Carattere e descrizione del Perro de Agua Español
Il cane da acqua spagnolo: taglia, pelo riccio, colori, carattere e salute
Il Perro de Agua Español è il cane da acqua spagnolo: un cane di taglia media con il pelo sempre riccio e lanoso, che in Andalusia ha fatto per secoli tre mestieri diversi nella stessa giornata.
In questa pagina: com’è fatto, come funziona quel pelo, i colori ammessi, il carattere che lo standard descrive con una frase insolita sull’apprendimento, la salute e a chi è adatto.
Sommario
Il Perro de Agua Español in breve
Razza spagnola, gruppo 8 sezione 3 (cani da acqua), standard FCI 336, con prova di lavoro facoltativa. Altezza 44-50 cm nei maschi e 40-46 nelle femmine, peso 18-22 e 14-18 kg. Pelo sempre riccio e lanoso, che da lungo forma cordoni. Colori bianco, nero e castano, unicolori o in coppia con il bianco. Lo standard gli riconosce una capacità di apprendimento eccezionale. In Italia sono nati 56 cuccioli in nove anni.
Com’è fatto un Perro de Agua Español

È un cane di taglia media: 44-50 cm nei maschi e 40-46 nelle femmine, con due centimetri di tolleranza, per un peso di 18-22 e 14-18 kg. Lo standard lo definisce rustico e atletico.
Le proporzioni sono date con i numeri, e conviene leggerle perché descrivono un cane preciso: la lunghezza del corpo sta all’altezza al garrese come 9 sta a 8, quindi è un cane leggermente più lungo che alto, e la profondità del torace sta all’altezza come 4 sta a 8, cioè metà esatta.
La testa è dolicocefala, con il cranio piatto e gli assi del cranio e del muso paralleli. Il muso è due terzi della lunghezza del cranio. Le orecchie sono triangolari e pendenti, attaccate a media altezza.
Il collo è corto, muscoloso e senza giogaia. Non è un dettaglio estetico: un cane che lavora in acqua non ha bisogno di pelle in eccesso sotto la gola.
Sulla coda lo standard dice due cose. La prima è l’amputazione fra la seconda e la quarta vertebra caudale, che in Italia è vietata. La seconda è più interessante: alcuni soggetti presentano una coda corta congenita, la brachiuria. Nascono così, e non è un difetto.
C’è poi una squalifica che sorprende chi arriva da altre razze: la presenza di speroni. Non è un difetto grave, è una squalifica.
L’andatura preferita è il trotto, e la muscolatura, dice il testo, è ben sviluppata grazie al suo esercizio regolare. È uno dei pochi standard che scrive apertamente che questo cane deve lavorare.
Il pelo riccio del Perro de Agua Español

Il pelo è la razza. Lo standard lo dice in cinque parole: sempre riccio e di tessitura lanosa. Da corto è riccio, da lungo forma cordoni.
Nella foto: un soggetto con il pelo lungo, dove i riccioli si sono uniti in cordoni. È lo stesso pelo della foto del capitolo precedente, solo lasciato crescere.
Il pelo liscio o ondulato è un difetto squalificante: in questa razza il riccio non è un vezzo, è il carattere che permette al cane di lavorare in acqua e poi asciugarsi al sole delle marismas.
La tosatura è ammessa, ma con una regola da leggere per intero: sempre completa e uniforme, non deve mai diventare una toelettatura estetica. Tradotto: si tosa tutto il cane alla stessa lunghezza, non si fanno pompon, sagome o teste modellate.
Per le esposizioni lo standard indica una lunghezza massima consigliata di 12 cm (15 stendendo il riccio) e una minima di 3 cm, che serve al giudice per valutare la qualità del riccio.
Una nota che i futuri proprietari devono conoscere: questo pelo non si spazzola. Spazzolarlo rovina il riccio. Si tosa, in genere due volte all’anno, e nel frattempo si controlla che non si formino nodi troppo stretti vicino alla pelle.
E i cuccioli? Lo standard risponde anche a questo: i cuccioli nascono sempre con il pelo riccio. Un cucciolo liscio, in una cucciolata di questa razza, non è un Perro de Agua.
La pelle segue il mantello: può essere pigmentata di marrone, di nero o restare senza pigmento, e lo stesso vale per le mucose.
I colori del manto del Perro de Agua Español
I colori ammessi sono pochi e chiari: bianco, nero e castano come tinte unite, oppure bianco e nero e bianco e marrone come bicolori.
Quello che non è ammesso è altrettanto netto: i soggetti tricolori, il nero focato e il nocciola focato. Il manto macchiettato o picchiettato e le focature compaiono anche fra le squalifiche.
Il tartufo non ha un colore fisso: deve essere dello stesso colore o poco più scuro del tono più scuro del mantello. Lo stesso principio vale per gli occhi, che vanno dal nocciola al castano e devono armonizzare con il colore del mantello.
È un modo elegante di dire che in questa razza il pigmento è coerente: un cane marrone ha tartufo, palpebre e occhi marroni, un cane nero li ha neri, e nei cani bianchi la pelle può anche restare senza pigmento, come dice il capitolo sulla pelle.
L’albinismo, però, è un’altra cosa ed è fra le squalifiche: bianco vuol dire mantello bianco, non assenza totale di pigmento.
Il carattere del Perro de Agua Español

Lo standard lo descrive così: fedele, obbediente, allegro, gran lavoratore, vigile e ben equilibrato. La capacità di apprendimento è eccezionale grazie alla sua straordinaria prontezza mentale; si adatta a tutte le situazioni e a tutte le condizioni.
Quella frase sull’apprendimento è una delle più forti di tutta la nomenclatura FCI. Gli standard sono documenti prudenti, e quando uno scrive eccezionale e straordinaria nella stessa riga vuol dire che chi lo ha redatto aveva davanti un cane che imparava troppo in fretta per fingere sobrietà.
E l’adattabilità non è un complimento generico: è il curriculum. Questo cane in Andalusia radunava le capre la mattina, entrava in acqua con i pescatori e recuperava le anatre per i cacciatori. Tre mestieri diversi, e il passaggio dall’uno all’altro senza andare in crisi.
Vigile è la parte che sorprende chi si aspetta solo un cane da acqua: il Perro de Agua segnala, e in Spagna resta un cane da guardia del bestiame e della casa. Non è un guardiano aggressivo, ma non è nemmeno un cane che ignora chi arriva.
Gran lavoratore va preso alla lettera. Questo non è un cane che si accontenta di due giri dell’isolato: vuole un compito. Senza, si inventa qualcosa, e in genere l’idea non piace.
L’equilibrio è protetto dallo standard nel modo più duro possibile: la mancanza di equilibrio nel carattere è fra i difetti squalificanti, insieme all’aggressività e alla timidezza eccessiva.
Con la famiglia è attaccatissimo, con i bambini funziona bene, con gli altri cani va d’accordo se socializzato da cucciolo. Il tratto da tenere d’occhio è quello del pastore: alcuni soggetti tendono a radunare, e il bersaglio può diventare chi corre in giardino.
Quanto vive un Perro de Agua Español e di cosa si ammala
L\’aspettativa di vita è di 12-14 anni. E a differenza di quasi tutte le razze rare, qui non si va per analogia: questa razza ha tre malattie genetiche identificate con il gene responsabile e il test del DNA disponibile.
La prima è l’ipotiroidismo congenito con gozzo, una forma di disormonogenesi legata al gene TPO descritta proprio nel Perro de Agua Español. È autosomica recessiva, quindi serve che entrambi i genitori siano portatori, e si manifesta molto presto: i cuccioli affetti si riconoscono nelle prime due settimane di vita.
La seconda è la distrofia neuroassonale, legata al gene TECPR2. Uno studio pubblicato su PLOS ONE nel 2015 ha identificato la mutazione, sempre autosomica recessiva, genotipizzando oltre trecento soggetti della razza e trovando l’allele assente in tutte le altre razze esaminate. I cani affetti si ammalano fra i 6 e gli 11 mesi, con problemi di andatura, di equilibrio e di comportamento.
La terza è l’atrofia progressiva della retina nella forma prcd, anch’essa autosomica recessiva e comune ad altre razze. Il test esiste ed è economico.
Il punto pratico è semplice: tutte e tre si evitano con i test dei riproduttori. Due portatori accoppiati fra loro producono cuccioli malati, un portatore accoppiato con un cane libero non ne produce nessuno. Chiedere i risultati all’allevatore non è essere pignoli, è il minimo.
Le altre cautele sono quelle del mestiere: lastre ufficiali di anche e gomiti, e soprattutto le orecchie. Orecchie pendenti, pelo riccio e un cane che entra in acqua sono la ricetta delle otiti: controllo settimanale e asciugatura dopo ogni bagno.
Lo stesso vale per la pelle: il pelo lanoso trattiene l’umidità, e un cane bagnato lasciato bagnato prima o poi presenta il conto in dermatiti.
A chi è adatto il Perro de Agua Español
È adatto a chi vuole un cane che impara. Lo standard lo dice senza mezzi termini, e chi ci lavora lo conferma: è uno dei cani più facili da addestrare che esistano.
È adatto alle famiglie attive e agli sportivi: agility, obedience, nose work, dog trekking e ovviamente tutto quello che si fa in acqua.
È adatto a chi non vuole un cane che perde pelo per casa: il mantello riccio trattiene il pelo caduto, ed è uno dei motivi per cui questa razza sta crescendo fuori dalla Spagna.
Non è adatto a chi cerca un cane da divano. Gran lavoratore è nello standard, e un Perro de Agua senza niente da fare diventa un problema in casa.
Non è adatto a chi vuole un cane da toelettatura nel senso classico: qui non si spazzola e non si modella. Si tosa tutto uguale, due volte all’anno, e chi vuole il cane elegante ha sbagliato razza.
Non è adatto a chi non ha voglia di asciugare un cane bagnato fino alla pelle, tutte le volte.
E non è adatto a chi ha fretta: in Italia sono nati 56 cuccioli in nove anni e c’è un solo affisso registrato sulla razza.





