Allevamento del Pechinese
Quanto costa un cucciolo, i 5 affissi italiani e le domande sul respiro
Il Pechinese è una razza rara in Italia, e questo cambia tutto: pochi cuccioli, liste d’attesa e un mercato parallelo molto attivo. In questa pagina trovi i prezzi reali, i numeri ufficiali ENCI e le domande da fare a un allevatore, a partire da quella che conta più di tutte.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Pechinese

In un allevamento con affisso ENCI un cucciolo di Pechinese costa fra gli 800 e i 1.500 euro. La forbice si muove poco, perché i cuccioli sono pochissimi: 308 in dieci anni in tutta Italia.
Dietro quel prezzo c’è anche una cosa che in altre razze non pesa così tanto: il 43,8% delle cucciolate nasce con il cesareo. Un allevatore serio mette in conto l’intervento, segue il parto e non improvvisa, e questo si riflette sul costo del cucciolo.
Sul mantenimento siamo intorno ai 50-80 euro al mese. Mangia poco, ma vanno messi in conto la toelettatura, i prodotti per gli occhi e qualche controllo in più rispetto a un cane di razza rustica.
Con cinque allevamenti in tutta Italia, la lista d’attesa è la norma. Conviene aspettare: su una razza brachicefala il cucciolo comprato di fretta da un annuncio è esattamente il cane che rischia di passare la vita a respirare male.
Le iscrizioni ENCI anno per anno
Sono numeri piccoli, e vanno letti sapendo che dietro ognuno c’è una cucciolata difficile da portare a termine.
Il totale del decennio è di 308 cuccioli, con il minimo nel 2016 a 18 e il massimo nel 2019 a 47. Gli allevamenti con affisso ENCI dedicati alla razza sono cinque: due in Lombardia, uno in Emilia Romagna, uno in Piemonte e uno in Campania.
Messo accanto alle settemila ricerche mensili sul nome della razza, il quadro è chiaro: la domanda è enorme e l’offerta ufficiale è minima. È esattamente il terreno su cui prospera chi vende cuccioli importati con documenti approssimativi.
Le domande da fare a un allevatore di Pechinese
La prima domanda non riguarda il colore né il pedigree: come respirano i genitori? Chiedi di vederli da svegli e in movimento, non solo sdraiati. Un riproduttore che russa da fermo o che si affanna dopo pochi passi è un riproduttore che trasmette quel problema.
La seconda riguarda il muso, e adesso hai lo standard dalla tua parte: narici larghe e aperte, muso ben visibile, piega sopra il naso leggera e non pesante. Sono parole scritte nello standard del 2009, e un allevatore serio le conosce a memoria.
La terza è sui parti: quanti cesarei ha avuto, chi segue le cucciolate, cosa succede se qualcosa va storto. Su questa razza è una domanda normale, non una domanda scortese.
Poi gli occhi, che sono l’altro capitolo di salute: se ci sono stati casi di ulcere corneali o di occhio secco in linea, e se i riproduttori sono controllati.
Infine le solite, che valgono sempre: dove crescono i cuccioli, se puoi vedere la madre, a che età li consegna. E se ti chiede dove vivi e come passi le estati, è un buon segno: su un cane come questo il caldo è una domanda seria.

