Storia ed origine del Ratonero Bodeguero Andaluz

I Fox Terrier degli inglesi dello sherry e i ratti delle cantine di Jerez

Questa razza nasce da un incontro commerciale: gli inglesi che compravano il vino di Jerez portavano con sé i loro Fox Terrier a pelo liscio, e quei cani finirono a fare il lavoro che serviva da quelle parti, cioè tenere i ratti fuori dalle cantine.

In questa pagina: come nasce il Bodeguero, perché è bianco, come si è arrivati al riconoscimento e cosa significa il suo nome.

Sommario

Come nasce il Ratonero Bodeguero Andaluz

Facciata bianca di una bodega andalusa

Lo standard racconta l’origine in poche righe molto precise: la razza discende da vecchie linee di Fox Terrier a pelo liscio, introdotte dalle compagnie inglesi di importazione del vino impegnate nel commercio fra il Regno Unito e Jerez nel XIX secolo.

Nella foto: la facciata di una bodega andalusa, il tipo di posto in cui questa razza è nata e ha lavorato per un secolo e mezzo.

Il commercio dello sherry fra l’Inghilterra e l’Andalusia è molto più antico del XIX secolo, e alcune fonti fanno risalire la presenza dei mercanti inglesi a Jerez fino al Seicento. Lo standard però data al XIX secolo l’arrivo dei Fox Terrier, e noi seguiamo lo standard.

Quei cani inglesi, dice il testo, si mescolarono con le razze locali dei paesi di quella regione. Non fu un progetto di allevamento: fu quello che succede quando dei cani da lavoro arrivano in un posto dove c’è lavoro da fare.

E il lavoro c’era. Lo standard elenca i posti: porti commerciali, cantine, magazzini, stalle e concerie, tutti luoghi in cui i roditori erano abbondanti e costavano soldi veri.

C’è una frase, in quel paragrafo, da rileggere: fin dalla loro origine furono sempre considerati una razza pura e come tale sono stati allevati, sviluppando una notevole omogeneità. È il motivo per cui oggi, guardando venti Bodeguero, sembrano tutti lo stesso cane.

Il bianco, e il perché di quel mantello

Tre Ratonero Bodeguero Andaluz che camminano su una strada di campagna

Nel capitolo storico dello standard c’è la spiegazione più bella e più concreta che abbiamo trovato in tutta la nomenclatura FCI sul perché una razza abbia un certo colore.

Il colore quasi uniformemente bianco, con macchie nere e focate, fu selezionato per essere facilmente visibile al buio dei luoghi sopra citati.

Sono ventidue parole che raccontano un mestiere intero. In una cantina piena di botti, con lampade a olio o poca luce naturale, un cane che corre fra le gambe di chi lavora deve essere visto. Un cane bianco si vede. Un cane scuro no.

Non è nemmeno un caso isolato nella cinofilia: in altre razze da lavoro il bianco è stato selezionato per distinguere il cane dalla preda, o per vederlo di notte. Qui la ragione è ancora più prosaica, ed è la sicurezza sul lavoro di un secolo e mezzo fa.

La testa scura, invece, è il tratto che rende il Bodeguero riconoscibile in una foto: macchie nere sulla testa e sul primo tratto del collo, con le focature sul muso, sulle guance e sopra gli occhi.

Ed è tutelato con una regola severa: un mantello bianco uniforme, senza macchie, è una squalifica.

Il nome, e i tre modi di chiamarlo

Ratonero significa cacciatore di topi. Bodeguero viene da bodega, la cantina del vino. Andaluz è la regione. Il nome completo, insomma, è la sua carta d’identità professionale.

Lo standard FCI riporta anche due nomi alternativi, entrambi in inglese, e la ragione si vede subito: Andalusian Terrier e Sherry Terrier, cioè il terrier dello sherry.

In Spagna esistono altri ratoneros, come il Ratonero Valenciano e il Ratonero Mallorquin, che sono razze distinte con storie parallele: cani da topi nati nelle campagne e nei magazzini, ognuno nella sua regione.

Il Bodeguero è il più conosciuto di tutti, e in Andalusia è talmente diffuso da essere parte del paesaggio: nelle bodegas, nei cortili, sui furgoni dei lavoratori.

Come si è arrivati al riconoscimento

Ratonero Bodeguero Andaluz presentato in stand su un tappeto blu

Per un secolo il Bodeguero è stato un cane da lavoro senza carte. Il percorso ufficiale è tutto recente, e si è chiuso appena due anni fa.

Nel 1993 nasce il primo club di razza, il Club Nacional del Perro Andaluz Ratonero Bodeguero, che mette per iscritto il primo standard: è il momento in cui un tipo di cane diffuso comincia a diventare una razza registrata.

Nel 2000 arriva il riconoscimento della Real Sociedad Canina de Espana, il kennel club spagnolo. Da quel momento il Bodeguero ha un libro genealogico e delle esposizioni.

Il passo internazionale arriva solo il 3 settembre 2024, quando la FCI accetta la razza a titolo provvisorio, con lo standard numero 371. È una delle razze più recenti dell’intera nomenclatura.

Provvisorio significa che la razza è riconosciuta, può essere iscritta e può partecipare alle esposizioni, ma non può ancora concorrere per il CACIB, il certificato internazionale di bellezza. È uno stato che dura di solito una decina di anni.

Per una razza che da centocinquant’anni fa lo stesso mestiere nello stesso posto, arrivare alla FCI nel 2024 è una notizia curiosa. Ma è anche il motivo per cui il Bodeguero, a differenza di tanti terrier, non ha ancora una linea da esposizione separata da quella da lavoro.

QuandoCosa succede
XIX secoloLe compagnie inglesi del vino portano a Jerez i loro Fox Terrier
Cosa succede lìQuei cani si mescolano con i cani dei paesi della zona
Il lavoroRatti e topi in porti, bodegas, magazzini, stalle e concerie
Perché il biancoPerché al buio di quei posti un cane bianco si vede
Il nomeBodeguero viene da bodega, la cantina del vino
Gli altri nomiAndalusian Terrier e Sherry Terrier, entrambi nello standard
1993Nasce il primo club di razza e viene scritto uno standard
2000La Real Sociedad Canina de Espana riconosce la razza
3 settembre 2024La FCI la accetta a titolo provvisorio
OggiÈ comunissima in Andalusia e quasi sconosciuta in Italia