci sia capitato di leggere in tutto questo elenco, e non è un caso: una razza che arriva da un’area grande come mezzo continente non poteva permettersi di scegliere.

Rosso
Rosso
Uno dei colori più diffusi, qui su un soggetto a pelo liscio.
Grizzle
Grizzle
Il mantello brizzolato, con i peli scuri mescolati ai chiari.
Particolore
Particolore
Bianco con ampie macchie: anche questo rientra nel qualsiasi colore.

Nella pratica i colori più comuni sono il bianco, il crema, il fulvo, il rosso, il grizzle, il nero focato e il tricolore, ma l’elenco non ha nessun valore normativo: se un Saluki ha un colore che qui non compare, è comunque nel tipo.

L’unica eccezione è il tigrato, che lo standard dichiara non desiderato. Non è una squalifica, è una preferenza, e riguarda la storia della razza più che l’estetica.

Il pelo non chiede quasi niente: una spazzolata a settimana, un pettine per le frange di orecchie, coda e arti, e attenzione ai nodi dietro le orecchie. Non si tosa, non perde molto pelo e non ha odore.

AspettoCosa dice lo standard
I colori ammessiQualsiasi colore o combinazione di colori
I più comuniBianco, crema, fulvo, rosso, grizzle, nero focato e tricolore
Il particoloreAmmesso: bianco con macchie di qualunque colore
Il tigratoNon è desiderato
Altre limitazioniNessuna: è uno degli standard più aperti sul colore
Il tartufoNero oppure marrone fegato, secondo il mantello
La manutenzioneUna spazzolata a settimana, di più sulle frange

Il carattere del Saluki

Saluki crema in piedi su un prato, visto di fronte

Il capitolo del comportamento è di due righe e ogni parola pesa: riservato con gli estranei, ma non nervoso né aggressivo. Dignitoso, intelligente e indipendente.

Riservato è la parola che spiazza chi arriva dai retriever. Un Saluki non fa festa agli sconosciuti, non salta addosso, non chiede attenzioni a chi non conosce. Non è timidezza e non è diffidenza ostile: è distacco.

Lo standard però mette un paletto: non nervoso né aggressivo. Un Saluki che trema o che ringhia non è riservato, è un cane con un problema.

Indipendente è la parola chiave della razza. Questo è un cane che per millenni ha cacciato da solo, lontano dal cacciatore, prendendo decisioni a quaranta chilometri orari. Non è costruito per guardare l’umano e aspettare istruzioni.

Tradotto in pratica: il Saluki capisce benissimo quello che gli chiedi e poi valuta se gli conviene. Chi cerca l’obbedienza di un pastore rimane deluso; chi accetta il patto trova un compagno straordinario.

Con la famiglia è affettuoso in modo discreto, e ama il contatto fisico e il caldo: è un cane da divano, letteralmente, e non per pigrizia ma perché ha pochissimo grasso e sente il freddo.

Con i bambini di casa funziona se i bambini rispettano il suo spazio quando dorme. Con gli altri cani di solito va bene, soprattutto con altri levrieri.

Con gatti e animali piccoli il discorso è serio: è un cane da caccia a vista, e quello che si muove veloce si insegue. Un Saluki cresciuto con un gatto in casa spesso lo accetta, ma il gatto del vicino che attraversa il giardino è un’altra storia.

E poi c’è il dettaglio che tutti raccontano e che è vero: in casa un Saluki dorme, per ore, nel posto più morbido della casa. È l’altra faccia di un motore che quando parte arriva a velocità che pochi cani al mondo raggiungono.

Cosa dice lo standardCosa significa a casa
Riservato con gli estraneiNon fa feste a chi non conosce, e non deve
Ma non nervoso né aggressivoLa riservatezza non è paura
DignitosoNon è un cane che si umilia per un biscotto
IntelligenteCapisce benissimo, poi decide se le conviene
IndipendenteÈ la parola chiave di tutta la razza
Sguardo dignitoso e gentileCon occhi fedeli e che vedono lontano
In casaDorme, e cerca il posto più morbido che trova
FuoriGaloppa a velocità che pochi cani raggiungono

Quanto vive un Saluki e di cosa si ammala

Saluki a pelo liscio in stand, senza frange sugli arti

La vita media è di circa 12 anni, e la survey sanitaria del Kennel Club britannico riporta un intervallo che va dai 3 ai 16. Ma la parte importante di questo capitolo è un’altra, e riguarda il tuo veterinario.

Partiamo dalla patologia più segnalata: la cardiomiopatia dilatativa. Nelle indagini sanitarie di razza è la voce che raccoglie più segnalazioni, e nella Saluki Health Survey è indicata come presente nella razza dal 49 per cento di chi ha risposto. La buona notizia è che era molto più diffusa negli anni Novanta e che da allora il lavoro degli allevatori l’ha ridotta. La visita cardiologica dei riproduttori è la cosa da chiedere.

Poi c’è il capitolo che vale il prezzo di questa pagina, ed è la tiroide. Un Saluki sano ha valori tiroidei più bassi di quelli della maggior parte delle razze: uno studio veterinario su Saluki sani riporta una mediana di T4 totale di 13,0 nmol/L, sotto i normali intervalli di riferimento.

Il rischio è concreto: un Saluki perfettamente sano può essere scambiato per ipotiroideo e messo in terapia per niente. Se il tuo cane fa gli esami del sangue, assicuratevi che il veterinario sappia che è un levriero e usi i riferimenti giusti.

Lo stesso vale per l’emocromo: nei levrieri è diverso da quello delle altre razze e somiglia a quello del Greyhound, con valori che in un altro cane farebbero pensare a un problema.

E vale, soprattutto, per l’anestesia. I levrieri hanno particolarità che aumentano il rischio anestesiologico: ipertermia nei soggetti nervosi, ipotermia in quelli molto magri e risvegli prolungati con alcuni anestetici endovenosi. Prima di qualsiasi intervento, anche una banale sterilizzazione, ditelo.

Per il resto è un cane rustico, senza esagerazioni morfologiche, che mangia poco per la sua mole e che ha pochissimo grasso corporeo: quello che a un occhio inesperto sembra un cane magro, in un Saluki è la condizione giusta.

AspettoCome sta la razzaCosa si fa
Cardiomiopatia dilatativaÈ la patologia più segnalata nelle indagini di razzaVisita cardiologica dei riproduttori, con ecocardiogramma
La buona notiziaEra molto diffusa negli anni Novanta e da allora è calataMerito del lavoro degli allevatori
La tiroideUn Saluki sano ha valori tiroidei più bassi di altre razzeIl veterinario deve usare i valori di riferimento dei levrieri
Perché contaUn cane sano può essere scambiato per ipotiroideoUno studio sui Saluki sani indica una mediana di T4 totale di 13,0 nmol/L
L’anestesiaI levrieri hanno rischi anestesiologici particolariAvvisare sempre il veterinario che si tratta di un levriero
Quali rischiIpertermia nei soggetti nervosi, ipotermia nei magri, risvegli lunghiProtocolli anestesiologici adatti ai levrieri
L’emocromoÈ simile a quello del Greyhound e diverso dalle altre razzeInterpretare le analisi con i riferimenti giusti
Vita mediaCirca 12 anniLa survey britannica riporta un intervallo da 3 a 16 anni

A chi è adatto il Saluki

È adatto a chi vuole un cane bellissimo e indipendente e non ha bisogno che gli venga detto quanto è bravo.

È adatto a chi ha accesso a spazi recintati dove farlo correre. Non serve un ettaro tutti i giorni, ma un levriero che non galoppa mai è un levriero a metà.

È adatto a chi vive con il cane in casa, sul divano e sotto le coperte: con pochissimo grasso e un pelo sottile, il Saluki soffre il freddo.

È adatto a chi ama la bellezza discreta: è un cane pulito, quasi senza odore, che perde poco pelo e non chiede toelettatura.

Non è adatto a chi lo vuole libero in un parco aperto. Un Saluki che parte dietro a qualcosa raggiunge in pochi secondi velocità con cui nessun richiamo può competere, ed è così che finiscono sotto le macchine.

Non è adatto a chi cerca un cane obbediente in senso sportivo. Lo standard usa la parola indipendente, e la usa apposta.

Non è adatto a chi ha animali piccoli che corrono in giardino.

E non è adatto a chi si offende se il cane non fa le feste agli ospiti: un Saluki vi guarderà dal divano, dignitoso, e resterà dov’è.