Allevamento del Pointer
Quanto costa un cucciolo, i 154 affissi italiani e il test del DNA da chiedere
Il Pointer è una delle razze con più allevamenti in Italia, e questo è un vantaggio: si può scegliere. In questa pagina trovi i prezzi reali, i numeri ENCI anno per anno e le domande da fare, a partire da quella su un test genetico che su questa razza non è opzionale.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Pointer

In un allevamento con affisso ENCI un cucciolo di Pointer costa fra i 700 e i 1.200 euro. È una forbice contenuta per un cane di taglia grande, e il motivo è semplice: la razza è numerosa e gli allevamenti sono tanti.
C’è però una fascia che costa di più, ed è quella dei cuccioli che vengono da linee di field trial, cioè da genitori con qualifiche nelle prove di lavoro. Ha senso pagarli se il cane andrà a caccia o in prova: sono cani con una cerca e un motore che in famiglia diventano difficili da gestire.
Sul mantenimento il Pointer è economico: 60-100 euro al mese. Non ha toelettatura, si ammala poco e mangia in proporzione al lavoro che fa. Le spese vere sono quelle di chi lo porta in campagna: antiparassitari, controlli e qualche punto di sutura.
Una nota da fare, perché riguarda tanti Pointer: ogni anno, a fine stagione venatoria, i canili si riempiono di cani da caccia. Se non ti interessa un cucciolo, l’adozione di un Pointer adulto è una possibilità concreta e spesso sorprendente, perché il carattere della razza resta dolce anche nei cani che hanno avuto una vita difficile.
Le iscrizioni ENCI anno per anno
Sono numeri grandi, da razza popolare, con una tendenza chiara verso il basso.
Il totale del decennio è di 20.068 cuccioli, con il massimo nel 2015 a 2.424 e il minimo nel 2024 a 1.455: un calo di circa il 40%, in linea con quello di tutte le razze da caccia italiane.
Gli allevamenti con affisso ENCI dedicati al Pointer sono 154, distribuiti in tutta la penisola: Lombardia con ventitré, Toscana con quattordici, Lazio, Emilia Romagna e Sicilia con tredici, Marche e Veneto con dodici, Piemonte con otto.
Con una rete così, non c’è nessuna ragione per comprare un cucciolo senza pedigree da un annuncio: un allevamento serio è quasi sempre raggiungibile in giornata.
Le domande da fare a un allevatore di Pointer
La prima è specifica di questa razza e non va saltata: i genitori sono testati per la sindrome da automutilazione acrale? È una neuropatia ereditaria documentata nel Pointer, è recessiva, esiste il test del DNA e un allevatore aggiornato lo ha fatto.

La seconda riguarda le anche: radiografie ufficiali di entrambi i genitori. Su un cane che passerà la vita a galoppare, un’articolazione che non tiene è un problema che si vedrà presto.
La terza è sul lavoro: i genitori cacciano, hanno qualifiche nelle prove? Anche se non andrai mai a caccia, la risposta ti dice che tipo di cane ti stai portando a casa. Le linee da field trial hanno un’energia che in famiglia va gestita con molta più attenzione.
La quarta riguarda gli occhi e le orecchie: se in linea ci sono stati casi di entropion o di sordità, che nei soggetti molto bianchi è un tema reale.
Infine, la domanda che vale come cartina di tornasole: chiedigli quanto esce un suo cane in una settimana normale. Un allevatore serio ti dirà numeri che ti spaventano un po’, e ti chiederà a sua volta come pensi di far muovere il tuo. Se non te lo chiede, cambia allevamento.

