Allevamento del Papillon
Quanto costa un cucciolo, i 14 affissi italiani e come si trova un Phalène
Il Papillon in Italia è una razza rara: circa 125 cuccioli all’anno e appena quattordici allevamenti con affisso ENCI. Qui trovi i prezzi, i numeri per varietà e i controlli da chiedere.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Papillon

Un cucciolo con pedigree e controlli in regola costa fra i 1.200 e i 2.000 euro. Ma come in tutte le razze rare, il prezzo è la variabile meno interessante: il problema è la disponibilità.
Con quattordici allevamenti in tutta Italia e poco più di cento cuccioli all’anno, mettere in conto una lista d’attesa di mesi è normale. L’alternativa concreta è guardare all’estero, e in particolare alla Francia e al nord Europa, dove la razza è molto più diffusa.
Se cerchi un Phalène, la pazienza dev’essere parecchia: sono l’8% scarso delle nascite italiane, meno di nove cuccioli all’anno in tutto il paese. Va cercato espressamente, chiedendo agli allevatori se hanno soggetti a orecchie pendenti nelle loro linee. Non costa di più: è semplicemente più raro.
Un avviso sul peso, perché in una razza toy è la trappola classica: lo standard fissa un minimo di 1,5 chili. Un cucciolo venduto come eccezionalmente piccolo non è più pregiato, è più fragile, e in questa razza la fontanella aperta nei soggetti minuscoli è una cosa concreta.
Sui colori non c’è nessuna trappola: lo standard li ammette tutti, purché su fondo bianco. Nessuna combinazione è rara o vale di più.
Le iscrizioni ENCI e i numeri per varietà
I numeri sono piccoli e stabili: si va dai 105 cuccioli del 2023 ai 159 del 2021, per un totale di 1.269 cani in dieci anni.
Il dato da leggere è però un altro, e i registri ENCI lo permettono perché tengono separate le due varietà.
1.183 Papillon contro 86 Phalène. La varietà a orecchie pendenti, che è quella storicamente più antica e che si vede nei dipinti antichi, oggi in Italia è il sette per cento delle nascite.
I registri distinguono anche le categorie di peso previste dallo standard, ed è un dettaglio che pochissime razze hanno: in dieci anni sono stati iscritti 42 cani nella categoria sotto i 2,5 chili e 102 in quella più pesante, mentre tutti gli altri risultano registrati senza specifica.
Gli allevamenti con affisso ENCI sono quattordici: quattro in Toscana, tre in Friuli Venezia Giulia, e poi Veneto, Lazio ed Emilia Romagna con due ciascuno.
I controlli da chiedere
La lista è corta ma precisa, e in una razza con quattordici allevamenti è facile verificarla.
Il primo è il controllo ortopedico delle rotule di entrambi i genitori. La lussazione della rotula è il tema numero uno dei cani di questa taglia, e un allevatore che fa valutare le ginocchia dei suoi riproduttori sta facendo la cosa più utile che possa fare.
Il secondo è il test del DNA per l’atrofia progressiva della retina, che è una degenerazione che porta alla cecità e che si può escludere del tutto testando i genitori.
Il terzo riguarda una malattia rara ma descritta proprio in questa razza, la distrofia neuroassonale: anche qui esiste il test del DNA. Chiedere se l’allevatore lo conosce è un ottimo modo per capire quanto segue la sua razza.
Poi le domande di sempre: vedere la madre coi cuccioli, capire come vivono, e controllare che i piccoli siano proporzionati fra loro. Il cucciolo «speciale» molto più minuto degli altri, in una razza toy, quasi mai è un pregio.
E una domanda che su questa razza conviene fare, perché dice molto su cosa sta selezionando l’allevatore: i suoi cani fanno qualcosa? Esposizioni, agility, obedience. Il Papillon è un cane brillante, e chi lo porta a lavorare seleziona anche la testa, non solo le orecchie.

