Addestramento ed educazione del Pinscher

Intelligente, resistente e con un’idea sempre in testa

Lo standard del Pinscher lo definisce intelligente e spiritoso, e sono le due parole che descrivono meglio come si lavora con lui. Qui trovi come si imposta l’educazione, come si gestisce l’istinto predatorio e quali attività servono a un cane con questa resistenza.

Sommario

Come si educa un Pinscher

Primo piano della testa di un Pinscher tedesco nero focato

È un cane facile da educare per intelligenza, e un po’ meno facile per carattere: la stessa riga dello standard che lo dice intelligente lo dice anche sicuro di sé, e le due cose insieme fanno un cane che capisce subito e poi negozia.

Il metodo giusto è il rinforzo positivo con una buona dose di coerenza. È sensibile al rapporto: se ti rispetta fa qualunque cosa, se scopre che le regole cambiano a seconda di chi c’è in casa smette di considerarle.

Le sessioni devono essere brevi e varie. Quello standard lo chiama spiritoso, e un cane spiritoso si annoia alla terza ripetizione dello stesso esercizio e comincia a inventarsi delle varianti sue.

Le priorità pratiche sono due. La gestione dell’abbaio, perché è un cane d’allarme e in condominio va insegnato presto che segnalare una volta basta. E il richiamo, che va costruito con cura per via del capitolo successivo.

Un vantaggio che questa razza ha rispetto a molte altre: è equilibrata, come dice lo standard, e la socializzazione è di solito facile. Portalo in giro fin da cucciolo e diventerà un cane che sta ovunque senza problemi.

L’istinto predatorio e i piccoli animali

Il Pinscher viene dalle stalle e dai granai, e il suo mestiere era tenerli puliti dai roditori. Quell’istinto non è sparito, e va messo in conto prima di scegliere questa razza.

In pratica: con criceti, conigli, uccellini e in molti casi anche coi gatti serve attenzione. La convivenza si costruisce da cucciolo e in tante case funziona benissimo, ma non è una cosa da dare per scontata e non è una cosa da lasciare senza supervisione.

Fuori casa la conseguenza è il richiamo: un Pinscher che avvista uno scoiattolo o un gatto in fuga parte, e in quel momento il richiamo deve essere già stato costruito con premi che valgano più della preda. Negli spazi non recintati il guinzaglio lungo resta la scelta ragionevole.

Non è un difetto da correggere: è il mestiere per cui questo cane esiste. La differenza fra un Pinscher gestibile e uno ingestibile la fa il lavoro fatto nei primi mesi.

Le attività giuste per un cane che non si stanca

La resistenza è una delle doti che lo standard elenca, e non è un modo di dire: il Pinscher è un cane sportivo con un fisico asciutto e muscoloso, e ha bisogno di scaricare tutti i giorni.

Pinscher tedesco che salta attraverso il cerchio in agility

L’agility è probabilmente la disciplina che gli calza meglio: ha la taglia giusta, la velocità, l’agilità e quella voglia di risolvere problemi che rende il lavoro divertente per entrambi.

Funzionano molto bene anche l’obedience e il rally obedience, che sfruttano l’intelligenza senza consumare il fisico, e la nose work, che per un cane nato a caccia di roditori è quasi una cosa naturale.

Sul piano fisico il canicross, la corsa accanto al proprietario e il dog trekking sono perfetti: quindici chili di muscolo asciutto camminano tutto il giorno senza battere ciglio.

Una nota sul pelo raso, che è l’unico limite pratico di questa razza: il Pinscher soffre il freddo. Non ha sottopelo, e d’inverno o in montagna un cappottino non è un vezzo ma una necessità reale. All’opposto, sopporta bene il caldo meglio di quasi tutti i cani a pelo lungo.

Sulla quantità: serve almeno un’ora di movimento vero al giorno più qualcosa che gli occupi la testa. Un Pinscher che non fa niente diventa un cane che abbaia, e in una razza d’allarme questo è il problema che si presenta per primo.